«Per noi la Germania è il nemico»

di Matteo Mazzuca
Il no espresso dai greci nel referendum contro le politiche di austerity è una forma di resistenza dalle radici profonde, che risalgono fino all'occupazione tedesca durante la Seconda guerra mondiale.

2A4E7C7D00000578-3152216-image-m-127_1436280714598Quando a marzo Alexis Tsipras aveva ricordato alla Germania che la Grecia stava ancora aspettando di vedersi pagare i debiti di guerra, molti avevano pensato a una semplice provocazione. In realtà, stando al Daily Mail, il sentimento antitedesco non si è mai spento del tutto nel popolo greco, dopo i sanguinosi fatti della Seconda guerra mondiale. E, anche per questo motivo, il no alle politiche di austerity ha trionfato nel referendum che rischia di spaccare l’Europa.

2A4CF3BD00000578-3152216-image-a-108_1436279759973DIFFIDENZA RECIPROCA
La memoria collettiva dei greci è stata segnata in particolare dal massacro di Distomo. Nel giugno del 1944, quattro giorni dopo lo sbarco in Normandia degli Alleati, 218 civili inermi vennero trucidati dalle SS, che non risparmiarono nemmeno le donne, i vecchi e i bambini. «Votare no ci è sembrata una forma di resistenza contro l’occupazione tedesca», spiega il 75enne Argyris Sfountouris, che all’epoca del massacro aveva solo 4 anni e vide i genitori uccisi sotto i propri occhi. Nonostante la firma di numerosi trattati, insomma, tra Grecia e Germania nel corso degli ultimi decenni le reciproche diffidenze non sono venute meno, e i contrasti di un tempo, apparentemente appianati, si sono nuovamente acuiti a causa delle ultime vicende economiche che vedono la Grecia a un passo dal default.

2A4CEF5000000578-3152216-image-a-107_1436279611672TEDESCHI IERI, TEDESCHI OGGI
I reduci del massacro di Distomo sono fermamente convinti che le difficili condizioni in cui oggi vivono sono da imputarsi ai danni causati dall’occupazione tedesca protrattasi dal 1941 al 1944. L’82enne Eleni Nikolaou-Sfountouri si dice profondamente rattristata nel vedere che la Grecia, dopo tanti anni, torna a soffrire a causa della Germania, e lancia un messaggio alla cancelliera Angela Merkel: «Pensi a quanto abbiamo sofferto a causa di quanto il suo Paese ci ha fatto subire nel passato. Quindi ora, per favore, provi a fare il suo meglio per aiutarci».

2A4EEA5600000578-3152216-image-a-128_1436281281580DISPREZZO
Ovviamente, la questione del debito diventa quasi marginale per le persone che hanno sofferto vedendo i propri parenti uccisi barbaramente. L’infanzia dei bambini di allora è stata rovinata, e se alcuni hanno avuto la fortuna di crescere con i nonni, altri sono stati destinati agli orfanatrofi. L’occupazione, i risarcimenti di guerra giudicati insufficienti e, adesso, le pressioni per adottare una gravosa politica di austerity sono tre elementi che, insieme, non fanno altro che rafforzare i sentimenti negativi dei greci nei confronti della Germania. «Non li odio. Li disprezzo. Per me la Germania è il nemico», conclude Eleni.

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