«Abbiamo visto la pelle staccarsi»

di Alexis Paparo
Le alunne di un liceo di Hiroshima stanno costruendo un grande archivio web di storie inedite del bombardamento che 70 anni fa distrusse la loro città. «Siamo l'ultima generazione a poterlo fare».
Le sorelle sopravvissute a Teruko Niwaki e Setsumi Takabayashi.

Le sorelle sopravvissute a Teruko Niwaki e Setsumi Takabayashi.

Il 6 agosto 1945 l’equipaggio del bombardiere Enola Gay, delle Forze Armate degli Stati Uniti, sganciò la prima bomba atomica della storia sulla città giapponese di Hiroshima. Son passati 70 anni dal giorno in cui, a detta dei sopravvissuti «sembrava che l’intero universo fosse esploso» e diventa sempre più difficile preservare la memoria e le testimonianze di uni degli eventi più tragici della sotria recente dell’umanità. Ecco perché una classe del liceo femminile Jogakuin di Hiroshima sta cercando di creare uno degli archivi digitali più completo al mondo sul bombardamento atomico che colpì la loro città. Il tutto a partire proprio dalle testimonianze di chi, in tutti questi anni, non se l’è mai sentita di raccontare. Un dono al mondo, perché non dimentichi, e ai superstiti, perché possano processare i propri ricordi, analizzarli, confrontarli con quelli di altri.

bomba

«UN CREMATORIO NEL CORTILE DELLA SCUOLA»
Sullo sfondo una cartina della città come appariva il 6 agosto 1945 sulla quale si innestano immagini, interviste inedite video e scritte. I visitatori della piattaforma possono cliccare sulle icone e vivere  il racconto in prima persona. Al momento sono oltre 30 le storie che gli utenti possono trovare sulla mappa. La loro intervista più recente è stata con le sorelle Teruko Niwaki e Setsumi Takabayashi, rispettivamente di 90 e 88 anni, che hanno accettato di parlare solo perché era la loro pronipote Momoka a fare le domande. Entrambe stavano lavorando in una fabbrica a 4.5 chilometri dall’epicentro dell’esplosione al momento dell’impatto e si precipitarono ad aiutare i sopravvissuti. «Erano completamente bruciati, la pelle si staccava, erano coperti di vesciche. Stavano morendo, tutti. A quel punto abbiamo fatto  del cortile della scuola un crematorio e abbiamo bruciato i cadaveri». La sofferenza di disseppellire il trauma non è stata l’unica ragione che ha fatto rinchiudere queste persone nel silenzio. Dopo la tragedia infatti, la società giapponese ha continuato a vedere i sopravvissuti come persone contaminate e contagiose, privandoli di un’occupazione e di relazioni sociali.

Atom Bomb DamageUNA CORSA CONTRO IL TEMPO 
Le ragazze sono determinatissime a raccogliere quante più storie possibile perché sentono di avere un patrimonio da difendere.
La loro scuola era a soli 1,2 chilometri dall’epicentro dell’esplosione, e nell’esplosione morirono 300 ragazze su 1000 studentesse. «Siamo l’ultima generazione che può ascoltare cosa è successo dalle viva voce di chi l’ha vissuto sulla propria pelle» , ha detto la leader del gruppo Anna Yamaguchi.

PROGRAMMAZIONE TV
È online sul portale Rai.it lo speciale Hiroshima e Nagasaki, il peccato senza colpevoli che racconta la preparazione delle missioni e gli effetti delle due deflagrazioni che lasciano ancora inorriditi. Retequattro invece inquadra storicamente gli eventi di quella stagione con il documentario Hiroshima – Il giorno che cambiò l’umanità, presentato da Paolo Del Debbio e in onda giovedì 6 agosto, in seconda serata. Testimonianze dei sopravvissuti, rare immagini d’archivio e foto inedite del giorno dello sgancio di quelli che lo precedettero e lo seguirono compongono il documentario HIROSHIMA: DISASTRO ATOMICO, il 5 agosto alle 21.15 in prima assoluta su FOCUS (digitale terrestre free canale 56 | Sky canale 418). Realizzato per il canale inglese ITV in occasione del settantesimo anniversario della tragedia, ricostruisce gli eventi che portarono allo sgancio e racconta il 6 agosto e i terribili giorni che seguirono. Da un lato i contributi dei soldato americani, tra cui l’intervista a Theodore ‘Dutch’ Van Kirk, scomparso nel 2014, l’ultimo membro dell’equipaggio dell’Enola Gay che all’epoca della missione aveva solo 24 anni. «Avevamo creato l’inferno dal quale stavamo scappando», dice nel documentario. Dall’altro lo sgancio vissuto dai cittadini, allora poco più che bambini, di Hiroshima. «È stato come se mi gettassero in una fornace», «Ho visto persone camminare come fantasmi, perdere la pelle a ogni passo», dicono fra le lacrime 70 anni dopo il giorno che cambiò il mondo.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , , Data: 05-08-2015 06:25 PM


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