Belli, dannati e stagionati

In gioventù ne hanno combinate di tutti i colori. Ora che sono entrati nei famigerati 'anta' sembrano aver messo la testa a posto, ma l'amore per gli eccessi rimane.

CJpHt4rWoAEToxWAlcuni ce li siamo persi per strada (quelli del Club 27, ad esempio, che annovera tra i suoi membri James Dean, Jim Morrison e Kurt Cobain). Altri invece, pur avendocela davvero messa tutta per mettere alla prova il triste mietitore, non solo sono ancora tra noi, ma stanno… da Dio. Ce lo dimostrano in parole e immagini via Twitter in questa torrida estate 2015: non solo sono belli e selvaggi come sempre, ma alcuni di loro fanno anche una gran fatica a tenere su la cerniera dei pantaloni.

MICK JAGGER
Già, proprio lui che nel 1975 dichiarava «preferirei essere morto che cantare Satisfaction a 45 anni». Oggi lui ha 72 anni, Satisfaction ha 50 anni esatti e insieme sono ancora un’icona di ribellione e trasgressione. Lui, tra donne, eccessi di ogni tipo e anche una certa Sympathy for the Devil, nella vita non si è fatto mancare niente. A Ed Sheeran, che di anni ne ha solo 24, ci sentiamo solo di dire: bimbo, di strada ne hai ancora molta da fare. Però, almeno in compagnia di Mick, anche solo per un selfie, sostituisci il biberon con l’acqua con una sana bottiglia di bourbon. Un po’ di rispetto!

LENNY KRAVITZ
Lui, quando è sul palco, è uno che si dà. A tal punto da riuscire a strappare i pantaloni di pelle (che non è proprio fragilissima) e mostrare il pendaglio con tanto di piercing. Svelando così l’ultimo mistero del suo corpo statuario. Difficile infatti vederlo in scena o per strada, d’estate o in inverno con una camicia addosso o con pantaloni anche solo vagamente comodi. Lui ha 51 anni, non rinnega i suoi eccessi, ma neanche ama parlarne. Preferisce parlare di fede e spiritualità. Faccia pure, ma lo faccia all’interno di libri, interviste ecc.  Su Twitter continui invece a regalarci le selvagge overdose di puro e nudo testosterone a cui ci ha abituato da quando di anni ne aveva 25, era maledetto e pensava solo al sesso. Cioè ieri.

KEVIN BACON
Siamo d’accordo: la gioventù Kevin l’ha bruciata solo sul grande schermo. O in assoluta privacy, dato che le spietate cronache hollywoodiane di lui non riportano neanche un arresto in stato di ebbrezza o una rissa in un pub. Però non è detto che quello che non si fa a vent’anni non si possa fare a 57. E allora giù la zip dei pantaloni. Kevin infatti ha appena lanciato una campagna, con relativo hashtag supertwittato: #FreeTheBacon. Niente a che fare con la pancetta degli over-anta. È un vero e proprio urlo di guerra per la liberazione del pisello. Che al cinema si vede troppo poco (al contrario degli attributi femminili). Lui è in prima linea: si è proposto nel ruolo di Christian Grey, basta che sia smutandato, e ha annunciato che non firmerà più alcun contratto che non preveda almeno un suo nudo frontale. Inutile dire che Lenny Kravitz ha raccolto immediatamente la sfida.

STEVEN TYLER
Torniamo ai ribelli veri. Steven da ragazzino beveva vodka prima di andare a scuola, poi dalla scuola è stato espulso per possesso di marijuana, poi all’apice del successo con gli Aerosmith ha dichiarato di essersi sniffato venti milioni di dollari di cocaina. Senza dimenticare, anche in questo caso, una certa avversità al tenere chiusa la zip dei pantaloni e un vero talento nell’utilizzo metaforico dell’asta del microfono. Lui, da sempre, si ispira a Mick Jagger, con il quale condivide però una bocca da fare invidia a Nina Moric e poco più. Come Mick, non sappiamo se si sia dato una regolata, ma di certo è l’unico che a 67 anni si può permettere di twittare una foto in stile Pirati dei Caraibi con gran disinvoltura. Forse perché lui i foulard di Jack Sparrow ha imparato a portarli almeno trent’anni prima di Johhny Depp?

SIMON LE BON
Anche lui con i foulard (e i merletti) ci andava abbastanza pesante. Anche lui ha avuto una certa confidenza con alcool, droga e fidanzate condivise. Ma rispetto ai suoi colleghi d’oltreoceano, che si dedicavano a distruggere camere d’albergo e a notti forsennate negli strip-club, l’inglese Simon Le Bon preferiva la compagnia della Principessa Diana, le cene con Andy Warhol, le mostre di Picasso e le barche d’altura ad Antigua. Anche lui è stato il simbolo di un’epoca: gli Anni 80. E in quegli anni il vangelo diffuso dai Duran Duran era: divertiti, esagera, supera ogni limite, ma fallo nel modo più figo possibile. Poi Simon, nell’85, ha conosciuto la supermodella Yasmin Parvaneh (tuttora sua moglie) e ha messo la testa a posto. Cosa che, dopo un po’, ha cominciato a ripercuotersi sulla zona addominale, anticipando di un decennio quello che Di Caprio avrebbe preteso di rendere figo col nome di dadbod. Ma oggi, alla vigilia di un nuovo album e all’alba dei 57 anni, Simon twitta un selfie per le sue figlie ‘dal bagno di casa’ in minigonna di jeans, Bad t-shirt di Andy Warhol e un fisico da teenager. E per quanto possa sembrare singolare, è anche più figo di quando cantava Wild boys.

