Divorzio breve, ecco come funziona

di Francesca Amé
Si accorcia il periodo di separazione. Intanto si profila anche la soluzione 'collaborativa'.

Divorzio breve (o quasi), di certo un po’ più semplice. È in vigore da oggi, grazie alla legge 55/2015. Per l’addio definitivo tra i coniugi basteranno dai 6 ai 12 mesi di separazione e non più i 36 mesi di prima: la modifica vale per le richieste presentate da oggi ma anche per alcuni procedimenti già in corso (si stima circa 200mila casi, che possono chiedere il nuovo rito abbreviato anziché continuare con il procedimento avviato).

ThinkstockPhotos-75627513I TEMPI SI ACCORCIANO
L’argomento interessa a molti: su mille matrimoni celebrati nel nostro Paese, lo dice l’Istat, la metà finisce male (311 con una separazione, 182 con un divorzio) dopo in media 3 anni di battaglie legali. La novità più importante della riforma? L’abbattimento dei tempi di attesa tra la separazione e il vero e proprio divorzio: se oggi bisogna attendere ancora 3 anni per avviare le pratiche, in futuro si passerà a un anno se la separazione è avvenuta con procedura giudiziale e a 6 mesi se è stata consensuale.

SEPARAZIONE NECESSARIA
Non sarà invece possibile, perché il comma è stato stralciato in Senato, evitare il periodo di separazione, anche se non si hanno figli: la coppia maritata che scoppia deve passare comunque un periodo di ‘purgatorio’ prima di potersi dire addio legalmente. Cambiano i tempi anche per lo scioglimento della comunione dei beni tra i coniugi che «si scioglie nel momento in cui il presidente del tribunale autorizza i coniugi a vivere separati». Dunque almeno la divisione dei beni, se non il divorzio, sarà immediata.

ThinkstockPhotos-148242888DIVORZIO LAMPO? SOLO DI NOME
La mini-riforma sul divorzio riguarda solo il cosiddetto periodo di ripensamento che intercorre tra la prima udienza di separazione e il giorno del divorzio, anche se va detto che la riforma – altra novità – prevede d’ufficio che il procedimento di divorzio sia assegnato al giudice che ha già gestito la separazione, con l’obiettivo di sveltire le pratiche. A quarantun anni dal referendum sul divorzio, in Italia resta ancora lungo il percorso necessario per chiudere anche legalmente con l’ex-partner e non si può certo parlare di ‘divorzio-lampo’.

LA NEGOZIAZIONE ASSISTITA
Tuttavia, qualcosa sta cambiando grazie all’introduzione, avvenuta già nell’autunno dello scorso anno, della possibilità legale della negoziazione assistita. Di che cosa si tratta? È la possibilità di redigere accordi di separazione o divorzio in forma privata, grazie al lavoro di collaborazione tra gli avvocati delle parti e davanti a un ufficiale civile, evitando le lungaggini del tribunale. Mutuando il termine dagli Usa dove è una pratica molto diffusa, anche in Italia si comincia a parlare di ‘divorzio collaborativo‘: sono poco più di 200 gli avvocati pronti a portare avanti questo nuovo modo di gestione della separazione dei coniugi.

ThinkstockPhotos-475457451COME FUNZIONA
Come spiegano dall’Aiadc, l’Associazione italiana professionisti collaborativi, il modello collaborativo aiuta ad accorciare i tempi del tribunale e a evitare estenuanti conflitti. Attuarlo non è difficile: la coppia che vuole divorziare in modo collaborativo deve scegliere due avvocati dell’associazione, pronti a lavorare insieme. Tutti e quattro, marito, moglie e i due legali, si siedono al tavolo per stipulare un patto di non belligeranza basato su onestà, trasparenza e riservatezza. Il divorzio collaborativo si basa sul dialogo tra le parti e grazie all’aiuto degli avvocati e a consulenti (di solito psicologi o mediatori familiari) nel giro di 6 o 12 mesi si presenta la domanda di separazione al giudice con gli accordi già stipulati nero su bianco.

PIÙ TEMPO PER DECIDERE
Il vantaggio, rispetto alla separazione consensuale (per non parlare della via giudiziale, estenuante, lunga e onerosa), è che la coppia ha tempo per decidere e riflettere con calma su argomenti importanti quali la gestione dei figli o la divisione dei beni. Si evitano decisioni affrettate, magari prese davanti al giudice in tribunale in tutta fretta, che poi portano a pentimenti o alla costosa revisione della sentenza: questi stessi accordi di separazione possono poi valere automaticamente per il divorzio dopo 6 mesi.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , , , , Data: 26-05-2015 12:14 PM


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