Una mamma contro l'Isis

di Matteo Mazzuca
La canadese Christianne Boudreau aveva un figlio che è morto combattendo tra le file dello Stato Islamico. Così ha dato vita a una rete di madri da tutto il mondo che chiedono ai foreign fighters di tornare a casa.

Foreign fighters. Sono i ragazzi occidentali che abbandonano il loro paese per arruolarsi tra le file dell’Isis, all’ombra della bandiera nera. Un fenomeno che in molti non riescono a capire. Nemmeno le madri di questi ragazzi che, da un giorno all’altro, scoprono che i propri figli sono andati in Siria o in Iraq per obbedire agli ordini di al-Baghdadi. E il dolore di una madre abbandonata diventa ancora più grande quando scopre che il proprio figlio è morto in battaglia.

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È ciò che è successo alla canadese Christianne Boudreau, madre di Damian, deceduto a soli 22 anni. Christianne sa di non essere sola e che ci sono altre donne che, come lei, soffrono per le scelte dei loro figli. Così ha dato vita a un progetto, Mothers for Life, una vera e propria rete globale fatta di madri colpite non nel corpo, ma negli affetti, dalla Jihad. Lo scopo del network è dare voce a tutte le madri. Insieme hanno scritto una lettera che si rivolge direttamente ai figli, citando anche alcuni passi del Corano e facendo appello a sentimenti di pietà e compassione.

urlLA STORIA DI DAMIAN
In un’intervista rilasciata a Vanity Fair, Christianne racconta come suo figlio, dopo la conversione, abbia aderito alla causa jihadista. Damian ha fatto credere alla famiglia che si stesse recando in Egitto per imparare la lingua araba, ma poi i genitori hanno capito che, in realtà, si trovava in Siria. Poi, quando due agenti dei servizi segreti sono andati a interrogarla, i dubbi della coppia sono diventati una certezza. Damian era un foreign fighter. I contatti via internet sono diventati sempre più rari, poi la telefonata di una giornalista canadese ha rivelato che Damian era morto.

o-CHRISTIANNE-BOUDREAU-facebookUNA MISSIONE PER LA VITA
Christianne oggi vive con il figlio piccolo e il marito. È convinta che la salvezza e la redenzione dei foreign fighters passi soprattutto dall’amore delle madri, che vanno aiutate e supportate dai governi sul piano psicologico e mediatico. Ma la sua missione è solo all’inizio.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , , , , Data: 11-06-2015 05:04 PM


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