Il 'J'accuse' di Alessandra

Il governo Renzi, la rete misogina, l'agenzia di comunicazione che l'ha vestita da ferrotranviere. Ecco gli indiziati responsabili della sconfitta di Moretti alle regionali in Veneto.

moretti

«Stasera voglio togliermi qualche sassolino dalle scarpe». Ha esordito così Alessandra Moretti alla festa del Partito democratico del quartiere Saval di Verona. Ex candidata alla presidenza della regione Veneto, con il suo 22,8% di voti ottenuti ha incassato quella che i politologi hanno definito la peggiore performance del centrosinistra nell’era repubblicana. Eppure, a due mesi dalla bruciante sconfitta, non è tempo per i ‘mea culpa’ ma per i ‘j’accuse’. E chi accusa Alessandra Moretti del suo insuccesso? Il primo indiziato è Matteo Renzi. Colui che le aveva fatto lasciare il seggio conquistato a Strasburgo appena sei mesi prima a suon di «Ale abbiamo bisogno di te», quello che «Se fallisce lui, fallisce tutta la nostra generazione». Ma non è il solo.

RENZI E IL PESO DI ESSERE ‘LADYLIKE’
«I nostri elettori hanno punito severamente il governo Renzi e il mio errore è stato voler far passare il messaggio che ci fosse un forte collegamento tra la mia candidatura e il governo nazionale. Questo è stato profondamente sbagliato, perché il Veneto è geloso della sua autonomia e vuole conservare una contrapposizione», ha esordito Moretti. «Un governo che ha messo in piedi non una ma quattro riforme alla vigilia del voto ci ha penalizzato». In particolare verso quel bacino di elettorale composto da insegnanti e sindacati che storicamente si schierano con la sinistra. «La Camusso è venuta in Veneto a dire di votare scheda bianca penso che una cosa del genere non sia mai successa prima in Italia», ha sottolineato. Ma la politica non è l’unica indiziata: quella ‘maledetta’ intervista rilasciata a Corriere.it , nella quale per intendersi si parla di estetiste e outfit, ha avuto il suo peso. Non per quello che lei stessa ha detto puntando la telecamera, certo, ma per come è stata accolta. «Possiamo dire che siamo un popolo di ipocriti? Non ho mai visto una simile cattiveria mista a misoginia come quella nei miei confronti in quell’occasione. Ma quante stupidaggini escono dalla bocca degli uomini che fanno politica? E perché se io dico una cosa, il cui messaggio per altro rivendico, devo essere massacrata?», ha continuato.

alessandra moretti a rovigo

UNA PAROLA BUONA PER TUTTI
Terza indiziata l’agenzia che ha seguito la campagna elettorale della candidata. «La strategia è stata completamente sbagliata, non mi hanno fatto quasi mai andare in televisione dicendo che ero sovraesposta, proprio mentre Zaia era su ogni canale. Mi sono dovuta vestire con un look castigato, da ferrotranviere. In definitiva, hanno cercato di dare un’immagine di me che non era credibile, quella non ero io». Neanche la presenza massiva sul territorio sarebbe stata una scelta azzeccata. «Un inutile e massacrante tour de force mi ha portato a dedicare lo stesso tempo a un comune di duecento abitanti rispetto al comune capoluogo. E alla fine non ha pagato». Errori, forse, da principiante. Ma la piccola platea della festa pd di Verona non abbia dubbi: adesso «Torna la vera Alessandra Moretti» ha assicurato. Pronta a fare opposizione dura ma leale a Zaia, a contribuire alla costruzione di un Partito democratico credibile in Veneto, a tirare per la giacca ministri e sottosegretari, se serve. Sempre in stile ‘Ladylike‘.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , , Data: 21-07-2015 12:53 PM


2 risposte a “Il ‘J’accuse’ di Alessandra”

  1. fulvio scrive:

    Cara candidata …. Ma perché non va a spanare la meliga?
    La gente non la vota perché evidentemente la ritiene
    tutta chiacchiere e tailleur …. nessun programma, nessuna idea convincente, nessun appeal sulle masse.
    Avrebbe anche potuto mettersi un sacco di juta o un vestito di Armani diverso per ogni incontro … ma si fidi la sostanza non sarebbe cambiata !
    Un po’ di sana autocritica le farebbe un gran bene!

  2. Vittorio Quarta scrive:

    Ma c’era bisogno di un’agenzia di make-up per presentarsi dignitosamente nel Veneto. Che non siam la stessa che ha alimentato di foto le testate gossip, inducendo qualche ingenuo a votare Gilletti>?

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