«Per i giovani la politica è da dementi»

di Paola Medori
Lidia Ravera è scrittrice da una vita e assessore alla cultura dal 2013. Nell'intervista analizza il disamore dei ragazzi per la cosa pubblica e la sua avversione per il termine 'rottamazione'.

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Lidia Ravera, giornalista e scrittrice, ha travolto intere generazioni con il suo libro manifesto Porci con le ali. Una donna caparbia che non ha mai declinato una sfida. L’ultima che ha accettato è  l’incarico di assessore alla Cultura e alle Politiche giovanili della Regione Lazio. Ma Ravera è anche autrice de Gli Scaduti, una ‘novella dispotica’, nata grazie al premier Matteo Renzi e all’urticante termine ‘rottamazione‘. A Letteradonna.it ha raccontato quanto i giovani di oggi siano distanti dai vitali Rocco e Antonia, protagonisti del suo celebre romanzo, e dalla politica attiva che per loro «è una cosa schifosa fatta da una casta di dementi».

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DOMANDA: Con una campagna di crowdfunding su Facebook ha dato alle stampe Gli scaduti, l’iniziativa rappresenta una sorta di mecenatismo collettivo?
RISPOSTA: Ho fatto un regalo al mio agente letterario che aveva appena aperto Bookabook, la prima piattaforma letteraria in Italia, e mi sono inventata per lui la prima puntata di questo romanzo. Per ricevere il resto in ebook bisognava raggiungere i 4000 euro. Il mio agente ha poi fatto leggere il libro a Elisabetta Sgarbi che mi ha chiesto di pubblicarlo con la casa editrice Bompiani. Attraverso il crowdfunding Gli scaduti ha raggiunto prima il pubblico che compra il rete gli ebook e poi quello classico che va in libreria. Sogno che i miei romanzi vadano nei supermercati e nelle discoteche. La letteratura non è solo per i salotti buoni: l’importante è avere una storia che funzioni.
D: Da dove nasce l’idea di Scaduti? Dalla rottamazione di Renzi? Qual è il suo messaggio?
R: Io racconto storie e non mando messaggi. Sono un po’ come Hitchcock che diceva «i messaggi li porta il postino, io racconto grandi storie», la penso come lui. La parola ‘rottamazione‘ è quella che ha messo in moto questa mia fantasia che è un po’ un incubo. Tecnicamente è una novella dispotica. Quel termine applicato agli esseri umani, mi è sembrato urticante. Tutti i mie romanzi nascono da un fastidio, da un dolore, da una sofferenza, se fossi una persona perfettamente felice molto probabilmente non avrei scritto una riga. E questa volta lo spunto me lo ha fornito il simpatico Matteo.
D: È entrata nella giunta Zingaretti, che ha una presenza importante di donne. Intravede la strada per una reale parità tra i sessi?
R: Ne manca ancora. Se guardiamo in un’ottica mondiale la strada è molto lunga. Per quanto riguarda noi, penso che le donne riescano a fare carriera quando parlano la lingua degli uomini. Non sono ancora riuscite a irrompere sulla scena con i loro tempi, i loro linguaggi, le loro priorità e il loro modo di affrontare le cose. È ancora un mondo a conduzione maschile al quale le donne si adeguano.
D: Porci con le ali è un manifesto della generazione del Sessantotto. Come sono cambiati questi ragazzi da quelli di allora?
R: Gli adolescenti sono sempre uguali, ci sono delle costanti nell’adolescenza come nella vecchiaia, e poi ci sono delle variabili storiche. Le costanti sono le prime volte, le scoperte, la ribellione, la centralità della sessualità e del sentimento, questo è uguale sempre. La più grande differenza tra gli adolescenti del 1976 e quelli del 2015 è che all’epoca la politica faceva parte dei nostri rituali, delle nostre vite. Noi facevamo politica, avevamo collettivi a scuola e occupazioni. Manifestavamo con gli operai davanti alle fabbriche. Rocco e Antonia vivono in quel mondo lì. Mentre per i ragazzini di adesso la politica è una cosa
schifosa fatta da una casta di dementi. Loro non ci provano neanche a cambiare le cose. Non hanno quella energia, forse un po’ illusoria che avevamo noi, di misurarsi. Adesso l’unico impegno politico dei giovani mi sembra che trovi sfogo nelle manifestazioni NO TAV o in quelle giustamente motivate dalla tutela dell’ambiente in occasione delle riunioni dei potenti del mondo.

