Che squillo olimpionica

Suzy Favor Hamilton racconta in un libro la sua doppia vita. Da mezzofondista a prostituta da 600 dollari a notte a Las Vegas: «Ho anche pensato al suicidio».
La copertina di Fast Girl di Suzy Favor Hamilton.

La copertina di Fast Girl di Suzy Favor Hamilton.

Tra il 1992 e il 200 ha partecipato a ben tre Olimpiadi da mezzofondista. Poi la vita di Suzy Favor Hamilton è cambiata. Perchè l’atleta, sposata e con una figlia, ha iniziato a lavorare come squillo a Las Vegas sotto falso nome. Adesso Kelly, così si faceva chiamare quando lavorava nella Capitale del gioco d’azzardo per 600 dollari a notte, se ne è andata: Suzy è guarita, chiede scusa per «il tremendo errore» ed è pronta a raccontare la sua storia nel libro Fast Girl, in uscita in America per Harper & Collins il 14 settembre.

HA PENSATO ANCHE AL SUICIDIO
Nelle pagine la sette volte campionessa statunitense svela la sua doppia vita e il disturbo bipolare di cui ha sofferto. Senza censure. Parla addirittura dei propositi suicidi da cui fu colta, dopo che un sito Internet nel 2012 fa rivelò la sua seconda identità. Poi le cure, infine la rinascita.

PROTAGONISTA DI UNO SPOT CONTROVERSO
Nel 2000, prima dell’Olimpiade di Sydney, Suzy era già finita al centro delle polemiche quando Nike l’aveva scelta per uno spot pubblicitario che aveva creato un certo sconcerto. Interpretava una donna che era sfuggita all’attacco di un killer e correva nuda in una notte buia. L’atleta però ha rimandato al mittente le pesanti critiche spiegando che la sua parte dimostrava la possibilità della donna di combattere l’aggressione maschile. «È uno spot progresso», commentava. Ma la pubblicità venne censurata dalle reti americane.

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Publicato in: Attualità, libri, persone, Protagonisti Argomenti: , , , Data: 28-08-2015 02:12 PM


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