«Il tech abbatte il divario di genere»

di Silvia Parmeggiani
Tutto sui Girls Geek Dinner, community di ragazze appassionate di rete e tecnologia che si ritrovano per cena o aperitivo per condividere le loro conoscenze digitali. L'intervista a Stefania Fregni.
Stefania Fregni e Barbara Bertoni.

Stefania Fregni e Barbara Bertoni.

Si chiamano Girls Geek Dinner e sono una community di ragazze appassionate di rete e tecnologia che si ritrovano all’orario di cena (o per l’aperitivo) per condividere le loro conoscenze digitali. Si tratta di incontri per sole donne nati da un’invenzione della londinese Sarah Blow che in poco tempo ha preso piede anche in Italia dove da anni sono attivi diversi gruppi come quello di Modena, una delle prime community ad essere stata fondata. Era il 2010 quando, durante tweet-aperitivo organizzato dagli appassionati del social, le geek emiliane hanno deciso di riunirsi. A guidare la carica delle Girls ci sono Stefania Fregni e Barbara Bertoni, due professioniste della comunicazione con esperienza decennale, che hanno l’obiettivo di diffondere la cultura digitale ed un corretto utilizzo della tecnologia. D’altronde saper utilizzare i social e muoversi bene nella rete oggi è vitale: «La rete è connessione, fonte d’informazione, di opportunità, di condivisione soprattutto per le donne. Essere in grado di saperle sfruttare al meglio anche solo per cercare le informazioni che ci servono o addirittura per reinventarsi professionalmente è un vantaggio unico, senza precedenti», ha spiegato a Letteradonna.it Stefania durante una lunga chiacchierata nella quale ha ribadito come il tech non sia solo roba da uomini.

Stefania Fregni.

Stefania Fregni.

DOMANDA: In Italia siete in buona compagnia. Milano, Bologna, Torino sono solo alcune delle altre città che hanno messo in piedi questa esperienza. Materialmente come si costituisce un Girls Geek Dinner?
RISPOSTA: Mettere in piedi un team di GGD nella propria città è abbastanza immediato. Innanzitutto deve esserci il gruppo affiatato, entusiasta e con voglia di fare. Dopo aver verificato che non esista già un gruppo GGD nella zona si può fare richiesta di apertura sempre sul sito ufficiale. Una volta approvato il gruppo, l’organizzazione invierà quindi le linee guida necessarie per orientarsi e avviare le prime iniziative che però saranno gestite in completa autonomia.

D: Gli incontri si rivolgono solo alle donne. Perché?
R: Lo scopo di queste cene è far conoscere e unire le donne, semplici appassionate di tecnologia o che addirittura lavorano nel settore. L’idea alla base è il networking e la condivisione, in modo da creare una comunità locale, punto di riferimento su queste tematiche. Gli uomini sono benvenuti anche se ammessi a partecipare solo come invitati speciali di una donna e in numero limitato ad alcuni eventi.
D: Insomma noi donne dobbiamo lavorare ancora molto sul digitale…
R: Per le donne oggi sapersi muovere bene in rete è un modo per crearsi opportunità che permettano loro di superare con più facilità il divario di genere che ancora oggi esiste. Questo perché nonostante il digitale si stia naturalmente diffondendo e ci si stia finalmente rendendo conto che molte possono essere le opportunità professionali ad esso legate, questa evoluzione in Italia rimane superficiale, ad appannaggio di pochi. Se da una parte schiere di giovanissime evolvono, dall’altra tante altre donne rimangono al palo.

D: Di solito chi partecipa agli incontri?
R: Non esiste un target preciso, soprattutto anagraficamente parlando. Per noi più persone riusciamo a coinvolgere e meglio è. Di fatto, se vogliamo tracciare un identikit delle nostre partecipanti possiamo dire che sicuramente sono geek tra i 25 e i 45 anni, curiose ed interessate ad approfondire le tematiche che trattiamo per una propria crescita personale e professionale.

Stefania durante uno degli incontri.

Stefania durante uno degli incontri.


D: Ci racconti una serata tipo. 

