Una app per il sesso consenziente

Stupro o non stupro? Nei campus americani, complice l'alcol, a volte è difficile capirlo. Così è stata inventata un'applicazione con la quale sarà possibile esprimere il proprio reciproco consenso.

we-consentNei campus americani, tra festini e confraternite, succede un po’ di tutto. I rettori e gli organi istituzionali non ne vanno certo fieri, ma alla fin fine ciò che succede rimane quasi sempre tra le mura del college. Tranne quando un incontro degenera in uno stupro, e allora il buon nome degli atenei viene infangato. Per evitare che questi scandali possano ripetersi, Michael Lissak ha dato vita all’app We-Consent, dove si potrà registrare con una breve clip di 20 secondi il reciproco consenso ad avere un rapporto sessuale.

FUNZIONERÀ?
A finire nei guai sono spesso gli atleti, sicuramente i più ricercati dalle cheerleader e dalle varie reginette dei concorsi di bellezza. A volte sono effettivamente colpevoli, altre volte no. Ma, spesso, la situazione è ambigua. We-Consent dovrebbe proprio prevenire questa ambiguità, fornendo una sorta di ‘paracadute legale’ per le parti in causa. Esiste anche What-about-no, che serve a ribadire il proprio diniego. I giudizi sulla app finora sono sia positivi che negativi. Se da una parte viene lodata per aver introdotto la trattazione di un tema così delicato all’interno del mondo digitale, dall’altra alcuni ritengono che i violentatori potrebbero estorcere il consenso minacciando fisicamente le vittime.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , , Data: 14-07-2015 04:42 PM


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