Sotto l'ombrellone con Hemingway

L'ostinata vitalità di 'Don Ernesto', la malinconia ruggente di Fitzgerald, la fame di vita di Alda Merini. Sull'account Twitter @CasaLettori spuntano i 10 autori più amati dalle donne nell'estate 2015.

Ernest_Hemingway

Gli Italiani leggono poco e questo si sa. Le italiane, invece, sembrano avere maggior confidenza con i libri. Una, in particolare, Maria Anna Patti, ex-biologa siciliana, ha aperto su Twitter il suo particolarissimo ‘circolo dei lettori‘, @CasaLettori, che conta ben 28.500 follower. Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, all’interno di @CasaLettori non ci sono le solite critiche o dibattiti, ma solo suggestioni in 140 caratteri aggregate intorno agli hashtag che Maria Anna lancia periodicamente. Questi sono stati i giorni di #ScrittoriInunoScatto. Noi li abbiamo monitorati in tempo reale e abbiamo selezionato per voi 10 speciali compagni di viaggio. E se sotto l’ombrellone con voi c’è Hemingway, siatene certe, anche a Milano Marittima sarà comunque una vacanza epica.

L’OSTINATA VITALITÀ DI HEMINGWAY
Partiamo da lui, il  più twittato, ritwittato e da noi spoilerato: Ernest Hemingway. Che sia al top non ci sorprende. Ci sorprende di più che la sua narrativa da mani callose, vigore virile, rhum e sigari cubani piaccia così tanto anche alle signore. Il Tweet postato all’interno di #ScrittoriInunoScatto recita «nessuno dovrebbe mai restar solo da vecchio, pensò. Ma è inevitabile». E’ tratto da Il vecchio e il mare. Che non è proprio un libro spensieratissimo. Ma profuma di salsedine, di Cuba e trabocca di ostinata vitalità.

RIFLETTERE SULLA DIVERSITÀ 
Dopo le riflessioni sul senso della vita di Hemmy (o per alcuni Don Ernesto), probabilmente ci saremmo aspettati un po’ più di leggerezza. Tutt’altro. Questa volta la compagna di sdraio scelta dalle lettrici italiane è Harper Lee. Di lei si twitta: «non si conosce un uomo se non ci si mette nei suoi panni e non ci si va a spasso». Che non è un consiglio per giovincelle ai primi approcci con i flirt estivi. È un passo tratto da Il buio oltre la siepe: romanzo pubblicato nel 1960 che parla di razzismo e, più in generale, di diversità e xenofobia. E mai estate fu più opportuna di questa per riflettere su temi drammaticamente tanto attuali anche dopo 55 anni dalla pubblicazione del libro.

 

I RICORDI CHE RESTANO
«Tu non ricordi. Altro tempo frastorna la tua memoria. Un filo s’addipana». 70 caratteri per riportarci a una poesia che forse abbiamo studiato a scuola, poi dimenticato, ma che è tempo di recuperare dalle antologie liceali. Si tratta de La Casa dei Doganieri di Eugenio Montale. Parla dei ricordi che piano piano vanno via e di essi restano solo ruderi abbandonati. L’abbiamo capito: per l’estate 2015 abbiamo una gran voglia di piangere. Ma almeno in questo caso le lacrime si fondono con l’odore delle ginestre e il libeccio salmastro del mare di Monterosso. E se per caso siete da quelle parti, guardate verso l’alto. La casa dei doganieri non c’è più. Ma il paesaggio è tutta un’eco delle parole di Montale. Il quale forse non sapeva che, grazie ai suoi versi, i ricordi sarebbero stati anche più persistenti dei luoghi che li hanno generati.


L’ESTATE CRUDELE DI GATSBY
Abbiamo pensato e riflettuto sui grandi temi sociali, ci siamo interrogati sui grandi perché della vita e abbiamo versato lacrime commosse tra i versi dei grandi poeti. E adesso? Un tuffo negli anni ’20 a Long Island in compagnia del Grande Gatsby. Ma attenzione, ad affascinare le nostre Twitter Reader non sono gli anni ruggenti, la grandi feste, il jazz e – magari – l’idea di sorseggiare un daiquiri in compagnia di Leo di Caprio. Del romanzo di Francis Scott Fitzgerald twittano e ritwittano la frase «così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato». Ancora una volta a sparare al cuore
di questa ‘estate crudele’ sono gli aspetti più profondi del romanzo: la solitudine, il sogno mancato, l’inconsistenza dei miti moderni. E che Leo alzi pure il bicchiere di champagne a Long Island: per il momento qui le lacrime hanno smesso di scendere, ma la voglia di far festa è rimasta oltreoceano.

COGITO ERGO SUM DONNA
Si torna ai versi. Alla faccia di chi pensava (e pensa) che la poesia sia un genere di nicchia e poco vacanziero. Molte lettrici quest’anno in spiaggia (e sulla piattaforma cinguettante) ci scivolano in compagnia di Sibilla Aleramo. E di lei twittano :«diversa da ogni altra insostituibile, sola e di me stessa signora». Una sorta di Cogito, ergo sum del femminismo e dell’autoaffermazione. Abbiamo un altro indizio. L’estate 2015 è donna, ma non certo in termini di bellezze al bagno, bikini confezionati con stringhe di tessuto e ammiccamenti sotto gli occhiali da sole. Gli uomini sono avvertiti.


