Gori contro Rusic per l'attico di Roma

È guerra fra i due ex per l'attico che hanno abitato da sposati. Lui fa sfondare la porta ma lei non molla.

Una ‘guerra‘ che va avanti da anni, ma non per questo ha toni meno aspri. Il siparietto intorno all’attico romano di via Platone, dove Vittorio Cecchi Gori e Rita Rusic hanno vissuto da marito e moglie fino al divorzio nel 1999, è andato di nuovo in scena arricchito di nuovi personaggi: un fabbro e i carabinieri.

LA PORTA ABBATTUTA A SPALLATE
L’ex magnate del cinema e presidente della Fiorentina, da anni sarebbe pronto a tutto pur di riappropriarsi dell’appartamento nel quartiere Monte Mario. E proprio nei giorni scorsi ha cercato di entrarci, trovando però la serratura cambiata e il nipote della Rusic, che ci vive, barricato all’interno. Cecchi Gori ha così chiamato la polizia che ha sfondato la porta e, chiamato un fabbro per sostituire la serratura.  Su ordine del magistrato di turno, le cinque copie sono state suddivise fra Cecchi Gori, che ora possiede 3 mazzi, e Lierca Rusic, l’ex cognata.

LA RUSIC NON MOLLA
Da Miami, dove vive, la produttrice cinematografica fa sapere tramite il suo avvocato Carlo Arnulfo che non finisce così.  Già a marzo scorso la Rusic aveva segnalato al commissariato di zona il rischio che l’ex marito tornasse in casa. Dall’attico Cecchi Gori era andato via nel 1999, anno della separazione, portando via gli arredi più prestigiosi e trasferendosi in via largo Fontanella dei Borghese. «Cecchi Gori è sì il proprietario ma  l’appartamento è nel mio uso esclusivo e legittimo dal 1999. Di conseguenza la pretesa di introdursi nell’alloggio contro la volontà dello scrivente è arbitraria e consumerebbe il delitto di violazione di domicilio», aveva aggiunto nella segnalazione la Rusic.

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