L'intervista

Sulle ali di Vanessa

di Francesca Amé
A tu per tu con la scrittrice Diffenbaugh che presenta il suo ultimo romanzo.

Esile, con il volto da bambina (ma già madre di 4 figli, di cui due adottivi) Vanessa Diffenbaugh si è presentata a Milano con un vestito bianco a fiori rossi. E subito la mente è andata a Victoria, indimenticabile protagonista de Il linguaggio segreto dei fiori, romanzo d’esordio della scrittrice californiana, un best-seller mondiale tradotto in 40 lingue grazie al passaparola dei lettori (600 mila le copie vendute solo in Italia).

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Il nuovo romanzo di Vanessa Diffenbaugh ‘Le ali della vita’.

ATTESA AL SALONE DEL LIBRO DI TORINO
Vanessa è a Milano per presentare, in anteprima mondiale, Le ali della vita, edito da Garzanti (pp. 334, 18,60 euro) per la gioia del suo pubblico che la aspetta con ansia in diverse librerie della città, ma soprattutto al Salone del Libro di Torino (per tutte le informazioni clicca qui) dove è uno degli ospiti più attesi (sabato 16 maggio dialogo con Alessa Gazzola alle 13.30 e in serata con Annarita Briganti).

TRA MATERNITÀ E SOLITUDINE
Anche in questo secondo romanzo, già molto discusso tra le lit-blog della Rete, si parla di famiglia, di maternità, di rapporti che si rompono e che devono ricomporsi. È la storia di una giovane madre, Letty, che tormentata dai sensi di colpa e inadeguatezza scappa di casa e abbandona i suoi figli, Alex e Luna. Il ragazzino si prenderà cura della sorella più piccola, insieme ai nonni, e con il suo coraggio riuscirà a riportare a casa la mamma. Letteradonna.it ha incontrato la scrittrice di Monterey per capire da dove nasce una storia così dura, dove maternità fa rima con solitudine.

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Il best-seller di Vanessa Diffenbaugh ‘Il linguaggio segreto dei fiori’.

DOMANDA: Vanessa, anche questo secondo romanzo è la storia di un abbandono…
RISPOSTA: Vero. Nel primo raccontavo il dramma di un’adozione, ma il finale che avete letto è in realtà la seconda versione della storia, che ho meditato in seguito durante la seconda stesura. In quest’ultimo, incentrato su Letty, è come se avessi ripreso qualcosa lasciato a metà nel primo libro.
D: Quanto di se stessa c’è nei suoi libri?
R: Non inizio mai a scrivere pensando alla mia vita ma è vero che, una volta terminato il racconto, trovo molto di me o di chi mi circonda nei personaggi.

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D: Lei è madre affidataria e adottiva, oltre che biologica…
R:
Ho avuto la custodia legale di Tre’von, uno dei miei figli adottivi, che ero ancora molto giovane e inesperta. Sua madre era una senzatetto. Sono stata a lungo la madre affidataria, non è stato facile. Ho dovuto costruire un rapporto di fiducia con il ragazzo e con la donna. Quando lei ha capito che Tre’von con noi aveva molte opportunità, ha rinunciato alla custodia.
D: Con una famiglia così impegnativa, come si ritaglia il tempo per scrivere?
R: Quando ho cominciato a scrivere questo secondo libro tutti mi hanno messo in guardia sulla difficoltà di pubblicare dopo il grande successo del Linguaggio segreto dei fiori. Volevo scrivere qualcosa per le lettrici che mi avevano sostenuto e mi sono messa a lavorare duramente, anche di notte, fino a 36 ore di fila nella fase di revisione delle bozze.
D: Anche in questo romanzo, gli elementi naturali sono molto importanti. Un po’ come i fiori del primo libro…
R: Sono nata in un piccolo paesino della California del Nord. Non c’era molto da fare e con gli amici passavamo il tempo a passeggiare in bicicletta. Vivevamo immersi nella natura, che è una delle protagoniste delle storie che racconto.

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