Quando il porno si fa donna

di Simona Vitale
Erika Lust, regista di video erotici, racconta come i film hard possano esaltare il sesso femminile e renderlo dominante e non più sottomesso al mero piacere maschile.

4Se pensate che il mondo del porno sia esclusivamente appannaggio degli uomini, sia da un punto di vista organizzativo (set, trame, addetti ai lavori, etc.) che propriamente sessuale, sappiate che vi sbagliate di grosso. Il porno si sta aprendo ad esaltare la donna come soggetto dominante e non più oggetto della fantasia maschile. Un tipico esempio ci è offerto dalla storia della regista svedese Erika Lust, una donna che ha realizzato il suo sogno di lavorare in un settore fortemente al maschile per dare nuova linfa al ruolo della donna nel mondo del cinema a luci rosse. Erika ci ha gentilmente concesso un’intervista, raccontandoci il suo lavoro realizzato dalle donne per le donne.
CyberViewX v5.11.10 Model Code=48 F/W Version=1.07DOMANDA: Erika, ci racconta chi è qual è il suo lavoro?
RISPOSTA: Il mio nome è Erika Lust e sono una regista. Realizzo film erotici. Sono anche madre di due ragazze, Lara e Liv, che mi ispirano nella vita di tutti i giorni. Sono una femminista convinta e una blogger, oltre ad essere una donna soddisfatta che si gode il rapporto con il suo compagno di vita, la vita sociale e ovviamente il suo lavoro. I miei più recenti sforzi riguardano le XConfessions, un progetto crowdsourcing basato su fantasie sessuali anonime scritte dal pubblico e scelte da me ogni mese per essere trasformate in cortometraggi erotici.
D: Come e quando si è approcciata al mondo dell’eros?
R: Ho capito di voler diventare una regista di film erotici mentre studiavo Scienze Politiche presso l’Università di Lund, in Svezia. Essendo cresciuta in Svezia, un paese molto libero sessualmente, ero ben consapevole dei conflitti tra il femminismo e la pornografia. Mi sono sempre sentita insoddisfatta del porno che ho guardato. Sono sempre rimasta delusa dal fatto che l’azione si concludesse quando gli uomini arrivavano al culmine del piacere, lasciando sempre da parte il piacere femminile. Tutti questi elementi mi hanno così allontanata dal porno.
D: Che cosa le ha fatto cambiare idea?
R: Quando ho letto il libro Hard Core di Linda Williams mi sono resa conto che il porno poteva essere uno strumento di liberazione e di espressione. Nel libro lei considera la pornografia come un discorso capace di potenziare tutti i generi. Siccome le voci femminili erano quasi inesistenti in un settore fatto da e per gli uomini, ho deciso di sfidare me stessa per cambiare la situazione.
2D: In che modo?
R: Nel 2005 mi sono trasferita a Barcellona, ​​ho iniziato a studiare i set cinematografici e ho lavorato per diverse per case di produzione. Per il mio progetto finale ho deciso di girare il mio primo film, The Good Girl, dove una ragazza si intrattiene sessualmente col fattorino della pizza. Dopo averlo pubblicato gratuitamente on-line, il corto è stato scaricato più di 2 milioni di volte e ha vinto un premio al Festival del Cinema Erotico di Barcellona. In quel momento ho capito esattamente quello che volevo fare, quando ho avuto la prova che stavo riempiendo un vuoto. Così ho avviato la mia casa di produzione, la Lust Films. Nel 2015 celebriamo i 10 anni di attività.
D: Che cosa rappresenta la donna nei suoi film? A che cosa deve aspirare?
R: Le donne dei miei film sono donne reali con personalità, forme del corpo e bellezze diverse. Rappresentano le donne così come sono nella vita: indipendenti, sicure di sé e con ruoli diversi, proprio come te o me. Sanno prendere il controllo della loro vita sessuale, ne godono e, soprattutto, non fingono mai un falso piacere. Le loro aspirazioni? Divertirsi mentre provano cose nuove capaci di soddisfarle.
D: Ci parli delle XConfessions. Com’è nata quest’idea?
R: XConfessions è sicuramente il mio progetto più ambizioso. Tutto è cominciato con il sito Xconfession.com, in cui ho invitato le persone a inviare le loro fantasie in forma anonima, in maniera simile a PostSecret. All’inizio non sapevo cosa aspettarmi. Avrebbero scritto? In poco tempo le persone che hanno apprezzato l’idea hanno dato vita ad una comunità che stava crescendo sempre più velocemente. Qui ho capito quanto le persone possano essere impertinenti, fantasiose e ‘sporche’. I miei amici continuavano a dirmi che quelle fantasie potevano trasformarsi in grandi film. Così ho capito l’incredibile opportunità che ho avuto e ho deciso di selezionare accuratamente due voci dal sito trasformandole in cortometraggi ogni mese.
