Dieta zero con prudenza

Perdere due chili in una settimana? Si può, adottando questo regime alimentare che basa la sua efficacia sul fenomeno della chetogenesi. Scopriamo che cos'è e chi può permettersela.

ThinkstockPhotos-187880282Lotta senza quartiere a zuccheri e carboidrati. È il pilastro della dieta zero, così denominata proprio perché prevede l’azzeramento dei due nutrienti. L’obiettivo è forzare l’organismo ad attingere ad altre risorse, in particolar modo il grasso. I risultati? Strabilianti, visto che si possono perdere addirittura due chili in una settimana. Ma attenzione: si tratta di una dieta particolarmente stressante per l’organismo, e per questo motivo va seguita per periodi di tempo davvero limitati.

NON È PER TUTTI
La dieta zero infatti viene anche chiamata chetogenica, vale a dire che induce l’organismo ad andare in uno stato di chetosi. La chetosi è un fenomeno che stimola la produzione di corpi chetonici, che di per sé sono tossici e costringono fegato e reni a un lavoro supplementare per poterli smaltire. Insomma, la dieta zero è piuttosto estrema e di sicuro non è tra le più salutari. Se ve la sentite di affrontarla, ecco le fasi che dovete attraversare.

ThinkstockPhotos-153902892ORGANIZZARSI BENE
Prima di intraprendere la dieta, è necessario organizzarsi stabilendo ingredienti e quantità dei 4 pasti giornalieri. A proposito di ingredienti, devono essere proteici e ricchi di fibre, per garantire un senso di sazietà. Spazio alla verdura dunque (ma patate e carote sono bandite). Pesce, uova e carni bianche sono i benvenuti. Se non si può fare a meno dei carboidrati, si può mangiare dell’avena. Per quanto riguarda i grassi, invece, sì all’olio, alle noci, alle mandorle.

ThinkstockPhotos-152962451IL DURO INIZIO
Gli alimenti appena elencati sono fondamentali nella prima fase della dieta. Si tratta, ovviamente, della fase più complicata da attraversare, durante la quale i morsi della fame e le abitudini alimentari di tutti i giorni cercheranno di farvi cadere in tentazione. Carboidrati, frutta e alcol sono tabù.

ThinkstockPhotos-187747353PROGRESSI DA MANTENERE
La seconda fase prevede un allentamento del regime alimentare ‘zero’. Le porzioni aumentano pian piano e gli alimenti ‘zero’, una volta riavviato il metabolismo, non sono più così importanti. Portata a termine la seconda fase, si può iniziare con la terza. L’obiettivo di quest’ultimo step è conservare la forma ritrovata, per non far sì che giorni di sacrifici si risolvano con un nulla di fatto.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , , , Data: 17-07-2015 10:19 AM


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