ALDA MERINI E LA FAME DI VITA 
Questa, un po’, ce l’aspettavamo. Ci ha lasciato da poco e ci ha lasciato i suoi versi. Specchio di una vita senza sconti e spietata. Ci ha mostrato quanta follia c’è nelle persone cosiddette normali e allo stesso tempo tutta la saggezza che si apprende accogliendo la follia che è in tutti noi. Naturalmente stiamo parlando di Alda Merini, che anche fuori da @CasaLettori e dalle atmosfere estive è una delle autrici più twittate d’Italia. Per questi giorni di fine estate il cinguettio è intorno a una delle sue più celebri liriche: «ci sono notti che non accadono mai». Sono quelle notti che ci mantengono affamati di vita. Sono quelle notti che la «piccola ape furibonda», volata via troppo presto, non ha mai smesso di cercare. E almeno un pizzico di speranza, al calar della sera e a fine Luglio, per queste notti tanto attese, la regala anche a noi.

IL RUMORE DEL CUORE
Navigando di verso in verso e di Tweet in Tweet approdiamo a Wislawa Szimborska. Il suo «ascolta, come mi batte forte il tuo cuore», rimbalza da un Tweet all’altro. Beh, se leggerezza, allegria e serenità sembrano bandite dalle letture dell’estate 2015, almeno all’amore (in tutte le declinazioni che il verso suggerisce) non si rinuncia. A chi si sta chiedendo chi è Wislawa Szimborska rispondiamo che ha vinto il Premio Nobel nel 1996 e che piace tanto a Roberto Saviano. A tal punto che il verso di cui sopra per lui è diventato quasi un mantra: lo ha citato nel corso di un’intervista a Che tempo che fa, in apertura di un monologo all’ultima edizione di Amici e in molte altre apparizioni pubbliche.


LA SEDUZIONE NELLE PAROLE
Adesso ne siamo certi. Le letture di questa estate virano decisamente sul fronte della poesia. In fondo lo capiamo: le poesie sono emozioni allo stato puro. Si leggono velocemente ma non finiscono mai. Continuano a risuonare, cambiano forma e colore, crescono. E, twittate, diventano «emozione dell’umanità». Prendiamo Patrizia Valduga. Il suo «sa sedurre la carne la parola, prepara il gesto, produce destini», tratto da Medicamenta e altri Medicamenta, ha incantato gran parte delle lettrici estive. Solo un’avvertenza. Non è un verso da utilizzare per sedurre il vicino d’ombrellone. Gli uomini, si sa, a certe vette di sensibilità faticano ad arrivare e correreste il rischio di dover tentare di spiegare cosa intendevate dire. Ammazzando così ogni prospettiva d’aggancio e – cosa ancor più grave – la poesia stessa.

IL DISINCANTO DI DE LUCA
«Se tu sarai capace di stare senza attesa, vedrai cose che gli altri non vedono». E’ tratto da Non ora, non qui di Erri De Luca. Su questo grande saggio della letteratura e del giornalismo italiano ci asteniamo da qualsiasi commento. Limitandoci a rilevare che un po’ di sano disincanto partenopeo, anche in questa classifica, lo aspettavamo da un po’.


L’AMORE OSCURO DI LORCA
«Vorrei stare sul tuo petto per disfarmi nel sangue». Se non ci può essere estate senza amore, non ci può essere amore estivo senza eros. Federico Garcia Lorca con questo verso tratto da Sonetti dell’amore oscuro non poteva essere più efficace. Ci permettiamo però di evidenziare la stessa avvertenza più sopra rilevata per la Valduga. Non è un verso da utilizzare come arma di seduzione. A meno che non siate più che certe della passione del vostro vicino d’ombrellone per il vampirismo o pratiche affini.

Avete tutta la nostra ammirazione per le vostre scelte di lettura, fatte di gioielli dimenticati, altri da scoprire altri ancora da conservare con cura perché, come diceva Salinger, «ci sono libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l’autore fosse tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira». Avete anche tutta la nostra gratitudine per averci fatto capire che i grandi temi sociali, i perché della vita e le ragioni dell’anima non vanno in ferie. Però ci permettiamo di darvi un suggerimento. Tra un Proust e una Fallaci, nella borsa della spiaggia mettete anche qualcosa di più
leggero: un giallo di Alicia Gimenez, l’ultimo successo di Sophie Kinsella o qualche sfumatura di grigio. Nessuno metterà in dubbio la vostra reputazione di lettrici serie, ma perlomeno non passerete il giorno a fissare il «dolce naufragar nel mare» di leopardiana memoria, ad asciugarvi le lacrime sotto gli occhiali da sole o a repellere la compagnia di altre persone come l’Autan con le zanzare. Le grandi letture e i temi che propongono li ritroverete, ad attendervi, al vostro rientro in città. Dato che sono i fedeli ‘amici per la pelle’ evidenziati da Salinger. E, aggiungiamo noi, per tutta la vita.

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