D: Quanto tempo è trascorso da quella intuizione?
R: Da allora è passato un anno! Ogni storia è così diversa da quella successiva che mi interpella quotidianamente come produttrice, sceneggiatrice e regista. Ad esempio, per le prossime XConfessions sto lavorando a ‘Un appuntamento con il mio maestro’, che è il mio primo corto BDSM! Stiamo creando il cinema erotico che hai sempre voluto guardare, ma che nessuno ha mai realizzato.
nonameD: Ci racconti qual è stata la Xconfession che più l’ha spiazzata.
R: Con oltre 100 storie pubblicate ogni mese, è difficile trovare una sola fantasia. Sono tutte uniche; alcune romantiche, altre sperimentali, spingendosi ben oltre i confini del feticisti e della fantasia surreale..
D: Come decide se una XConfession deve essere trasformata in un film?
R: Cerco diversità e originalità riguardo trama, posizioni, personaggi e contesto. Le confessioni sono la mia fonte di ispirazione, piuttosto che delle sceneggiature. Faccio adattamenti di ciò che mi trasmette di più. Devo poi da valutare le possibilità cinematografiche di ogni storia, pensando a cose come una illuminazione unica o la scenografia, se verrà bene sullo schermo, e così via.
D: Che aria si respira sul set? Com’è il suo rapporto con gli addetti ai lavori?
R: Ho un ottimo rapporto con gli artisti e ovviamente con la mia squadra. Sono molto fortunata a poter contare su di loro e avere la possibilità di trarre ispirazione dalle loro idee innovative, personalità e, soprattutto, dalla loro professionalità. Ognuno di loro condivide la mia filosofia e gli stessi obiettivi, così quando ci riuniamo abbiamo sempre uno scambio di approcci diversi in materia di sesso.
3D: Molte persone si chiedono come funzioni un set pornografico.
R: La gente ha un sacco di idee diverse su come facciamo cinema per adulti. La verità è che essa implica le stesse difficoltà di qualsiasi altro film. Di solito le riprese di una scena di sesso dura circa 45 minuti in modo che il resto della giornata venga trascorso a coordinare il set in merito a illuminazione, scenografie, capelli e make-up, oltre a dover creare la storia della confessione.
D: Perché una donna dovrebbe scegliere di guardare un tuo film?
R: I miei film offrono qualcosa di diverso. Penso che a molte donne non piaccia la pornografia tradizionale perché non riescono a identificarsi con essa. I miei film rappresentano sesso vero e vero piacere. Guardare il porno può insegnarci molto su noi stesse, permettendo a una donna di esplorare e trovare ciò che funziona per lei. Di recente, in una proiezione privata di una mia XConfessions, una donna è venuta da me e mi ha detto di essere gelosa delle scene di sesso dei personaggi sullo schermo e che voleva provare le stesse cose. Quale miglior complemento avrei mai potuto ricevere?
D: Qual è il futuro del porno?
R: Credo e confido molto nelle giovani generazioni. Sono cresciute con una mente più aperta della nostra, pur essendo circondate da nuove tecnologie. Ciò ha permesso loro di avere accesso a nuovi rapporti con persone provenienti da diverse parti del mondo, con diversi approcci al sesso. Mi piace studiare nuove fonti di ispirazione e ho trovato molto interessanti i nuovi talenti.
D: Quali sono i tuoi progetti futuri?
R: A breve presenterò la prossima XConfession. Abbiamo avuto la possibilità di scegliere le storie che ci permettono di sperimentare e giocare con le riprese della luce naturale in Costa Brava, uno dei luoghi più belli della costa spagnola. Ho girato con la mia macchina fotografica preferita, l’Arri Alexa, e usato un lento macro movimento per alcuni dei film in modo che il telespettatore possa guardare ogni momento catturando ogni dettaglio possibile. Realizzerò il mio primo corto BDSM con il modello americano Mickey Mod. Sarà l’unico corto in cui non ci sarà l’uso della luce naturale, ma credo che i miei spettatori apprezzeranno gli effetti della luce di candela, grondanti di cera e sesso vizioso!
D: Infine, un consiglio alle donne per vivere al meglio la propria sessualità
R: Bisogna conoscere. Esplorate il vostro corpo e la vostra mente, non abbiate paura di affrontare altre realtà o modi di esprimere la sessualità. Voglio dire, qual è la cosa peggiore che può succedere? Che ci piacciano cose che non immaginavamo di desiderare? Siate oneste con voi stesse e, se siete in coppia, con il vostro partner. Non vergognatevi di chiedere quello che vi piace. E poi la cosa più importante: non dimenticate mai l’amore. In tutte le sue forme.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , , Data: 24-07-2015 05:32 PM


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