La parità non passa dalle corna

di Paola Medori
Parola di Teresa Mannino, la popolare comica che per l'estate 2015 porta in giro per l'Italia lo spettacolo Sono nata il 23, che parla di infanzia e tradimenti. Letteradonna.it l'ha intervistata.

Teresa Mannino -foto di Mirta Lispi _MG_3613 MEDIA mediaLetteradonna.it intervista Teresa Mannino, comica «sopra ad ogni cosa», ma anche attrice e conduttrice tv dalla verve unica e originale. Scoperta, inaspettatamente, a Milano. Sta portando in giro per l’Italia Sono Nata il 23, il suo nuovo spettacolo teatrale che, neanche a dirlo, ha fatto registrare il tutto esaurito. Specchio sincero e diretto dei ricordi della sua fragorosa infanzia nella calda Sicilia, del rapporto tra genitori e figli, delle corna tra uomo e donna e di come il mondo è cambiato intorno a lei. Laureata in filosofia, arriva al teatro per scacciare via la solitudine, oggi ci parla del suo essere mamma, dalla natura iperprotettiva e libera, del tradimento fatto e subito. Ma, soprattutto, del suo mestiere: «Far ridere è bello. Ti scatena l’energia, è un po’ come fare innamorare». E poi dell’incontro decisivo con il maestro Andrea Camilleri che «mi ha ricordato chi ero perché lui ha questa grandissima capacità di farti essere te stessa, perché non ti giudica».

