In mille per Özgecan

di Alexis Paparo
Il caso della studentessa ventenne violentata e bruciata dall'autista del bus che doveva portarla a casa scosse la Turchia. Adesso un migliaio di legali vogliono rappresentare la famiglia al processo.

Özgecan AslanSono un migliaio gli avvocati turchi che hanno chiesto di impegnarsi nel processo per il brutale omicidio di Özgecan Aslan, la 19enne turca uccisa e bruciata a febbraio scorsso dopo aver  tentato di resistere a un tentativo di stupro. Come riporta il sito del giornale turco Hurriyet,  gli avvocati che hanno chiesto l’autorizzazione a rappresentare la famiglia  sono 660, ma il numero è desitnao ad aumentare perché  per il primo giorno di udienza, il 12 giugno a Mersin, è previsto l’arrivo di legali da tutta la Turchia.  «È impossibile farli entrare tutti, ma saranno nel palazzo di giustizia», ha spiegato Alpay Antmen, capo dell’Associazione degli avvocati di Mersin, aggiungendo che anche diverse ong e associazioni per i diritti delle donne parteciperanno all’udienza. L’assassino reo confesso Ahmet Suphi Altindoken, autista del minibus su cui viaggiava la ragazza prima di essere uccisa, è a processo insieme ai suoi presunti complici, il padre Ncemettin Altindoken e l’amico Fatih Gokce.

VIOLENTATA E BRUCIATA
Il caso sconvolse la Turchia perché Özgecan Aslan, 20 anni, studentessa universitaria di Mersin, l’ 11 febbraio 2015 fu violentata e uccisa proprio da chi doveva essere responsabile della sua incolumità. Grazie all’aiuto di due complici, l’omicida diede poi fuoco al corpo della ragazza per distruggere le prove dell’omicidio. I tre aggressori furono arrestati dalla polizia il 15 febbraio e confessarono il crimine. La ragazza inodossava una gonna, e in un primo momento qualcuno aveva osato dire che era l’indumento responsabile di tutto. Leggi qui la storia di Mutlu Kaya, che il 18 maggio è stata ridotta in fin di vita da uno sparo alla testa per aver partecipato a un talent show turco ed è uscita dal coma dopo 12 giorni di terapie.

uomini turchiaLA PROTESTA SOCIAL
Un’ ondata di protesta si era levata subito nel Paese, viaggiano fra le piazze e le strade della Turchia in forma di manifestazione e  sui social network grazie a foto e video che sono subito diventati virali. Come quella di un gruppo di ragazzi, che ha deciso di sfilare per le strade di Istanbul con la minigonna e condividere poi le immagini su Facebook e Twitter. «Se basta indossare un abito più corto per essere immorali, se una donna che indossa una minigonna manda dei segnali sessuali e provoca quello che poi è successo a lei, allora anche noi mandiamo questi segnali», aveva scritto a corredo della foto un manifestante.  Le donne invece, hanno scelto di vestirsi di nero per portesta, sfilando in migliaia in tutto il Paese, a partire proprio da Marsin. Secondo l’Associazione per i diritti umani in Turchia, nel 2014, sono state uccise 296 donne, mentre ne sono state ferite 776 e 142 hanno denunciato violenze e stupri.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , , , , Data: 11-06-2015 12:54 PM


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