ROB LOWE
Nonostante il faccino angelico, a lui di fare il bravo ragazzo proprio non è mai andato. Già sul set (ricordiamo I ragazzi della 56esima strada e St. Elmo’s Fire) i personaggi che interpretava non erano esattamente quelli che i tuoi genitori avrebbero voluto fossero i tuoi migliori amici. Fuori dal set una lunga e stabile relazione con ogni tipo di dipendenza: cocaina, alcol e sesso. Su questo ultimo fronte, in particolare, fu anche travolto da uno scandalo a causa di un sex tape che lo vedeva in azione con due donne di cui una, si dice, minorenne. Poi è arrivata la redenzione e con essa un nuovo successo sia sul grande schermo con Thank you for smoking, sia in televisione con Brothers and Sisters. E anche su Twitter, dove fa sapere ai suoi 1,17 milioni di follower di amare la famiglia, i cani, il caffè e la sobrietà. Insomma, come dimostra il selfie twittato allo stadio con il figlio, il ragazzo della 56esima strada, raggiunti i 51 anni, è diventato un vero family man. Dobbiamo credergli?

BOY GEORGE
Molti di noi ricordano questo ragazzo ventunenne, super truccato, super ammiccante e, perlomeno nel look, super glam, muoversi sinuosamente chiedendo «vuoi davvero farmi male?». Giocava sull’ambiguità con una sorta di innocente sfrontatezza mai vista prima. E piaceva tanto alle donne quanto agli uomini. Poi l’epoca di Boy George e dei Culture Club si è spenta col finire degli Anni 80 e il poliedrico ragazzo londinese è entrato in un tunnel di violenza, droghe e alcool che gli ha aperto anche i cancelli delle patrie galere. Però questa storia ha un lieto fine. Boy George ha ritrovato nel buddhismo un nuovo equilibrio, oggi fa il DJ e, a 51 anni suonati, si presenta su Twitter ai suoi 345 mila follower, con la stessa irresistibile aria ammiccante dei tempi d’oro. Solo un po’ meno candida e leggermente luciferina, Per via di quel filo di barba, s’intende.

KEANU REEVES
È stato uno dei due Belli e dannati dell’omonimo film di Gus Van Sant. L’altro era River Phoenix, morto a 23 anni di overdose in piena coerenza con il dogma della Generazione X: «Vivi al massimo, muori giovane e lascia un bel cadavere». Keanu Reeves, invece, pur ammettendo candidamente di «aver fatto esperienze meravigliose con le droghe», sembra abbastanza immune a scandali e gossip in stile ‘anche i ricchi piangono’. Certo, anche per lui c’è qualche foto smutandata che gira per internet (ma tanto, come promesso da Kevin Bacon, da questa estate in poi via libera ai piselli open air). C’è anche un’improbabile cena con Cristiano Malgioglio sulla quale lo showman italiano non dice di più (sempre che a qualcuno interessi). E poi c’è il vero Keanu, che su Twitter si presenta ai suoi quasi 55mila follower con i capelli a porcospino, trasandato e tutt’uno con la sua Arch Motorcycle KRGT-1, moto prodotta dall’azienda di cui è socio fondatore. Avrà anche 51 anni, ma più bello e dannato di così…

MARILYN MANSON
Più che bello e maledetto, lui è uno che arriva direttamente dall’inferno. Ha 45 anni, ha avuto un’infanzia divisa tra le perversioni del nonno e le visioni apocalittiche della Chiesa Episcopale e alla fine ha scelto la Chiesa di Satana. Si è proclamato Dio del Sesso e, già che c’era, anche Anticristo. Eppure, con la sua personalità dichiaratamente disturbata e un look che non sapremmo definire se più inquietante (come il mostro di Scream) o imbarazzante (come uno in costume da Halloween a Ferragosto), Marilyn ha attratto a sé alcune tra le donne più belle del mondo: dalla regina del burlesque Dita Von Teese (che ha anche sposato e non vogliamo sapere con quale rito) a Evan Rachel Wood, dalla pornostar Stoya alla modella Lindsay Usich. Oltre a quasi 890mila follower che ‘fedeli’ ogni giorno assistono ai suoi febbricitanti ritual-tweet. Noi, ovviamente, ci asteniamo da ogni giudizio. Ma il dubbio che sia tutto vero o, al contrario, un bluff, continua a ronzarci in testa. Anche alla soglia di Ferragosto.

VASCO ROSSI
Che gli effetti di una vita maleducata non abbiano lasciato cicatrici sul nostro rocker di Zocca non ce la sentiamo di affermarlo con certezza. Però, aldilà di qualche ruga, di un addome non proprio tonico e dei capelli strategicamente rasati (ma tanto anche a vent’anni non erano il suo punto forte), il Blasco nazionale trabocca di energia, anche se i suoi 63 anni lo hanno reso un po’ più saggio e, per alcuni, un po’ troppo redento. Però riempie gli stadi e su Twitter ha 616 mila follower (quasi il pubblico di dieci stadi) che pendono dalle sue labbra. E, in ogni caso, quando parte Vita spericolata, insieme ai suoi occhi liquidi e nonostante la saggezza dell’età, non vediamo l’ora di trovarci tutti «come le star, a bere del whisky al Roxy Bar».

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