«Sarebbe bello raccontarvi di noi»

I genitori biologici scrivono una lettera ai due gemellini che non hanno mai conosciuto per un errore. Gli embrioni sono stati scambiati inavvertitamente al Pertini di Roma.

Fountain pen on letterheadÈ un regalo toccante quello che Angelica e Michele (nomi di fantasia) hanno voluto fare ai loro due gemelli. Una lettera pubblicata sul Corriere della Sera per stare vicino ai figli che non hanno mai visto a causa di un errore.

IL FATTO
A causa di problemi di infertilità, Angelica e Michele erano in cura presso il centro di procreazione assistita dell’ospedale Pertini di Roma. Poi lo scambio inavvertito delle provette, con gli embrioni della coppia che vennero innestati ad una paziente dal cognome simile. Quattro mesi più tardi, dopo l’esame del liquido amniotico dei feti, la tragica scoperta. Il Dna dei gemellini era incompatibile con quello della donna che li aveva in grembo. Partì subito un’indagine, e in breve tempo i genitori biologici vennero identificati.

UNA VANA SPERANZA
Angelica e Michele hanno subito avviato un’azione legale nella speranza di riavere i bambini. Un tentativo che si è rivelato inutile. In Italia, infatti, la legge stabilisce che i figli appartengono solo a chi li partorisce. Il giudice ha pertanto respinto la richiesta da parte della coppia di poter riconoscere, dopo la nascita, i due bambini. Ad intervenire, successivamente, è stato il Comitato nazionale di bioetica nel tentativo di mediare e fare incontrare le due famiglie. Cosa che non è avvenuta, infrangendo le speranze dei genitori biologici dei due gemelli.

LA LETTERA
La coppia, allora, ha deciso di scrivere una lettera pubblica in occasione del loro primo compleanno. «Tre agosto, una data che non scorderemo mai. Un anno fa, di nascosto, all’insaputa di tutti siete nati. Dopo un anno siamo qui: per noi ancora non avete un volto, un profumo né tantomeno una voce, eppure sappiamo che le vostre vite parlano e parleranno sempre di noi [...]», iniziano a scrivere Angelica e Michele. «[...] Sarebbe bello raccontarvi di noi del nostro amore, dei desideri e delle speranze che hanno portato a voi e in un abbraccio riconoscersi dagli occhi e negli occhi in quel destino che ci unisce. Uniti si, sempre, a dispetto degli eventi e delle convenzioni, lontani ma presenti, anche oggi mentre spengerete le vostre prime candeline [...]», prosegue la lettera consegnata al Corriere. « [...] Vi auguriamo di cuore di festeggiare oggi e tutti i giorni della vita. Sorridere e lasciare aperto il vostro cuore all’amore e questo sì saprete farlo… lo avete nel Dna», concludono Angelica e Michele.

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