Mestruazioni? Parliamone

Tutti fanno fatica a chiamarle con il loro vero nome, così continuano a rimanere tabù. Ma alcune attiviste hanno cominciato a mostrarle in pubblico. Ecco i motivi per cui il ciclo non va censurato.

Sono quasi un tabù. In pochi le chiamano con il loro nome, comunemente vengono dette ‘cose’, ‘mie’ o ‘sue’, a seconda di chi parla. Sono le mestruazioni, fino a oggi nascoste, celate, censurate. Nelle pubblicità di assorbenti praticamente non vi si fa mai riferimento e, come fa notare il Guardian, il flusso mestruale è rappresentato sempre come un rivolo azzurrino. Quando una donna rivela un atteggiamento particolarmente aggressivo, o comunque scomodo, la causa è sempre quella: è mestruata. L’ultima a essere stata apostrofata in questo modo è stata la giornalista Megyn Kelly, ‘colpevole’ di aver attaccato Donald Trump, campione di sessismo, in un recente dibattito per le primarie repubblicane. Ma, forse, qualcosa sta cambiando.

Megyn Kelly.

Megyn Kelly.

SCIOCCARE INSTAGRAM
Per difendere Megyn Kelly (e tutte le altre donne) è nato un hashtag: #PeriodsAreNotAnInsult, ‘le mestruazioni non sono un insulto’. Ma se solo parlarne è così difficile, figurarsi le reazioni che possono scatenare delle mestruazioni che si possono ‘vedere’. La prima a mostrare le proprie mestruazioni via social è stata l’attivista Rupi Kaur, che ha postato su Instagram una foto che la ritraeva sdraiata su un fianco, volgendo le spalle all’obiettivo, con il pigiama e il letto macchiati dal sangue mestruale. La censura è scattata immediatamente, ma a seguito delle proteste degli utenti, il social network è stato costretto a ripubblicare la foto.
kiran-gandhi
E LE SPORTIVE?
Kiran Gandhi, invece, ha voluto correre la maratona senza indossare un assorbente, il che è stato visto come un vero e proprio atto ‘politico’. Effettivamente, le mestruazioni sono una condizione cui vanno incontro molte sportive, ma quasi nessuna ne ha mai parlato. Fa eccezione una tennista, Heather Watson, che dopo una sconfitta ha affermato proprio che era stata colpa di quelle «cose da ragazze».

UNA BATTAGLIA CONTRO I PREGIUDIZI
Ma perché parlare di mestruazioni è così importante? Secondo alcuni studi, solo il 12% della popolazione femminile mondiale ha accesso a mezzi sanitari di buona qualità o abbastanza economici. Così, succede che in Africa molte ragazze saltino fin troppi giorni di scuola a causa del ciclo. Manca, in definitiva, quella che potremmo definire come una vera e propria ‘educazione alle mestruazioni‘. La quale passa anche per il concetto fondamentale che una donna mestruata non è intrattabile o preda di chissà quali istinti. Forse, a far cambiare la mentalità dominante sarà anche l’impegno di alcune comiche, come Tiff Stevenson, che da qualche tempo fanno divertire numerosissime platee con i loro monologhi mestruali. Per quanto riguarda Donald Trump, invece, che sembra irrecuperabile, un’artista si è proposta di spedirgli la copia di un magazine tutto dedicato alle mestruazioni. Chissà se lo apprezzerà.


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Publicato in: Attualità Argomenti: , , , , Data: 11-08-2015 12:08 PM


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