Un Oscar per le pari opportunità

di Matteo Mazzuca
Dopo Patricia Arquette, anche Meryl Streep si schiera per la salvaguardia dei diritti delle donne. E lo fa scrivendo direttamente al Congresso.

attends SeriousFun Children's Network 2015 New York Gala: An Evening of SeriousFun Celebrating the Legacy of Paul Newman at Avery Fisher Hall at Lincoln Center for the Performing Arts on March 2, 2015 in New York City.Le attrici hollywoodiane, ancora una volta, si schierano a favore delle pari opportunità. Se Helen Mirren e Maggie Gyllenhaal avevano circoscritto le loro accuse all’industria del cinema, Meryl Streep non ha paura di mirare ancora più in alto e battersi per tutte le donne, qualsiasi sia il loro lavoro. Così si è appellata direttamente al Congresso americano. L’obiettivo? Aggiungere alla Costituzione un emendamento che garantisca ufficialmente alle donne gli stessi diritti garantiti agli uomini.

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Patricia Arquette.

LE STAR IMPEGNATE Meryl Streep non è il primo premio Oscar a esporsi su questo tema. Già a febbraio Patricia Arquette, nell’accettare l’Oscar come miglior attrice non protagonista, aveva lanciato dal palco del Dolby Theatre di Los Angeles un appello affinché venisse riconosciuta la parità di retribuzione tra uomini e donne, sottolineando anche che più le donne invecchiano, meno soldi guadagnano.

equalUN LIBRO E UNA LETTERA Meryl, invece, che a ottobre sarà nelle sale cinematografiche nei panni della suffragetta Emmeline Pankhurst, ha deciso di agire inviando a tutti i membri del Congresso un libro, Equal Means Equal, e una lettera in cui si rivolge direttamente ai senatori e agli eletti della Camera dei rappresentanti. L’obiettivo, appunto, è dare un sostegno concreto all’emendamento sulle pari opportunità, che nel corso dell’ultimo secolo ha avuto un cammino piuttosto travagliato.

La suffragetta Emmeline Pankhurst.

La suffragetta Emmeline Pankhurst.

UN CAMMINO TORTUOSO L’emendamento sulle pari opportunità era stato già proposto nel 1920, ma il Congresso diede il via libera solo nel 1972. Da quell’anno, fino al 1982, l’emendamento è stato inviato ai singoli Stati per la ratifica, ma non si è mai raggiunto il quorum di 38 Stati necessario per l’inclusione nella Costituzione. A opporsi furono soprattutto l’Arizona, il Nevada, lo Utah e altri Stati del profondo Sud. Ma ora, grazie all’impegno di Meryl, la battaglia potrebbe ricominciare e trovare quella risonanza mediatica che finora era sempre mancata.

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Publicato in: persone, Protagonisti Argomenti: , , , , Data: 24-06-2015 11:35 AM


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