R: Tutto viene organizzata almeno 2/3 settimane prima e promossa tramite i nostri canali (newsletter, social media). Di solito ci vediamo verso l’orario dell’aperitivo in location che cambiano a seconda del tema trattato. A tutti gli incontri invitiamo delle speaker autorevoli sulla materia che possano parlare dell’argomento scelto e raccontare la propria esperienza. Noi del team, solitamente, ci ritagliamo la parte del coordinamento, presentando o intervistando le nostre ospiti. Terminato l’incontro e, ovviamente, le domande che le partecipanti possono rivolgere alle speaker inizia il momento più ludico e di svago durante l’aperitivo dove ci si può conoscere, parlare e fare networking.

D: E per quanto riguarda gli argomenti?
R: L’ispirazione per la scelta del tema degli incontri arriva un po’ per curiosità e un po’ per necessità. Per farti qualche esempio abbiamo parlato di homeworking (il lavoro da casa), diritto applicato al web, business plan e imprenditoria al femminile. Probabilmente le maggiori difficoltà delle nostre partecipanti è avere occasioni per entrare in contatto con queste tematiche. Ecco, noi costituiamo questa occasione.
D: In questi anni avete costruito anche molte collaborazioni.
R: Collaboriamo anche con altre organizzazioni e partecipiamo ad altri eventi. Questo è stato il caso di Ragazze Digitali, il Summer Camp di Informatica rivolto alle ragazze delle scuole superiori e organizzato dall’Università di Modena, o CreAttiva, il festival digitale della bassa modenese, o Donne in Viaggio 2 .0, un evento, organizzato da Modena Hospitality, a cui abbiamo partecipato come speaker parlando di viaggio digitale al femminile, in compagnia di travelblogger, pallavoliste e donne manager. Ultima per ordine di tempo è stata la nostra collaborazione a Donne Digitali.
D: Progetti futuri?
R: Abbiamo tante idee in cantiere e la necessità di ripensare la nostra organizzazione, in modo da promuovere al meglio la cultura digitale nel nostro territorio. Guardare al futuro con gli occhi di chi vuole progredire e costruire offre l’impagabile possibilità di pensare di potersi inventare sempre nuovi percorsi. E ci piacerebbe riuscire a farlo insieme alla nostra città per diventare un punto di riferimento riconosciuto non solo dalla community di donne che segue la nostra attività ma anche dalle tante altre persone interessate ad approfondire le proprie conoscenze digitali e i temi della differenza di genere.

La foto di gruppo di uno degli incontri.

La foto di gruppo di uno degli incontri.

D: In che senso differenza di genere?
R: Il passaggio dalla promozione della cultura digitale presso il genere femminile, alla riflessione di genere che investe l’intera nostra esistenza, è davvero breve e coerente. È paradossale ma, a nessuna donna serve conoscere e usare 10, 100, 1000 applicazioni se non trova spazio e riconoscimento in una società di impianto ancora profondamente maschilista.
D: In tutti questi anni cosa ha imparato da questi incontri?
R: Prima di tutto che la conoscenza sulle tematiche digitali non è assolutamente scontata. Lavorandoci e vivendoci in mezzo a volte mi capita di pensare che tutti sappiamo le stesse cose, partiamo dagli stessi presupposti, accediamo alle stesse possibilità.
D: Invece?
R: Invece le conoscenze su questi argomenti sono davvero disparate, il campo è talmente tanto vasto che anche i più aggiornati probabilmente ignorano molte cose. A maggior ragione chi ha meno dimestichezza con la tecnologia. Ecco, quello che ho imparato è che mi piace rendermi disponibile a mettere a disposizione quello che so per vedere crescere le competenze altrui, di chi ha sete di sapere, è curioso e vuole impegnarsi a capire.
D: Cosa consiglia alle donne che vogliono muoversi al meglio nel mondo digitale?
R: Per prima cosa direi loro di continuare ad informarsi e di rimanere aggiornate il più possibile. Il modo migliore per farlo è ‘fare rete’ con altre persone, altre donne. Questo lo si può fare iniziando a frequentare le community dedicate al tema, in rete e di persona. Quindi ben venga partecipare agli incontri GGD, ma più si tengono aperte le ‘trame’ della propria rete di connessioni più si viene a conoscenza di nuove opportunità per noi stesse.

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