Ti conosco grazie a un'app

di Daniela Uva
Michele Monna, co-creatore di Hangound, racconta il social che favorisce gli incontri nella vita vera.

Chi ha detto che i social network servono solo a creare amicizie virtuali e inibiscono i rapporti veri? La nuova frontiera di queste piattaforme è lontana dal modello tradizionale, e mira proprio a incentivare nuove conoscenze da nutrire e approfondire nella vita di tutti i giorni. Ne sono convintissimi due ragazzi italiani che, a soli 30 anni, hanno deciso di raccogliere la sfida: reinventare il social network  e farlo diventare un tramite per allargare le proprie conoscenze. Così è nato Hangound, frutto del lavoro di Francesco De Rosa e Michele Monna. LetteraDonna.it ha parlato di questo nuovo progetto con Michele, che dalla Campania si è trasferito a Milano per inseguire il suo sogno.

DOMANDA: Perché questo social network è così innovativo?
RISPOSTA: Rispetto a quelle esistenti, la nostra piattaforma è permette di conoscere persone nella vita reale, non solo in quella virtuale. Il sistema si basa sulla creazione di micro eventi, da un minimo di tre persone a un massimo di dieci, che promuovono una socialità vera. Il social network premia gli utenti più virtuosi, quelli che partecipano davvero, e penalizza quelli che invece non si presentano.
D: Come funziona Hangound?
R: Si scarica l’app su un tablet o su uno smartphone Android o iOs e  poi bisogna fare il login attraverso Facebook. Solo a quel punto si accede alla schermata che mostra gli eventi organizzati nelle vicinanze. Una volta decisa la partecipazione, attraverso il tasto Join, è possibile conoscere la location esatta e accedere alla chat, che è rigorosamente di gruppo e serve ad accordarsi con gli altri partecipanti.
D:Secondo lei i social network tradizionali ormai sono superati?
R:Direi di sì.  La formula del futuro è il cosiddetto modello mobile to offline, perché sfrutta il contatto via social per continuare il rapporto nella vita vera. Facebook è un social per persone che già si conoscono, Hangound è fatto per chi vuole far crescere il giro di amici.

D: A chi si rivolge?
R: Il target che abbiamo in mente è giovane, dinamico e digitale. È sia italiano sia straniero, e vive nelle grandi città”.
D: Quindi esiste già un identikit dell’utente medio?
R: Sì, ha fra 18 e 35 anni, è uno studente o un lavoratore abbastanza giovane e usa le nuove tecnologie. Vive in grandi città ed è interessato a conoscere nuova gente perché, magari, ci si è trasferito da poco e quindi da perfetto fuori sede ha bisogno di nuovi contatti. Ma non pensiamo solo ai giovani, la nostra piattaforma è fatta per chiunque voglia investire il proprio tempo nella socialità.
D: Dove funziona Hangound?
R: L’app può essere scaricata da qualunque posto, ma gli eventi sono organizzati solo a Milano perché vogliamo studiare il riscontro. Il prossimo obiettivo è arrivare a Roma. Poi, se tutto dovesse andare come speriamo, arriveremo nelle grandi città europee e negli Stati Uniti.
D: Siete soddisfatti dei primi riscontri?
R: Certamente sì. L’app è disponibile dal 10 maggio ma è stata lanciata ufficialmente il 15. In meno di una settimana abbiamo raggiunto mille iscritti. Siamo molto soddisfatti e molto concentrati sul problema della sicurezza.
D: Come fate a garantirla?
R: Monitoriamo ogni giorno la situazione, controllando eventuali contenuti offensivi o profili sospetti. Per il momento è abbastanza semplice perché ancora non abbiamo milioni di iscritti. E comunque il collegamento con Facebook rappresenta una garanzia, perché è più facile controllare l’identità anche attraverso il social network americano.

 

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