Italiana, all'estero il tuo lavoro è meno tutelato

Una ricerca evidenzia che solo il 51% delle donne migrate ha un contratto a tempo indeterminato, contro il 59% degli uomini.

inps-donneSolo nel 2013, due terzi degli oltre 125 mila migranti partiti dal Bel Paese sono stati italiani. Svezia, Olanda e Germania. Queste alcune delle mete preferite dai giovani laureati. Una  necessità dovuta alla difficoltà di trovare un lavoro nel proprio Paese che colpisce più le donne che gli uomini. Se da una parte, infatti, le femmine si laureano di più e con voti migliori rispetto ai colleghi maschi, dall’altra fanno più fatica a trovare un impiego. Secondo AlmaLaurea il tasso di occupazione delle donne che hanno conseguito una laurea magistrale a un anno di distanza, supera di poco il 50%, contro il 60% di quello degli uomini (AlmaLaurea, Condizione occupazionale dei laureati, XVII Indagine, 2015). Ma alcune ricerche bollano l’opzione estero come una delle peggiori.

OPZIONE ESTERO
Con gli sbocchi occupazionali bloccati, la possibilità di migrare in altri lidi si fa sempre più allettante. Come dice il proverbio, però, non è tutto oro ciò che luccica. Secondo un’indagine del centro Altreitalie del 2014, infatti, le italiane che lavorano all’estero risultano meno tutelate rispetto agli uomini. La ricerca ha evidenziato che solo il 51% ha un contratto a tempo indeterminato, contro il 59% degli uomini. Ma non finisce qui il 27% dei maschi all’estero ha un ruolo di dirigente o direttivo, mentre le donne superano di poco il 10% (leggi qui).

PARITÀ UNIVERSITARIA
Una nota lieta arriva dalle università. I rapporti tra i generi, infatti, risultano equilibrati con il 16% delle donne ricercatrici (14% gli uomini) e il 5,6% docenti (5% gli uomini).

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Publicato in: Attualità, Top news Argomenti: , , , , Data: 24-07-2015 04:01 PM


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