lidia ravera 4D: Ci può dire quale è lo stato della cultura nel Lazio e a livello nazionale? La politica è l’ostacolo maggiore?
R: Venendo dal mondo della cultura, sto cercando di convincere la politica e i politici della centralità della cultura stessa e della sua importanza economica oltre che identitaria e formativa. Delle sue infinite potenzialità, soprattutto nel nostro Paese, come strumento per uscire dalla crisi. Come? Da un lato finanziando i grandi enti per far andare avanti la ricerca e dall’altra promuovendo i beni culturali, e accendendo al loro interno le luci dello spettacolo dal vivo, del teatro, della musica e della danza. Abbiamo organizzato un Festival a Tivoli e aperto il Santuario di Ercole Vincitore, nel parco archeologico di Vulci c’è stato il concerto di Franco Battiato e si è appena concluso il Festival della Letteratura breve nella piccola città medievale di Tuscania, una riflessione su come sta cambiando la scrittura tenendo conto di Facebook, Twitter e chat.
D: In che modo la Regione Lazio sta investendo sui giovani?
R: Incoraggiando la creatività giovanile, lanciando bandi per le start up innovative. Per esempio, con  Io leggo abbiamo finanziato tanti progetti per la lettura e la scrittura. Cerchiamo di aiutare le associazioni culturali, che sono una ricchezza del territorio, di finanziare le biblioteche e i piccoli musei. Purtroppo Renzi ha operato tali tagli alle Regioni che io mi sono vista decurtare il budget della cultura, già molto basso, del 30 %. È difficile lavorare senza soldi e con un bilancio ridicolo. Roma vive in condizioni tragiche da molto tempo: Alessandro Gassmann ha invitato i romani a prendere la scopa.
D: Una deriva che sembra essere cominciata con l’esperienza della giunta guidata da Gianni Alemanno. Degrado anche sinonimo di un abbandono culturale?
R: È difficile governare una città complessa come Roma. Alemanno ha fatto una grande quantità di guai ed ha lasciato un’eredità molto pesante alla giunta Marino. Mafia Capitale non ha aiutato. La fiducia dei cittadini è venuta meno e oggi c’è un rapporto pessimo con i fruitori dei servizi. Penso che stia andando a finire molto, molto male. Noi in Regione stiamo meglio, Zingaretti è un uomo capace, ma anche noi abbiamo trovato una situazione disastrata.
D: E la sua esperienza?
R: Faccio la romanziera da una vita, ho accettato questo incarico in un momento di folle generosità e sto faticando molto. Il lavoro è enorme e le condizioni economiche avverse sono un grossissimo handicap. Sto lavorando avendo dalla mia parte una passione culturale sincera. Ho vissuto di cultura tutta la vita e vorrei che tutti avessero accesso al piacere del consumo artistico. Cerco di muovermi di conseguenza, ma a volte la passione non basta.
D: Ignazio Marino dovrà affrontare il secondo atto della sua amministrazione con un rimpasto frutto di una tregua con il premier Matteo Renzi. Cosa ne pensa e qual è il segno da cogliere?
R: Di una cosa mi sono resa conto accettando un incarico politico: è difficile costruire qualcosa ed è facile sparare a zero. Vedo una situazione molto compromessa e penso che la politica abbia bisogno di essere riformata dai fondamentali. Bisogna che la gente riacquisti un po’ di fiducia nei partiti. Per farlo i partiti devono cambiare ma non mi pare che questo stia avvenendo.
D: La cultura a Roma. Cosa pensa dell’opera della Marinelli?
R: Abbiamo frequenti contatti, mi sembra una donna molto energica. La Regione Lazio e la giunta sono tranquille, si lavora con rispetto reciproco, non è stato cambiato un assessore in due anni e mezzo, c’è un altro clima. Lei è una donna molto capace con una grande dedizione al lavoro e una conoscenza dall’interno dei meccanismi. I tagli sono stati molto duri anche per lei ed è difficile fare i conti con questa miseria. Non si riesce a fertilizzare culturalmente un territorio se non si investe. La cultura produce denaro ma bisogna anche investirlo. Tutti pretendano che lo produca senza investire. Sono difficoltà nelle quali ci dibattiamo insieme.
D: 40 anni dall’uscita di Porci con le ali. Rocca e Antonia cosa fanno?
R: Diventeranno una graphic novel che uscirà l’anno prossimo, realizzata da due artisti grafici e uno sceneggiatore tutti giovanissimi, nati dopo l’uscita del libro. Ho già visto le tavole e sono molto carine.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , , , , Data: 30-07-2015 04:35 PM


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