«Noi siamo il terzo genere»

Biologicamente uomini, si sentono e comportano da donne. Chi sono le muxe, enclave sociale messicana pioniera della fluidità sessuale considerata una benedizione nei nuclei familiari senza figlie.

Uomini gay che frequentano maschi eterosessuali vestendosi da donne e assumendone il ruolo all’interno della famiglia e della società. Sono le muxe e vengono considerate le pioniere del terzo genere e della fluidità sessuale. Presenti ufficialmente nello stato messicano di Oaxaca fin dal primi anno del 1950, sono studiate dagli antropologi da oltre 30 anni e la loro origine è ben radicata nel passato indigeno precolombiano.

LA PATRIA DEL TERZO GENERE
Sebbene presenti in tutto lo Stato, è a Juchitán che sparisce ogni  pregiudizio e ogni divisione verso questo gruppo di persone. Sono le benvenute nelle feste dei pescatori, come la Vela de la Santa Cruz de Los Pescadores, una delle 25 feste che si tengono ogni primavera in onore del santo patrono di Juchitán Vicente Ferrer, e hanno accesso anche agli altri eventi cittadini se si vestono da donne. Qui sono parte integrante della società e lavorano come insegnanti, infermiere, organizzatrici di eventi. Le famiglie le accettano, le incoraggiano, le considerano una benedizione soprattutto se nei nuclei mancano figlie femmine. Anche se la città ha la reputazione di paradiso liberale, neppure qui sono mancati episodi di discriminazione e omicidi.

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MUXE NON SI DIVENTA
«Per essere muxe devi essere nata in un luogo zapoteca» ha spiegato a Fusion Cony Canseco, a capo del dipartimento per la diversità sessuale di Juchitán. Alla base un voglia di ribellione allo stereotipo machista messicano e al contempo la celebrazione di una donna forte capace anche di dominare, decidere e avere un ruolo economico all’interno della società. Molte muxe scelgo di vivere ogni giorno da donne, altre solo in alcuni momenti della giornata sono donne a seconda della giornata, proprio per sottolineare la loro identità fluttuante.

Maritza Sanchez.

Maritza Sanchez.

 

L’AMORE OLTRE IL GENERE
Ma attenzione a chiamarle travestiti: «Mi considero una muxe perché vivo da donna con un uomo eterosessuale che mi fa sentire tale. Mi vesto da uomo solo quando vado al lavoro, faccio il cameriere in un ristorante. A Los Angeles mi etichettano come drag queen ma non è così», ha spiegato Maritza Sanchez, che si è trasferita nel 1988 da Oaxaca in California, a Los Angeles.  Quando ha iniziato a uscire con il suo attuale compagno, lui non aveva capito cosa lei fosse in relatà. L’ha sempre trattata da donna senza mai mettere in dubbio la sua sessualità. «Quando gliel’ho rivelato aveva paura di perderlo ma lui mi ha detto che no gli importava. Mi amava per quello che ero,punto». «Un travestito è un uomo che si veste da donna, una muxe indossa abiti tradizionali, la sua sessualità fa parte della sua cultura e si sente desiderata. Non appartiene a nessun’ altra categoria».

GLI UOMINI DELLE MUXE
Vengono chiamati mayates, (stercorari) e si rivolgono a loro per soddisfare bisogni che non possono essere confessati mogli o fidanzate. Molti ragazzi giovani si prostituiscono con le muxe per fare soldi facili, ma è abbastanza comune che siano i padri a portare i figli maschi a incontrare le muxe, facendo loro avere la prima esperienza con il terzo genere. E se è probabile che anche in Messico  la nuova generazione porterà alla trasformazione anche fisica, c’è la vecchia guardia che, fierissima del suo stato, non intende adattarsi a schemi stranieri.

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Publicato in: persone, Protagonisti Argomenti: , , , , , Data: 28-07-2015 11:57 AM


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