Valentino, inno a Roma

Pepli classici, cappotti che riproducono intarsi di broccato, gioielli ispirati al Satyricon. Una dichiarazione d'amore alla città eterna, casa della maison.

Haute Couture Fall/Winter 2015/16: Valentino

Velluto nero, oro, un tocco di regale rosso: l’alta moda di Valentino è sobria e insieme sensuale, sacrale, castigata e provocante, come la classicità di Roma, come il suo medioevo e il suo rinascimento, come la romanità pontificia. Ed è questo che la sfilata della haute couture Valentino ha voluto offrire a oltre 700 ospiti venuti da tutto il mondo per l’evento. Il fulcro è  davanti a Palazzo Mignanelli, sede della maison, accanto alla scalinata di Piazza di Spagna: la passerella è stata realizzata come una passeggiata archeologica stilizzata in uno scenario dove sono stati simbolicamente ricreati perfino i pini di Roma. «Sfilare qui  è fortemente simbolico, ci ha indotto a soffermarci sui temi che hanno sempre caratterizzato le nostre collezioni, la romanità e la couture come cultura» dicono i due creativi Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli.

UN DISCORSO SU ROMA
Nelle 59 uscite sfila il senso sacro e anche l’aspetto più dark e misterioso della capitale. Sontuose cappe di lana e velluto che riproducono le arcate del Colosseo, un lungo cappotto di intarsi in broccato che sembra un pavimento cosmatesco, abiti drappeggiati come pepli, il paletot in lana double con le pieghe arricciate a raggiera sulla schiena, e quello con gli alamari di tono militare realizzati dagli artigiani specializzati negli arredi sacri.I gioielli sono ispirati al Satyricon e realizzati dall’orafo scultore Alessandro Gaggio. Alla fine tutti in piedi ad applaudire, la figlia dello sceicco del Qatar, proprietario della maison, Valentino Garavani,  Tilda Swinton, Gwyneth Paltrow, il cantante Mika, Luca Zingaretti e Luisa Ranieri, Alessandra Mastronardi, Alba Rorhwacher e Ambra Angiolini. E anche gli anonimi romani che hanno avuto la fortuna di poter guardare lo spettacolo dalla finestra.

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