Una youtuber in sala doppiaggio

di Silvia Di Paola
La webstar Greta Menchi presterà la sua voce a una delle protagoniste del film L'A.S.S.O. nella manica. In questa intervista ci racconta chi è e ci spiega come sopravvivere ai social.

greta-menchi-video-greta-menchi-intervistaChi di voi sa di essere un ASSO? O lo è senza saperlo? ‘A.S.S.O.’ significa ‘Amica, Sfigata, Strategicamente, Oscena’: è la bruttina che le amiche belle si portano dietro per far da tramite col mondo e per far risplendere la loro bellezza nel crudele, sfacciato, inevitabile confronto. È l’amica che tutto ingoia, troppo buona per vomitartelo addosso prima o poi. È la compagna di scuola paziente che compensa la mediocrità dell’aspetto con un cervello brillante, così serve anche per passarti i compiti più difficili. L’A.S.S.O. nella manica è il titolo del film tirato fuori dal bestseller Quanto ti ho odiato di Kody Keplinger (Newton Compton, pp. 281, 9,90 euro), già campione di incassi negli States e dal 19 agosto nei nostri cinema.

TD_08893_C_a6447da5-1871-e411-bad0-d4ae527c3b65GRETA MENCHI AL DOPPIAGGIO
Il target di riferimento del film è lo stesso che la youtuber Greta Menchi rappresenta in tutto e per tutto con i suoi 245.000 fan su FB e 291.000 iscritti al canale YouTube. Per questo proprio lei è stata scelta tra i doppiatori della versione italiana del film che, prima dell’uscita, viene presentato mercoledì 22 luglio in anteprima al Giffoni Film Fest. Greta Menchi firmerà autografi e incontrerà la folla di fan che la segue ogni giorno sui suoi canali vivendo ogni step della sua vita quotidiana, dall’insonnia alla scelta del colore dei capelli, dal trucco ai viaggi, dai consigli per gli acquisti ai consigli per gli uomini. E lei, appena ventenne e piena zeppa di curiosità e voglia di fare, gongola, soddisfatta e appena stordita da questa prima volta in un film.

