Il sito che racconta l'inferno Isis

di Alexis Paparo
Open your Eyes è una piattaforma di contro-narrazione che testimonia cosa vuol dire vivere nello Stato Islamico. Il progetto parte dall'Uk, dove sono in tanti a abbandonare tutto per abbracciare la follia jihadista.

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«Non c’è vita con l’Isis, solo stupro e omicidio» Bushra ha 21 anni, è yazida e parla per esperienza. Schiava del sesso dei jihadisti, passata di mano in mano fin quando non è riuscita a fuggire con la sorellina di 14 anni anche lei progioniera, ha compiuto un viaggio dal campo profughi che la ospitava fino alla Saltley Academy di Birmingham, Uk. Insieme a lei Munira, 16 anni, per un anno nelle grinfie del guerriglieri dello Stato Islamico, e Noor, che aveva 18 anni quando l’Isis arrivò nel suo villaggio, uccise tutti gli uomini e rapì le ragazze. Bushra, Munira e Noor hanno abbandonato il campo profughi che chiamano casa e dove sperano un giorno di riabbracciare qualcuno dei familiari per una missione importante. Testimoniare che inferno è vivere sotto L’Isis e qual è la sorte delle ragazze che, plagiate da guerriglieri bravi a dipingere in modo avventuroso, romantico e idilliaco ciò che solo follia, si propongono come spose del jihadisti.

SERVE UNA CONTRO-NARRAZIONE
«La propaganda pro-Isis è una macchina rodatissina e c’è bisogno di una contro-narrazione», spiega Henna Rai dell’associazione Upstanding Neighbourhoods. Specialmente in Gran Bretagna, dove continuano a emergere le storie di cittadini e cittadine britanniche che lasciano il loro Paese per unirsi all’Isis. Ecco perché è nata la piattaforma Open your Eyes, che contiene fotografie e documenti video che testimoniano storie di musulmani che spiegano quanto sia distorta e folle l’ideologia dei jihadisti, e di persone scappate dai territori in Siria e Iraq controllati dallo Stato Islamico.

Le tre yazide parlano con gli studenti di Birmingham.

Le tre yazide parlano con gli studenti di Birmingham.

LE SCHIAVE DI GUERRA DELL’ISIS
«Mi hanno separato dalle mie sorelline di 5 mesi e 4 anni e da mio fratello di 8», ha raccontato Munira. «Sono finita nelle mani di un 60enne che ha continuato a stuprarmi per mesi dicendomi ‘tu sei la mia schiava di guerra‘. Ho desiderato di morire».  La 15 enne è poi riuscita a scappare ma fratelli e sorelle rimangono ancora prigionieri. Bushra è stata nvece tenuta prigioniera insieme alla sorella 14 enne da quello che sembrava essere un amico della famiglia. «Eravamo scappati sulle montagne ma lui ci ha ingannato, assicurandoci che saremmo potuti tornare al villaggio». Quando, dopo mesi di prigionia, Noor ha tentato di scappare è stata violentata per punizione da sei uomini contemporaneamente. «Per due giorni non ho potuto muovere essuna parte del mio corpo». Ho vissuto e visto cose indicibili: finché tutte le donne  in mano all’Isis non saranno liberate non potrò mai avere speranza nel futuro».

IL PASSAPAROLA DEI 10 MILA 
Ma internet non basta: Open Your Eyes spera di reclutare 10 mila  giovani che riescano a raggiungere  e parlare con coloro che starebbero per avvicinarsi all’Isis e magari a partire, oltre che fornire uno spazio per dare la possibilità alle vittime di raccontare la loro storia. «l’Isis ha rovinato completamente la reputazione dell’Islam e dei Musulmani», ha spiegato Zishaan Hussain, studente dell’istituto di Birmingham, dopo aver ascoltato la testimonianza delle tre yazide. Il 15 enne è rimasto così colpito dai racconti da decidere di diventare uno dei 10 mila del progetto Open your Eyes. «Perché è questo che ha fatto a me, mi ha aperto gli occhi».

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