#savecristina, l'appello per la bimba rapita dall'Isis

di Alexis Paparo
Nell'agosto 2014 è stata strappata dalle braccia della madre, che lotta tutti i giorni per riabbracciarla. Per lei si sono mobilitati anche i frati della Basilica di San Francesco d'Assisi.

Strappata a tre anni dalle braccia della madre, che da un anno lotta tutti i giorni per riaverla. Succede nel campo profughi La Pace di Erbil in Iraq, dove Aida Ebada, 43 anni, membro della comunità dei cristiani assiri della piana di Ninive, ha assitito impotente al rapimento della figlia Cristina da parte dei miliziani dell’Isis. L’appello #savecristina è solo l’ultima delle iniziative per ritrovarla.

RAPITA CON LA FORZA
I membri della piccola comunità sono stati minacciati per mesi dai combattenti dello Stato Islamico che pretendevano una conversione totale, poi il 22 agosto scorso l’incursione. Le abitazioni sono state bruciate e saccheggiate, le chiese distrutte e tutti gli abitanti fatti salire a forza su un autobus. «Prima hanno aperto le nostre borse in cerca di soldi e gioielli, poi uno dell’Isis ha visto che tenevo in braccio Cristina e me l’ha strappata. Imploravo, ma non c’è stato niente da fare, supplicavo di riavere mia figlia, ma l’unica risposta è stata: ‘Sali sull’autobus o ti ammazzo’. Non ho potuto fare niente», ha raccontato Aida.

L’APPELLO
L’incontro della donna con una degazione di frati della Basilica di San Francesco d’Assisi nel campo profughi di Erbil, dove vive con il marito e altri quattro figli, ha riportato all’attenzione del mondo la sua storia, già racocntata a Amnesty International e ai media locali. Dopo averla ascoltata i frati hanno lanciato un appello con l’hashtag #savecristina. «Salviamo Cristina, una bambina di tre anni sequestrata dalle milizie dell’Isis lo scorso agosto mentre era tra le braccia della mamma. Gli occhi di questa bimba hanno già visto troppo #SAVECRISTINA. Questo appello tocchi il cuore indurito dei terroristi», si legge sul sito dei religiosi.

STRAGE DI BAMBINI
Rapiti e venduti come schiavi sessuali, crocifissi, seppelliti vivi, usati come attentatori suicidi o scudi umani. Questa, secondo l’ultimo rapporto della Commissione per i diritti del bambino delle Nazioni Unite,  è la sorte dei bambini catturati dai miliziano dello Stato Islamico. Le vittime sono yazidi o membri di comunità cristiane, ma anche sciiti e sunniti.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , , Data: 08-06-2015 03:40 PM


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