La dislessia si cura con il Made in Italy

Grazie alla scoperta di un marcatore genetico della vista la diagnosi diventa tempestiva e la terapia veloce.

È tutta italiana la scoperta che, in futuro, potrebbe permettere di diagnosticare in maniera veloce un tipo di dislessia. Il team di ricercatori, composto da studiosi dell‘Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche e dell’Università di Pisa, del San Raffaele di Milano e dell’Ircss Medea, ha individuato un gene collegato alla vista, il Dcdc2,che cambia radicalmente la prospettiva. «Oggi la malattia viene diagnosticata solo quando si evidenzia un ritardo dell’apprendimento e vengono escluse altre cause. Questo rallenta a volte di anni ogni forma di intervento», ha spiegato Giudo Marco Cicchini, dell’ In-Cnr di Pisa.

PRENDERE IN TEMPO LA MALATTIA
Nella ricerca, apparsa su The Journal of Neuroscience, gli autori hanno esaminato un gruppo di dislessici portatori di un’alterazione di questo gene, dimostrando che sono ciechi al movimento di alcuni stimoli visivi, quelli che di solito sono i più visibili nei soggetti normali. «I pazienti riportavano correttamente la forma o l’orientamento di un oggetto, ma se forzati a indicare la direzione in cui si muovono alcuni stimoli tiravano a caso», ha spiegato Maria Concetta Morrone dell’Università di Pisa. Grazie alla scoperta questo sottotipo di malattia può essere invece individuata in età molto giovane, quando le terapie riabilitative sono più efficaci.

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