«Sui social non tiratevela»

di Silvia Parmeggiani
In questa intervista, la digital pr Ilaria Barbotti ci spiega come far sì che il proprio profilo Instagram abbia successo e com'è cambiato il mondo della comunicazione.

ilaria a napoli copiaÈ un social che l’ha conquistata così tanto da diventare parte integrante della sua vita privata e del suo lavoro. Parliamo del tanto amato Instagram, mentre lei è la digital pr Ilaria Barbotti. Marchigiana, 31 anni, curatrice di progetti social che aiutano aziende, destinazioni turistiche o persone a farsi conoscere dal loro target di riferimento, Ilaria non è solo una massima esperta del social fotografico, ma soprattutto la numero uno di Igersitalia, che ha fondato nel 2011. Di Instagram (secondo solo a Tumblr come utilizzo) lei conosce tutti i segreti, tant’è che ha scritto anche un libro, Instagram Marketing (Hoepli, pp. 236, 24,90 euro), una vera bibbia per gli instagramers alla ricerca di consigli per scoprire tutte le potenzialità del social network.

CONSIGLI PER UN PROFILO TOP
«Instagram è il mio social preferito ed è parte integrante del mio lavoro quotidiano» svela Ilaria. «Io lo utilizzo giornalmente con foto che scatto mentre viaggio per l’Italia. A volte lo uso per dei clienti e spesso come community manager». Sul suo profilo (la trovate come @ilarysgrill) ci sono solo foto che la emozionano: mare, paesaggi, vicoli ma anche persone. E i seguaci crescono ogni giorno. Ma come si fa ad avere un profilo Instagram al top come il suo? Noi di Letteradonna.it glielo abbiamo chiesto. E lei ci ha dato qualche consiglio. Qualche anticipazione? «Evitate di tirarvela, andate in giro a scattare foto e siate social per davvero».

il libroDOMANDA: Ilaria Barbotti. Professione: consulente nella comunicazione digitale e social. Come si è avvicinata a questo mondo?
RISPOSTA: Arrivo da studi di marketing e comunicazione, laurea e corso post laurea, esperienza in un’azienda S.p.A e poi in un’agenzia di comunicazione. Essendo caratterizzata da una forte intraprendenza ho deciso di aprire la mia azienda e di dedicarmi completamente a quello che mi piace di più fare, eventi e pr, nel mondo che mi è più congeniale: le reti social.
D: È di certo una professione che va molto di moda oggi, ma quando ha iniziato probabilmente pochi sapevano che cosa fosse un social pr o un social media strategist.
R: Non credo sia una moda quanto la conseguenza del fatto che oggi la comunicazione è cambiata ed è digitale e social. Quindi, chi si occupava in passato di comunicazione deve oggi necessariamente fare i conti e conoscere bene questi mondi.

D: Quindi la parola chiave è ‘specializzazione’?
R: Dal 2011 ad oggi, ci sono molti social media strategist perché nelle aziende questa figura interna manca sempre. Servono consulenti e da qui la crescita di questa figura professionale. Per le social pr invece il discorso è diverso, ci sono ennemila agenzie di pr in Italia ma ancora oggi molte fanno fatica ad intercettare i reali influencer, al di là del vip (persone ‘normali’, blogger, instagrammer). Occorre vivere questi mondi per conoscerli e spesso nelle agenzie manca questo tassello.
D: Qual è il percorso giusto per intraprendere questo tipo di carriera? E a quale target si rivolge?
R: Occupandomi di digital pr e lavorando sui progetti, per me servono competenze di marketing e comunicazione aziendale, doti innate di pubbliche relazioni, creatività, conoscenza del mondo blogger e instagramer, che si può acquisire solo vivendolo direttamente. Il mio target, con cui lavoro tutti i giorni, è costituito da aziende piccole, medie e grandi, da destinazioni turistiche e dalle tante agenzie che non riescono internamente a gestire pr o progetti speciali sul mondo social.
foto-ilaria-barbottiD: Lei è anche la numero uno della community Instagramers Italia. Quando ha scoperto Instagram? E che percorso ha fatto da allora a oggi?
R: Ho fondato la community nell’ormai lontano 2011. Appena ho iniziato ad usare questo social, me ne sono innamorata e ho deciso di costruire qualcosa in Italia. Da allora l’evoluzione è stata fortissima e veloce.
D: Ci racconti.
R: Prima è venuta la crescita di community locali: oggi siamo oltre 60 gruppi con più di 150 community manager. Poi siamo diventati un’associazione senza scopo di lucro e abbiamo promosso tantissimi eventi nazionali e locali, svariate attività no profit con Fondazione Veronesi, Radio3 per i Musei italiani, italia.it. Inoltre supporteremo Jazz4lAquila il prossimo 6 settembre 2015. Oggi siamo un network importante, così come Instagram è il social del momento con all’interno tantissimi influencer che possono creare bellissimi racconti anche per la promozione del territorio.
D: Selfie, paesaggi, viaggi, quotidianità. Su Instagram troviamo di tutto.
R: Instagram è il racconto che decidi di fare di te e della tua vita. Quindi c’è tutto. Siamo tutti diversi e ognuno ha il suo stile e le sue idee. La forza di Instagram sta nell’opportunità enorme che da di raggiungere 300 milioni di utenti con una sola foto e i tag giusti.
ImmagineD: Sul tema ha anche scritto un libro.
R: È stato un bell’impegno di tempo e di ‘testa’, ma sapevo benissimo che cosa e come scrivere. Ci ho messo dentro 4 anni di vita e di lavoro, di conoscenze e esperienze. Ho raccontato quello che faccio tutti i giorni, quindi è stato intenso ma abbastanza veloce. In pochi mesi dall’uscita ha venduto oltre 1000 copie, un ottimo risultato per un libro tematico e di marketing. I contenuti sono per chiunque: utenti nuovi, azienda, agenzia, appassionato. Parlo di tante aziende e di alcune esperienze pratiche e spiego come interagire al meglio su questa piattaforma con un linguaggio semplice e diretto come piace a me.
D: Nel libro ci racconta come avere successo su questo social. Che cosa consiglierebbe alle lettrici di Letteradonna.it per avere un profilo al top?
R: Per prima cosa essere sé stessi, poi avere uno stile riconoscibile, editare sempre le foto, fare attenzione al soggetto della foto, usare bene gli hashtag, essere costanti, essere social e fare community, partecipare ad attività offline nel territorio e… anche se si hanno tanti follower imparare a non tirarsela.
D: Da evitare invece?
R: Stare 10 ore in ufficio non renderà il vostro profilo Instagram più interessante. Anzi. Appena potete, uscite fuori e scattate! C’è sempre qualcosa da fotografare vicino a voi, basta saperlo vedere.

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