tumblr_noaj9jUpym1td3xvgo1_1280DOMANDA: Com’è andata?
RISPOSTA: Doppiare è stato stupendo ed eccitante, anche se difficile per via del mio accento romano. Ho dovuto lavorarci moltissimo per eliminarlo, ma non mi sono tirata indietro. Questo è da sempre il mio sogno.
D: Recitare?
R: Non solo. Ho sempre sognato di partecipare a un film, in un modo o nell’altro, ma più di tutto amo cantare. Mi piacerebbe farlo parallelamente alla recitazione. Non saprei dire cosa mi piace di più perché è come se dovessi scegliere tra la lasagna e la pizza, non saprei farlo.  Ma forse mi sento più portata per il canto perché mi piace il rapporto live, il contatto con le persone nel momento in cui sei su un palco e trascini loro nella tua emozione. Diciamo che per me sarebbe il massimo far parte di un musical.
D: Ma hai già dei progetti o delle offerte?
R: No, per ora mi sto affidando a Youtube per realizzare le mie idee, ho appena compiuto 20 anni e questo è il mio mondo. Mi sento molto a mio agio con le tante persone che mi seguono e con cui posso condividere buona parte della mia vita quotidiana, anche le piccole cose.
photo.jpgD: Vuoi dire che Youtube ha cambiato la tua vita?
R: Assolutamente, mi ha aiutato a rendere pubblico il mio diario personale, un quadro della mia vita. Ora di me e delle mie scelte parlo con decine di persone. Finalmente mi sento parte di qualcosa, proprio io che non sono mai stata negli scout e non ho mai partecipato a nulla. Per questo, comunque vada, il mio diario ci sarà sempre. Ci tengo molto, adoro montare i video e forse mi piacerebbe un lavoro registico, sono affascinata dal mondo dello spettacolo.
D: Ami anche le serie tv?
R: Sì, spesso guardo serie. American Horror Story è la mia preferita ed è geniale, se l’avessi inventata io sarei una grande.
D: Ma, tornando al film, in quale personaggio del film ti sei riflessa?
R: Soprattutto nella protagonista, perché io sono sempre stata un po’ l’ASSO della situazione, quella a cui tutti chiedono delle amiche, quella sempre con la tuta e senza il trucco. Anche se, piano piano, dalle medie ad oggi sono cambiata. Alle medie, insomma, non ero mai truccata e non sono mai stata la figona della scuola. Semmai l’opposto.
maxresdefaultD: Ora, però, insegni alla tue coetanee come imporsi per non essere un ASSO. Sei diventata un riferimento per molti…
R: Sì, ora mi sento a mio agio, in qualche modo sono un’icona ma il mio aspetto lo decidio io, dai capelli colorati al basic negli abiti, creo il mio stile che mi rappresenta, non inseguo mode altrui e aiuto gli altri a superare insicurezze e cercare sé stessi e un proprio stile. Non tutti si accettano per quello che sono. Io consiglio a tutti di non pensare che le proprie montagne siano insuperabili.
D: Qual è il nucleo del tuo messaggio?
R: Aiuto gli altri ad affrontare gli stessi problemi che io ho sconfitto da piccola. Cerco di trasmettere, anche se sembra banale, l’idea che non devi indossare ciò che indossano tutti ma cercare te stessa, cerco di far capire che io sono sempre stata quella che mi sono sentita, al di fuori fuori dalla moda.
D: E oggi come ti rapporti alla moda?
R: Con libertà assoluta. Prima non potevo dire la mia, ora su Internet posso. Ora tutto è più versatile e soggettivo. La moda dei grandi stilisti mi affascina, così come le modelle con un carattere alla Kate Moss, che non si limitano a essere solo un corpo con addosso un vestito. Seguo le sfilate e discuto con le mie amiche che studiano moda. Ma io sono una che mangia da McDonald, non potrei mai essere davvero alla moda.
gretaD: E nel concreto? Nelle scelte personali?
R: I capelli cambiano ogni settimana colore ma non esagero con gli accessori perché preferisco la comodità. Mi importa che tutto sia funzionale. Mi piacerebbe anche poter vestire sempre griffato e sperimentare nuovi look: il vestito permette di sottolineare degli aspetti di sé che altrimenti non verrebbero fuori.
D: Ma hai dei colori di preferenza nel tuo alfabeto espressivo?
R: No, dipende dal momento. Quando faccio la valigia, decido che cosa portare con me solo sul momento. Comunque amo il nero, anche se sono molto solare: è qualcosa che sta con tutto.
D: Oltre allo stile che ognuno deve crearsi alla ricerca della definizione di sé, l’altro tema del film è il cyberbulismo. Quanto è diffuso in Italia?
R: Molto, purtroppo. Nei film un po’ si esagera, ma non più di tanto: la bella di turno che butta giù i libri alla brutta qui non c’è, ma il cyberbullismo è una piaga anche da noi. Io stessa, quando ancora non ero nota e avevo solo profili privati, ricevevo spesso critiche violente. Molte non si rendono conto della portata di ciò che postano. Magari il video diventa virale e da un momento all’altro ti trovi on line con migliaia di persone che non ti conoscono e ti criticano sul personale. È tremendo.
D: Come mai il cyberbullismo ha queste caratteristiche?
R: La cattiveria di chi scrive on line è spesso repressa, gigantesca, ma nascosta dietro un pc. Prendiamo l’esempio di una sfigata presa di mira, a cui vengono sottratte delle foto private: si tratta di violenza inaudita, ma più comune di quanto non sembri. È successo da poco  a un ragazzo americano: gli è stato rubato su iCloud un video privato in cui stava con la sua ragazza ed è diventato subito virale.
D: Cosa consigli alle tue coetanee?
R: Stare molto attenti a ciò che si posta perché su Internet nulla può essere cancellato. Anche se si viene minacciati, poi, bisogna chiedere aiuto a cominciare dalla propria famiglia e farlo subito.

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