Donne che ispirano le donne

Su Twitter un hashtag ha invitato a cinguettare l’immagine o le parole della figura femminile che più di altre è stata modello di vita, musa ispiratrice o icona da onorare.

Può sembrare un gioco da spiaggia: «Se potessi essere un’altra persona chi vorresti essere?». Forse il tutto, con il lancio nei giorni scorsi dell’hashtag #VoltodiDonna su Twitter, creato da @laSturmUndDrang per @DScrittura e rilanciato poi da @CasaLettori, è nato così. Come un invito a twittare un’immagine o le parole della donna che più di altre è stata modello di vita, musa ispiratrice o icona da onorare. La cosa è stata presa, e parecchio, sul serio. Nessuna Madonna, Lady Gaga o Taylor Swift. Nessuna ‘divina da red carpet’. I modelli di donna a cui si ispirano le italiane vanno ben oltre le copertine dei rotocalchi estivi. Vediamo chi sono e, attraverso di loro, capiamo quali sono i valori di riferimento delle donne di questa fine estate 2015.

COME FRIDA
La più twittata, in assoluto, è una ribelle, un’anticonformista per vocazione, una rivoluzionaria, una donna che ha scelto la vita che voleva, nonostante la vita con lei sia stata decisamente avara. Parliamo di Frida Kahlo. È a lei che le italiane guardano con affetto, orgoglio e ammirazione. Il Tweet che ha riscosso più successo la ritrae in tutta la sua intensità e bellezza non convenzionale. E la frase cinguettata a corredo dell’immagine, «Ti meriti un amore che ti voglia spettinata», parla da sola. Perché è un bel calcio nello stomaco, mai stato tanto opportuno, a tutti gli stereotipi sessisti.

VOLTO DA STAR
Usciamo dal mito ed entriamo al cinema. Le grandi signore del cinema italiano sono molte. Bellissime, bravissime e ammiratissime in tutto il mondo. E sarebbe quindi più che logico che un altro volto supertwittato fosse quello di Sophia Loren. Ma non lo è. La più amata dalle cinguettatrici italiane è Monica Vitti, nonostante l’assenza ormai più che decennale dalla scena pubblica. Eppure è evidentemente nel cuore di tutte, forse perché, più di altre, è l’attrice che ha saputo veicolare, con l’arma dell’ironia e della simpatia, messaggi molto forti circa la condizione della donna in Italia. È stata una donna di grande talento, ma anche di grande impegno sociale. Della Vitti si twittano solo ritratti intensi senza nessuna parola. Sono un evidente omaggio rispettoso della sua silenziosa (e sofferente) assenza. A cui noi ci uniamo con grande trasporto. Monica, sei stata l’attrice più schiaffeggiata della storia del cinema. E di schiaffi ne hai resi di ben più potenti ai perbenismi piccolo borghesi.

ORIANA NAZIONALE
Un’altra donna forte, controversa nelle sue invettive prima della morte, ma sicuramente di brucianti passioni, grande coraggio e impegno civile, è ‘l’Oriana’. Una donna ‘autentica’, che ha lottato per capire e farci capire il mondo, che ha saputo raccontarcelo nelle sue dimensioni peggiori, come le guerre. La Fallaci è stata una donna che non ha avuto paura, neanche nell’ultima parte della sua vita, di mostrare a testa alta le sue paure. E questa immagine, twittata e ritwittata, ce la fa ricordare in una dimensione inedita, tenera e materna. Mentre stringe amorevolmente a sé un bambino a cui, al contrario di quello mai nato del suo libro, nessuno ha chiesto se avesse voluto venire al mondo oppure no.

STAR D’OLTREOCEANO
Possibile che tra tutti i volti femminili che ispirano le donne italiane non ci sia almeno una grande star di Hollywood? Effettivamente c’è. Ma, come è accaduto con Monica Vitti, anche sulla west coast il punto di riferimento, almeno su Twitter, è  Audrey Hepburn. Icona di bellezza, di eleganza e di bon ton. Ma anche in questo caso crediamo che le twittatrici abbiano scelto lei proprio perché è un altro ‘passerotto da combattimento’. Contrariamente a quanto possa far pensare il suo fisico minuto da eterna ragazzina, la Hepburn è stata una donna forte, capace di scelte a volte radicali, come votarsi all’amore vero anche a costo di una vita sentimentale travagliata e dedicata ai più bisognosi. Forse è per questo suo essere così integerrima che le italiane la amano tanto. Come dimostra la citazione che accompagna il tweet che la ritrae: «Sono nata con un enorme bisogno di affetto, ed un terribile desiderio di dare».

