La povertà è sessista

di Alexis Paparo
Lo dicono i dati sulla parità di genere, lo rilancia la petizione Poverty is sexist della Ong ONE. Hanno già firmato Beyoncé, Lady Gaga, Arianna Huffington e oltre un milione di persone nel mondo.

Ci sono Paesi nel mondo in cui nascere donna è ancora una maledizione. E un condanna: la condanna a una vita più difficile, a un’istruzione precaria, a condizioni di salute e lavoro più sfavorevoli. Una donna in Sierra Leone ha 183 volte più probabilità di morire durante il parto di una donna in Svizzera. Ma la povertà intrinseca della nazione ha importanza fino a un certo punto: in quanto donna si viene sempre dopo a un uomo. Perché sessismo e miseria camminano insieme ed è solo abbattendone una che cadrà anche l’altra. La pensano così a ONE, l’ organizzazione che promuove la lotta contro la povertà estrema e le malattie prevenibili, soprattutto in Africa, fondata da Bono degli U2 nel 2004.

UN SELFIE ‘FORZUTO’
La ONG ha quindi lanciato la petizione Poverty is sexist già firmata da oltre un milione di persone nel mondo, per mettere ragazze e donne al centro di politiche di sviluppo intelligenti ed investimenti mirati nel campo della salute, dell’istruzione e dell‘empowerment economico. «Cari leader mondiali, quest’anno possiamo prendere l’impegno di porre fine alla povertà estrema, ma raggiungeremo tale obiettivo solo se sfruttiamo appieno il potenziale di milioni di ragazze e donne. Conto su di voi per creare un vero e proprio cambiamento, dando priorità ai paesi e alle persone che ne hanno più bisogno», si legge nel testo della petizione. Perché è stato dimostrato che se si investe  su di loro i frutti vengono racconti da tutta la società. Per renderla virale, ONE ha inventato un selfie diverso, ‘lo strengthie’, ovvero la posa iconica del bicipite con pugno chiuso alla ‘Rosie’ espressione della forza e dell’impegno con la quale si vuole abbattere il muro di povertà e discriminazione che circonda e opprime le donne. A postare sui social le proprie foto in posizione strengthie anche Beyoncè, Malala, Rhonda Shimes, Mary J Blige e i nostrani Lapo Pistelli, Pippo Civati, Nichi Vendola.

LAVORO, EDUCAZIONE, SALUTE: I NUMERI DELLA PARITÀ DI GENERE
Rendere accessibile alle donne impiegate nell’agricoltura lo stesso ammontare di risorse produttive a disposizione della controparte maschile potrebbe ridurre il numero di persone che soffrono la fame di 100-150 milioni, aumentare la produzione agricola del 20-30% e stimolare la crescita del 2,5-4%. Garantire la parità di accesso all’istruzione e che tutti gli studenti nei paesi a basso reddito terminino la scuola con competenze di lettura di base potrebbe ridurre la povertà estrema mondiale del 12%. Ogni anno in più che una ragazza trascorre a scuola può aumentare il suo futuro reddito del 10-20%. Se tutte le donne ricevessero un’istruzione primaria e secondaria, ci sarebbero il 64%( circa 2,7 milioni) di decessi infantili in meno. In molti Paesi nel mondo mettere al mondo un figlio vuol ancora dire rischiare la vita. Se ogni futura mamma avesse accesso alle cure mediche e ai servizi raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), le morti da parto diminuirebbero del 67%, e quelle neonatali del 77%. Nell’Africa subsahariana le donne trascorrono fino a otto ore al giorno a raccogliere i combustibili per cucinare e riscaldare le loro case; avere accesso all’energia significherebbe che le donne potrebbero usare il loro tempo per attività generatrici di reddito. Guarda i selfie di famosi e non nella gallery.

PERCHÉ ORA
Il 2015 potrebbe essere il momento della svolta. Quest’anno infatti i leader mondiali concorderanno i nuovi obiettivi globali per lo sviluppo che potrebbero mettere fine alla povertà estrema entro il 2030. Per questo 36 fra le più influenti voci femminili nel mondo, da Arianna Huffington a Lady Gaga, da Beyoncé a Meryl Streep, hanno indirizzato una lettera alla cancelliera tedesca Angela Merkel e a Kosazana Dlamini-Zuma, presidente della Commissione dell’Unione africana. «La povertà è sessista, e non finirà a meno che non ci troviamo di fronte al fatto che ragazze e donne ottengono un trattamento diverso e fino a quando i leader e i cittadini di tutto il mondo lavoreranno insieme per cambiare. Le vostre prossime scelte in quanto leader determineranno se questo processo verrà rallentato o accelerato», si legge nella lettera.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , , , , Data: 22-07-2015 01:58 PM


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