Teresa Mannino -foto di Mirta Lispi _MG_3199 mediaDOMANDA: Sono Nata il 23 è il titolo dello spettacolo che ha scritto, in collaborazione con Giovanna Donini, e diretto. Come nasce l’idea?
RISPOSTA: L’idea nasce, innanzitutto, dalla voglia di stare sul palco e in mezzo al pubblico. Da lì ti viene il desiderio di scrivere qualcosa. Il fulcro iniziale dello spettacolo, all’inizio, era solo sull’amore e sul tradimento, sugli uomini e sulle donne. Poi, dopo una presentazione in cui raccontavo di me da bambina, mi resi conto che questa parte era molto più forte e mi piaceva di più. Incominciai a scrivere, a raccontare cose del passato, della mia infanzia.
D: Da che cosa è nata la struttura definitiva?
R: Davanti al pubblico di Zelig (perché vado sempre a provare nel teatro di viale Monza a Milano), ho capito che nello spettacolo dovevo mettere entrambe le parti. Quindi non ho saputo rinunciare né all’una né all’altra. Forse avrei potuto eliminare il tradimento, ma ho visto che piaceva molto perché la gente vi si identificava.
D: Emerge una critica della società di oggi. Che cosa non sopporta e che cosa salva del nostro Paese?
R: Nessuna critica, perché io non esprimo mai un giudizio ma faccio soltanto un confronto fra come siamo noi genitori di oggi e come erano quelli di ieri. Non vinciamo noi: siamo troppo apprensivi, occupati, soffocanti e presenti. Non vincono loro: ci tiravano dietro gli zoccoli quando facevamo qualcosa che a loro non andava bene. Non vince nessuno.
D: Come è stata la sua infanzia in Sicilia?  
R: In mezzo a tanti bambini, cosa che oggi è molto difficile visto che sono tutti figli unici. Noi eravamo in tre, poi ognuno si portava i propri amici, poi c’erano tutti i cugini: io ne avevo circa trenta e vivevamo tutti nella stessa campagna. C’erano pochi adulti che vedevamo solo la sera e la mattina. Questo ci rendeva più autonomi, liberi e responsabili. I bambini di oggi hanno sempre intorno i grandi. Hanno i genitori che sono due, ma spesso anche quattro perché molti si separano. Poi ci sono i nonni, che prima erano quattro e ora sono diventati otto. Infine ci sono una serie di amici e amiche dei genitori. I bambini si rapportano di più con gli adulti. Per fortuna che almeno hanno la scuola.
D: Dalla laurea a Palermo in Filosofia al teatro. Come e quando è arrivato il colpo di fulmine ?
R: Grazie a Milano, quando mi sono trasferita lì. Il distacco dalla Sicilia è stato talmente doloroso, difficile e scioccante, rispetto al mio quotidiano palermitano, che avevo bisogno di fare qualcosa in mezzo ad altre persone per socializzare. Ho scelto un gruppo teatrale perché altrimenti rischiavo di rimanere sola. Poi mi sono iscritta a un corso di recitazione. Grazie a Zelig è diventato il mio mestiere.
D: Comicità semplice ed efficace, che va dritta al punto e cattura risate fragorose. Perché comica e non solo attrice?
R: Perché è più difficile. Quando sei una comica ne vai molto orgogliosa. Recitare è difficilissimo e non credo di essere capace di fare l’attrice, mentre essere comica è proprio un dono. Hai presente quelle che nascono belle? Non è un loro merito così come non lo è per me essere comica. Ci sono nata, il che può essere anche una disgrazia per certi versi. Intanto sono anche autrice dei testi, non c’è qualcun altro che lo fa per me. Far ridere è bello. Scatena l’energia, è un po’ come fare innamorare.
D: Il suo modo di fare comicità è sottile e ‘filosofico’, come e quando arriva l’ispirazione per una battuta?
R: È fondamentale la parte iniziale che nasce dall’osservazione del vissuto o da qualcosa che ti fa arrabbiare. A quel punto cerchi la risposta o trovi una soluzione bizzarra. Poi subentra il lavoro di scrittura vero e proprio: tra un tè, mia figlia che entra ed esce dallo studio e un po’ di casino famigliare escono fuori le battute.
Teresa Mannino -foto di Mirta Lispi _MG_3199 TEATRID: Oggi che è diventata madre di Giuditta, che cosa si augura per sua figlia alla luce di questo fase storica dominata dall’incertezza?
R: L’unica cosa che le voglio insegnare, e spero in parte di esserci anche riuscita, è la capacità critica. Ti permette di analizzare il mondo in cui vivi e quindi di essere più capace di starci dentro. Penso che lei ce l’abbia.
D: Che tipo di mamma sarà? Iperprotettiva o lascia libera di sperimentare?
R: In realtà sono una mamma emotivamente soffocante, anche per via delle mie origini siciliane. Per fortuna che ho fatto tanta analisi e faccio un lavoro che mi ha resa diversa da quello che ero. Ci sono tutte e due le nature. Tendo ad essere iperprotettiva, ma poi la mia testa mi dice: «Dai, lasciala tranquilla e libera!».
D: Nel suo spettacolo prende a modello la storia tra Ulisse e Penelope, lui in giro a ‘spassarsela’ e lei fedele a casa. I ruoli oggi si sono invertiti o è sempre più la donna ad essere tradita?
R: Statisticamente è sempre la donna a essere tradita di più, ma solo perché gli uomini se ne vantano per mostrare la propria virilità. Le donne sono più timorose nel rivelarlo e riescono a nascondere più facilmente. Non credo che la parità dei sessi passi dalla percentuale di tradimenti. Perché il tradimento, avendolo sia perpretrato che subito, non è un atto di indipendenza e libertà. Nasce da insicurezza e fragilità, l’emancipazione nasce da altre cose. Mi sembra che siamo sulla buona strada, ma di cose ne dobbiamo ancora fare.
D: «Io non credo a niente, solo a quello che vedo. E quella volta lì, il destino, l’ho guardato negli occhi», ha detto parlando del suo compagno Andrea. È ancora così?
R: In quel momento ci credevo ed era vero. Credo ancora in quello che vedo, che faccio e che succede. Andrea c’è, come papà di mia figlia, ma non è più il mio compagno. Siamo molto amici e siamo molto legati, però in quel momento era vero.
D: Comica, cabarettista, attrice e conduttrice televisiva italiana, dove si sente pienamente se stessa?
R: Mi basta avere il pubblico davanti, al teatro o in televisione, anche se da comica ho una soddisfazione maggiore. L’importante è avere le persone davanti.
D: Zelig la consacra al grande pubblico. A chi deve dire «grazie» e a chi invece «visto dove sono arrivata»?
R: Avendo cominciato già da adulta non devo dire a nessuno «guarda dove sono arrivata». Mentre il «grazie» va a tanti cabarettisti che mi hanno aiutata a crescere fin dall’inizio. Al mio maestro di teatro, a Giancarlo Bocci, a Gino e Michele, a chi mi ha convinto a fare teatro, e ancora oggi mi convince tutti i giorni, e a chi lavora con me.
D: Nel documentario Andrea Camilleri – Il maestro senza regole ha seguito i ricordi del papà del Commissario Montalbano. Che cosa le ha lasciato questo grande siciliano?
R: È stata un’esperienza che mi ha cambiata, di quelle che, per alcuni aspetti, ti conducono a un punto di non ritorno. Da un punto di vista personale mi ha fatto ritornare alle origini. Camilleri mi ha ricordato chi ero perché lui ha questa grandissima capacità di farti essere te stessa, perché non ti giudica. È un uomo molto libero che ha vissuto la vita pienamente senza giudicarsi e senza giudicare gli altri, senza preconcetti e pregiudizi. Mi ha insegnato tutto questo.
D: Molti comici sono divertenti sul palco e malinconici nella vita. Per lei che cosa vale?
R: Non sono una di quei comici strani, sono abbastanza normale nella vita. In fondo siamo persone, e se uno si aspetta dal comico che sarà sempre simpatico e brillante, con la battuta pronta, si sbaglia. Comunque io sono una di quelle abbastanza simpatiche. Normalmente sono una solare.

Tour estivo 2015
30 luglio     Ferento  (Vt)                              Teatro Romano
31 luglio     Albano (Rm)                               Anfiteatro Romano

1 agosto     Salerno                                         Arena Del Mare
3 agosto    Barletta                                        Castello
4 agosto    Ostuni                                          Foro Boario
5 agosto    Brindisi Di Montagna  (Pz)    Parco della Grancia

8 agosto    Acireale                                       Piazza Duomo
9 agosto    Tindari                                        Teatro Greco
10 agosto   Partanna (Trapani)                Teatro in Pietra
11 agosto    Palermo                                     Teatro di Verdura
12 agosto    Agrigento                                  Valle dei Templi

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , , , , Data: 28-07-2015 01:42 PM


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