L'Islam fa tendenza

di Enrico Matzeu
Se il periodo del Ramadan è paragonabile al Natale cristiano, la moda non perde l'occasione e propone capsule collection e creazioni pensate per le musulmane, ma adatte a tutte.

I grandi marchi hanno da tempo adattato e immaginato le loro collezioni al mondo islamico. E in tempo di Ramadan, il mese sacro dell’Islam che prevede per i fedeli il digiuno dall’alba al tramonto, l’astensione dal fumo e dalle attività sessuali, hanno fiutato l’affare. Quest’anno, il mese più importante di tutto il calendario islamico va dal 18 giugno al 18 luglio e la moda si è adattata in modo sorprendente ai precetti del Corano.

DA RELIGIONE A BUSINESS
Le donne musulmane, specie durante il periodo del Ramandan, non possono farsi vedere al’esterno della loro abitazione con braccia e gambe scoperte e nella maggior parte dei casi indossano anche il velo in testa. Così i designer non si sono tirati indietro, proponendo una serie di capi e in alcuni casi addirittura intere linee, dedicate a loro. Non un gesto di solidarietà, quanto una precisa strategia di mercato. Pare, infatti, come già nel 2012 ha rivelato l’agenzia londinese Euromonitor International e come riportato anche dal New York Times, che il periodo del Ramadan possa essere considerato alla pari del Natale cristiano, almeno in termini di spese e regali che vengono fatti in quel periodo. Un modo, secondo il quotidiano americano, per dimostrare a parenti e amici il proprio affetto. È noto poi che molte donne dei paesi arabi più ricchi vengano in Europa a fare shopping nelle boutique più prestigiose e nei grandi magazzini più esclusivi.

La collezione di Tommy Hilfiger in vendita nei negozi mediorientali.

La collezione di Tommy Hilfiger in vendita nei negozi mediorientali.

LA MODA E L’ISLAM
E le griffe internazionali non si sono di certo tirate indietro. A partire da Tommy Hilfiger, che ha creato una capsule collection di undici pezzi, disponibile nelle sue boutique del Medio Oriente, così come DKNY che per il secondo anno consecutivo ha assecondato i gusti mediorientali con lunghi abiti in seta. Monique Lhuillier ha disegnato una serie di caftani, messi in vendita dal portale di e-commerce di lusso Moda Operandi. Anche il sito Net-a-Porter, specializzato nella vendita on-line di capi griffati, ha colto la palla al balzo e ha addirittura dedicato un’editoriale al Ramadan, con una vasta scelta di capi adatti alle donne musulmane a portata di click. Non è un caso dunque che da qualche settimana lo stilista Stefano Gabbana, continui a postare sul suo profilo Instagram foto di donne musulmane con indosso abiti e veli dell’ultima collezione di Dolce&Gabbana, o che Giorgio Armani nelle boutique on-line e in quelle reali nel Medio Oriente della linea Armani/Dolci, proponga confezioni di cioccolatini senza alcol. Business is business verrebbe da dire.

Una donna musulmana ritratta con un  abito Dolce&Gabbana sul profilo Instagram di Stefano Gabbana.

Una donna musulmana ritratta con un abito Dolce&Gabbana sul profilo Instagram di Stefano Gabbana.

SHOPPING DURANTE IL RAMADAN
Così anche LetteraDonna.it vuole dare qualche consiglio alle donne musulmane che non vogliono perdere le tendenze del momento, indossando abiti che le rendano davvero glamour. Per coloro che vogliono puntare su un  abito, il caftano chiaro di Oscar de la Renta sembra ispirato alle Mille e una notte, mentre più contemporaneo è l’abito in chiffon a pois bianchi su fondo blu firmato Saloni. Dolce&Gabbana, poi, propone la fantasia a maiolica, leitmotiv della stagione in corso, in un lungo abito a balze in seta. In testa i foulard azzurri di Mango sono in questo caso l’ideale. Largo spazio anche ai pantaloni, lunghi e morbidi, come quelli con fantasie arabeggianti di Zara o quelle più stilizzate di Etro. Infine le gonne lunghe, altro must di questa calda stagione: DSquared2 la vuole in pizzo nero e oro, mentre per Marta Ferri sono le coloratissime fantasie astratte ad avere la meglio.

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