Fatima condannata

di Alexis Paparo
Chi è Maria Giulia Sergio, inghiottita dall'Islamismo radicale e diventata foreign fighter e reclutatrice per l'Isis. Il tribunale le ha inflitto una pena a nove anni di reclusione per terrorismo.

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Nove anni di reclusione per terrorismo internazionale e organizzazione di viaggi a fine di terrorismo. È la condanna inflitta a Maria Giulia Sergio, l’italiana partita a settembre 2014 con il marito e la suocera per combattere la ‘guerra santa’ in Siria al fianco dell’Isis. Una sentenza storica in Italia, perché è la prima a condannare un foreign fighter mentre questo si trova ancora all’estero. Condannato a quattro anni anche il padre, a cui però sono state riconosciute le attenuanti («Non vuole più avere niente a che fare con lei», ha dichiarato la difesa). Il marito Aldo Kobuzi, invece, è stato condannato a  10 anni.

UNA CONVERSIONE RADICALE
Nata a Torre del Greco, 27 anni fa, Maria Giulia sarebbe stata cattolica da bambina, come il resto della sua famiglia. Una fede, anche in questo caso, totalizzante, come avevano riferito dei conoscenti in Campania. Le crescenti difficoltà economiche avevano poi portato la famiglia a spostarsi a Inzago, in provincia di Milano. La prima ad abbracciare la fede islamica fu Marianna, dopo il matrimonio con un ragazzo egiziano. Successe lo stesso per Maria Giulia che si  convertì nel 2009, dopo essersi unita a ragazzo marocchino pizzaiolo a Inzago, poi abbandonato perché di «fede non salda».  Fu in questo periodo che l’ideologia radicale la inghiotte. Il 1 e il 15 ottobre 2009 era comparsa in tv a Pomeriggio Cinque per confrontarsi sul tema ‘Donne e Islam‘ con Daniela Santanché. È una delle ultime occasioni in cui la ragazza, allora 21enne,  indossò l’hijab, poi abbandonato per il più coprente niqab. Sul suo profilo Facebook erano iniziate a circolare messaggi come «Allahumma rinsalda le nostre gambe e dacci la vittoria sui miscredenti»,  le era stato rifiutato il passaggio su un autobus perché coperta interamente dal niqab, così come la sorella se fu identificata dai carabinieri di Trezzo d’Adda per essere entrata coperta allo stesso modo all’ufficio postale.

«PRENDI LA MAMMA PER I CAPELLI E PORTALA IN SIRIA»
«Noi dobbiamo odiare i miscredenti, a questa gente deve essere tagliata la testa». «Non vedo l’ora di morire da martire». «Il nostro capo di stato è Abu Bakr al Bagdadi». E ancora: «Noi non siamo musulmani d’Italia, noi siamo qui nel Califfato per fare il jihad: noi uccidiamo per questo». «Prima abbiamo fatto la guerra, poi abbiamo bruciato le chiese. E ora abbiamo tutta la Siria». «Papà, tu sei chiamato dall’Islam, tu comandi in casa: prendi la mamma per i capelli e portala qui in Siria. Tu sei il marito, lei è obbligata a obbedire». Secondo le anticipazioni de l’Espresso, Maria Giulia, che da tempo aveva scelto di rinascere jihadista con il nome di Fatima, si rivolgeva così su Skype ai genitori dalla Siria non immaginando di essere intercettata. E sono state proprio questi messaggi a convincere i magistrati di Milano a far scattare la retata. Anche perché la ragazza era molto probabilmente riuscita a convincere la sorella di 31 anni, il padre Sergio, 61, e la madre Assunta, 60, a raggiungerla nel territorio governato dal Califfato islamico. Proprio nei giorni scorsi i tre avevano ritirato il passaporto da rinnovare e messo in vendita i mobili di casa.

MESI DI INTERCETTAZIONI
Ma le comunicazioni fra la giovane e la sorella erano intercettate già dal novembre 2014. Ben attente a non usare telefonini o email, secondo quanto riportato in un manuale dell’Is diffuso anche in italiano, le due sorelle e la presunta reclutatrice avevano giustificato ed esaltato la strage contro il giornale satirico Charlie Hebdo, l’uccisione del pilota giordano bruciato vivo in una gabbia, gli incendi di chiese cristiane, gli attentati.  Le ragazze sarebbero accusate anche di aver indottrinato e reclutato altri convertiti all’Islam. Alla madre, ancora dubbiosa sul trasferimento in Siria, che chiedeva e chiedeva se nello Stato islamico avrebbero avuto la lavatrice e potuto coltivare un orto.  aveva risposto:«L’orto? Qui ti daranno da coltivare tutta la Siria».

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , , , Data: 19-12-2016 11:50 AM


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