Violentate e bruciate vive, l'inferno del Sud Sudan

di Alexis Paparo
Bambine stuprate e date alle fiamme nelle loro case. Succede nello Stato di Unity, nel nord del Paese, dove l'esercito governativo ha lanciato un'offensiva contro i ribelli ma la preso di mira la popolazione locale.

NYHQ2014-0336

Violentate e bruciate vive nelle loro case da membro dell’esercito. Secondo un recente rapporto dell’Onu sarebbe questa la sorte toccata a ragazze e bambine del Sud Sudan, nato il 9 luglio 2011, per secessione dal Sudan. Il tutto sarebbe avvenuto nello stato settentrionale di Unity, e durante la campagna la campagna elettorale di aprile scorso. «La portata e il livello di crudeltà che ha caratterizzato i rapporti suggeriscono un odio che supera di gran lunga le differenze politiche», ha detto l’Onu. Secondo Al Jazeera, I membri della missione delle Nazioni Unite in Sudan hanno intervistato 115 vittime e testimoni oculari  che hanno riferito «diffusi abusi dei diritti umani» da parte dell’esercito nell’ambito di un’offensiva messa in atto contro i ribelli. Secondo quanto riferisce l’Onu, sarebbe però stata presa di mira la popolazione locale, e si sarebbero verificate uccisioni in massa di civili e distruzione di villaggi. Sarebbero oltre 100 mila gli sfollati.

È IN ATTO UNA GUERRA CIVILE
Le Nazioni Unite ora chiedono  al governo pieno accesso alle aree dove sono state segnalate le violenze. Fin dalla sua nascita, il Paese è lacerato da una guerra civile da quando il presidente, Salva Kiir, accusò il suo ex vice, Riek Machar, di aver organizzato un golpe. Da allora Kiir ha avviato una campagna militare, con omicidi di massa e violenze contro i ribelli che conta migliaia di morti e quasi due milioni di sfollati. I colloqui di pace sono crollati nel marzo 2015. Da allora violenze e scontri non hanno fatto che aumentare.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Publicato in: Attualità Argomenti: , , , Data: 30-06-2015 01:13 PM


Lascia un Commento

*