«Così 'salvo' i carcerati»

di Alexis Paparo
Chi è Victoria Pratt, la giudice-mamma che 'condanna' i suoi imputati a scrivere temi intitolati «come mi vedo fra 5 anni». E i tassi di recidiva sono fra i più bassi degli Stati Uniti.

victoria pratt«Non vi è libertà ogni qual volta le leggi permettano che, in alcuni eventi, l’uomo cessi di essere persona e diventi cosa». Lo scriveva Cesare Beccaria in Dei delitti e delle Pene. Adesso, a secoli e migliaia di chilometri di distanza, la giudice Victoria Pratt, che presiede una sezione della Municipal Court di Newark, sta provando a rivoluzionare la giustizia americana partendo da qui. Non punire ma rieducare, ‘condannando’ gli imputati a scrivere temi intitolati «come ti vedi tra 5 anni?», a tornare a scuola, a frequentare centri di reinserimento e a svolgere lavori socialmente utili. I risultati parlano da soli: il 70% di chi incontra nella sua aula completa il percorso di reinserimento e i tassi di recidiva dei suoi imputati sono fra i più bassi degli Stati Uniti.

UNA CITTÀ DIFFICILE
Nata 42 anni fa a Newark da padre afroamericano e madre dominicana, Pratt esercita in una cittadina di 250 mila abitanti che ha uno degli indici di criminalità e povertà più alti degli Stati Uniti. L’ 85- 90 % di chi si trova davanti è tossicodipendente, più del 40% ha problemi mentali. Molti hanno entrambi. Sono soprattutto afroamericani e giovani che non sanno impiegare diversamente il proprio tempo e vivono di piccolo spaccio e furti. Recentemente la giudice si è trovata di fronte una donna che era stata già arrestata 101 volte.

PERSONE NON COSE
In un posto così il pugno di ferro semplicemente non serviva. Ecco allora l’idea, semplice e coraggiosa allo stesso tempo: gli imputati sono più inclini a rispettare la legge se il sistema non le umilia ma le tratta con rispetto. Come persone appunto e non cose. Così dal 2007 al 2009 Victoria Pratt e la presidente del consiglio municipale di Newark Mildred C Crump decidono di invertire la rotta. Si ispirano all’attività del giudice Alex Calabrese all’interno del Red Hook Community Justice Center di Red Hook, quartiere di Brooklyn considerato la capitale americana del crack. La giudice si trova davanti un collega che guarda negli occhi gli imputati, si congratula con i successi, gli chiede i piani per il futuro, spiega le cose chiaramente e parla la lingua di chi si trova davanti, slang incluso.

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COME UNA MADRE AMOREVOLE
«Buongiorno, come va oggi? Cosa è successo?». Da 6 anni le persone che transitano nell’aula di Pratt si sentono rivolgere prima di tutto questa domanda. E poi si trovano di fronte una donna che è davvero interessata a quello che dicono, alla loro vita, che li sprona a immaginare il proprio futuro. Come una madre amorevole e un po’ severa. L’assegnazione del tema«come ti vedi tra 5 anni», è uno dei suoi grandi classici. E spesso fa emergere desideri e sogni ignorati anche dall’autore. E che lo aiutano a riscoprirsi e a smettere di «fare stupidaggini», come le ha detto un giovane imputato che la Pratt ha spedito al college, per legge.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , Data: 24-06-2015 01:06 PM


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