Libera dentro

di Matteo Mazzuca
Nidaa Badwan è un'artista palestinese che ha vissuto ben 14 mesi in una stanza di soli 9 metri quadri. Solo in questo modo ha potuto esprimere la sua arte, mentre fuori, nella Striscia di Gaza, infuriavano i combattimenti.

1236182398«La libertà non è star sopra un albero». La libertà, nella Striscia di Gaza, è recludersi in casa per 14 lunghi mesi, mentre fuori infuriano i bombardamenti. E lì, in un ambiente di appena nove metri quadri, essere in grado di ritrovare i propri spazi di indipendenza, vicinissimi e lontanissimi dall’ottusità di integralisti e miliziani. È la storia di Nidaa Badwan, artista e autrice della mostra fotografica One hundred days of solitude.

13L’ARTE COME RESISTENZA
Tutto ebbe inizio quando Nidaa, un giorno di novembre 2013, venne fermata da un gruppo di miliziani di Hamas. Lei indossava dei pantaloni larghi e un cappello colorato, un abbigliamento tutt’altro che rispettabile agli occhi degli integralisti. Nidaa provò a spiegare che lei era un’artista, e stava solo aiutando un gruppo di amici ad allestire una mostra. Ma l’integralismo, a tutte le latitudini del mondo, è sempre cieco di fronte all’espressione artistica. Non la comprende, o non vuole comprenderla. E quindi la teme e la proibisce. In quel momento Nidaa capì che solo in un piccolissimo spazio totalmente suo avrebbe potuto esprimersi come desiderava.

Nidaa214 MESI IN MULTICOLOR
E così ebbe inizio il periodo di esilio. Di giorno in giorno, Nidaa si dedicò a ricreare una piccola oasi di vita e colore, in contrapposizione alla grigia devastazione di Gaza, contesa tra gli israeliani e gli uomini di Hamas a suon di bombe, sparatorie e combattimenti. Nidaa, nel frattempo, di giorno in giorno sperimentava composizioni sempre differenti e le immortalava con la macchina fotografica, aspettando sempre il momento giusto per ottenere la sfumatura adeguata o quell’ombra abbastanza intensa da creare contrasti caravaggeschi.

b4f72999042bedc663a9e8166ef0a70cLA RECLUSIONE CONTINUA
Nidaa, negli ultimi mesi, ha tentato di uscire, grazie anche alle insistenze degli amici. L’occasione era la presentazione della sua mostra, Cento giorni di solitudine, allestita a Gerusalemme. Ma Israele non le ha accordato il permesso per abbandonare la Striscia. E l’assenza di elettricità le ha impedito anche di collegarsi via Skype. Oggi, Nidaa continua il suo viaggio interiore tra quelle mura colorate. Le poche volte che esce dal suo ritiro cromatico, è costretta a indossare il velo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Lascia un Commento

*