UN VOLTO FEMMINISTA
Audrey Hepburn a parte, sappiamo che i modelli femminili a cui si ispirano le twitterer difficilmente li vedremo sulle copertine di una rivista di moda. E, infatti, ritorniamo sorprendentemente, a una donna a ‘tinte forti’. Parliamo di Simone De Beauvoir. Considerata la madre del movimento femminista, per descriverla usiamo direttamente le sue parole: «Di me sono state create due immagini. Sono una pazza, una mezza pazza, un’eccentrica. Ho abitudini dissolute; una comunista raccontava, nel ’45, che a Rouen da giovane mi aveva vista ballare nuda su delle botti; ho praticato con assiduità tutti i vizi, la mia vita è un continuo carnevale, ecc. Con i tacchi bassi, i capelli tirati, somiglio ad una patronessa, ad un’istitutrice (nel senso peggiorativo che la destra dà a questa parola), ad un caposquadra dei boy-scout. Passo la mia esistenza fra i libri o a tavolino, tutto cervello. Nulla impedisce di conciliare i due ritratti.  L’essenziale è presentarmi come un’anormale». E a questo punto ogni altra parola è superflua.

LA RAGAZZA AFGHANA
Ormai lo abbiamo capito con chiarezza e decisione. Le donne italiane si ispirano a modelli forti. La frivolezza e la vanità, evidentemente e per ora, sono rimaste sulle spiagge e presto si chiuderanno, insieme agli ombrelloni, fino all’estate prossima. Per amore di completezza segnaliamo che dopo Simone De Beauvoir, le più Twittate con l’hashtag #VoltodiDonna sono Margherita Hack, Samantha Cristoforetti, George Sand, Anna Magnani, Grace Kelly e… la Terra. Ma c’è una sorpresa ancora più importante che le Twitterer di #VoltodiDonna ci hanno voluto regalare. Sono le icone senza nome. Ovvero donne che lottano, che rischiano e che difendono forse anche con maggiore impeto valori forti come quelli promossi dalle loro corrispettive più famose. Qualcuno le ha fotografate, molte le hanno twittate e ritwittate, e forse, anche grazie a ciò, entreranno inconsapevolmente nella storia. Segnalarle è più che un dovere. La prima è già iconica da tempo. E’ la ragazza afghana fotografata da Steve McCurry: Sharbat Gula.

VOLTO SENZA NOME
Di questo Tweet e di questa ‘icona senza nome’, basta riprendere il testo che accompagna l’immagine, terribile e commovente allo stesso tempo. Recita: «Attaccarsi alla vita per riprendersi la vita! Madre con fucile!».

MADRE MIGRANTE
Questa donna, invece, un nome ce l’ha. Si chiama Florence Owens Thompson ed è nota come la ‘madre migrante‘ della Grande Depressione. Nella foto ha 32 anni. Come ci comunica il Tweet che la ritrae ha con sé «sette figli affamati». Un’immagine che dà un significato ancora più aspro al coraggio che nasce dalla disperazione.

MAMMA BAMBINA
Di lei non sappiamo nulla. Anche di lei riportiamo semplicemente le parole della persona che ha twittato questo #VoltodiDonna. Parole molto semplici: «La grazia, la tenerezza». A cui noi vogliamo aggiungere la speranza, la protezione e l’energia di una madre che fa di tutto per regalare a quel piccolo uomo assopito il mondo che sta sognando.

SEMPLICEMENTE DONNA
L’ultima immagine ritrae una delle tante donne, ed è importante sapere che sono tante, che lavorano per noi. Quelle figure che fanno lavori non propriamente nobili. Quelle che, come recita il Tweet «nessuno saluta» e che probabilmente hanno una vita tutt’altro che comoda. Ma che alla vita, così come alle persone che non le salutano, un sorriso lo regalano sempre. Siamo onesti, nessuna vorrebbe essere nei loro panni. Ma l’autrice di questo Tweet, ci ha fatto capire l’importanza di accogliere un piccolo gesto gentile che non chiede niente in cambio. Che magari non cambia la vita. Ma la giornata, quella sì.

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