Spiagge da scrittori

di Stefania Romani
Alla scoperta delle coste italiane che hanno ispirato autori e artisti, da Venezia ad Aci Trezza.

I litorali del nostro Paese nascondono angoli che hanno ispirato pagine di capolavori. Se il Lido e la Laguna di Venezia sono avvolti dall’atmosfera decadente che ha stregato Thomas Mann, a Cesenatico le barche vintage della tradizione sono ormeggiate di fronte alla casa del poeta Marino Moretti, mentre la Costiera Amalfitana conserva i colori che attiravano artisti e poeti in viaggio per il Grand Tour. E la Sardegna e la Sicilia rimandano ai romanzi della Deledda e di Verga.

La Casa del Nespolo.

La Casa del Nespolo.

I LUOGHI DI GIOVANNI VERGA
Le scogliere battute dal mare, la brezza, lo sciabordio delle onde. Ma anche le chiacchiere delle comari e il trambusto dei mercati. Sono suggestioni che riempiono le pagine di Verga e si possono inseguire nei suoi luoghi. Tutto parla dei Malavoglia ad Aci Trezza, vicino a Catania, dove il lungomare cristallino è dominato dai faraglioni dei Ciclopi. Fra le tappe obbligate c’è la Casa del Nespolo, in cui è stato ricreato l’ambiente quotidiano della famiglia, fra reti da pesca e sedie impagliate. Costeggiando la riva verso Aci Castello, sul paesaggio svetta il castello normanno in pietra nera, a picco sull’acqua. E da qui si possono scegliere l’escursione in vaporetto sulla rotta della Provvidenza, la barca dei Malavoglia o un’uscita notturna su un’imbarcazione con le tipiche lampade, assieme ai pescatori che raccontano leggende e novelle.

Veduta del Supramonte.

Veduta del Supramonte.

SARDEGNA DA NOBEL
Per seguire le orme di Grazia Deledda, in Sardegna c’è un itinerario stretto fra mare e montagna, all’insegna dei profumi forti e dei colori che riempiono le pagine scritte dal Nobel. Punto di partenza, la casa natale di Nuoro, con tanto di camere da letto e cucina, in cui campeggiano i prodotti di stagione. In estate sono numerosi i pellegrinaggi alla volta del Redentore, sulla cima del monte Ortobene, dal quale si vede l’inizio della catena del Gennargentu. Meritano una tappa anche Orgosolo, paese alle porte del Supramonte, tappezzato di murales dal gusto anarchico, e Galtelli, teatro di Canne al Vento. E a una manciata di chilometri le spiagge delle Baronie, dove la montagna aspra incontra un mare cristallino: dall’arena bianca di Budoni alle dune di Capo Comino, passando per la riva di Posada, dominata dal castello che svetta su uno sperone roccioso, si trovano scorci da cartolina, con un’acqua limpida su cui si aprono scogliere, grotte traforate, sabbia chiarissima.

Atrani.

Atrani.

LUNGO LA COSTIERA AMALFITANA
Fra gli altri, la Costiera Amalfitana ha fatto innamorare Goethe, stregato dal colore dorato degli agrumeti che tappezzano questo angolo di Italia meridionale. La strada tortuosa che fiancheggia il litorale sembra incastonata nella roccia e quasi sospesa fra il mare blu e le terrazze punteggiate di limoni. All’ombra dei monti Lattari, che prendono il nome dai pascoli destinati a mucche e capre, le case si arrampicano, quasi sovrapponendosi le une alle altre, sui profili scoscesi della costa, a partire da Amalfi, per poi toccare Atrani, Minori, Maiori. Ultima tappa, Vietri, colorata con le ceramiche secolari che foderano le pareti di case, negozi, bar, con i tipici pesci sovrapposti, gli agrumi, il “verde Vietri”. Negli ultimi anni la ceramica ha arredato anche un tratto di lungomare, una piazzetta alla Gaudì, che è diventata una sorta di salotto buono, con ceramiche firmate dagli artigiani locali.

Porto Canale e Casa Moretti.

Porto Canale e Casa Moretti.

CESENATICO POETICA
Ha avuto il suo poeta anche Cesenatico: la casa di Marino Moretti, scrittore del XX secolo, è diventata un museo che, fra gli arredi, gli oggetti personali e i 35mila volumi del padrone, spesso organizza mostre, eventi, serate musicali sul molo o nel giardino interno. L’abitazione si affaccia sul tratto galleggiante del Museo della Marineria, che conta una flotta restaurata di trabaccoli, bragozzi, battane. È la parte più antica del celebre Porto Canale, ridisegnato da Leonardo da Vinci, con chiese e palazzi storici che si specchiano in acqua. Lasciandosi alle spalle il Museo si trovano due passeggiate: a sinistra, dopo il Municipio, la fila di case dei pescatori, con la fisionomia antica, riporta indietro nel tempo. Più in là ci sono i caffè e i magazzini per le reti da pesca, poi il mercato ittico, quindi le darsene e il lungomare di Ponente. E, all’imbocco del molo, i capanni da pesca in legno, che valgono una fortuna. Lungo la sponda destra i negozi si alternano a ristoranti e bar fino alla piazzetta della Pescheria, poi, verso la spiaggia, si incrocia il salotto buono del borgo con le villette liberty.

Pellestrina.

Pellestrina.

FAVOLA DI VENEZIA
E il Lido di Venezia? Da Hermann Hesse a Thomas Mann, da Goethe a John Ruskin, da Goldoni a Casanova, le sue acque e la sua atmosfera rarefatta hanno affascinato schiere di romanzieri, poeti, autori teatrali. Come tutta la Laguna e suoi gioielli Torcello, Murano, Burano. Lunga undici chilometri, la spiaggia, con la sabbia fine e dorata, vanta capanne in tela bianca adagiate sull’arena, classiche strutture in legno con il tetto spiovente, cabine con il tetto di paglia. Segni particolari? Eleganza, tranquillità, niente folla. E un suggerimento interessante può essere l’uscita con il battello fino a Chioggia, detta la ‘piccola Venezia’, per vedere anche l’isoletta di Pellestrina, una miniatura con le abitazioni coloratissime.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Lascia un Commento

*