La polemica

Se mi imiti non vale...

di Antonella Scutiero
Bruzzone, Vanoni, Boschi, Pascale, Minetti: le reazioni di quelle finite nel mirino di Virginia Raffaele.

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La presa in giro in televisione, davanti a milioni di spettatori, può provocare qualche fastidio. Soprattutto se il soggetto in questione non possiede, oltre a una grande autostima, un’immensa autoironia. Così, mentre a casa tutti si divertono davanti al teleschermo, capita che le donne oggetto della camaleontica Virginia Raffaele si offendano sul serio. E la criminologa Roberta Bruzzone è solo l’ultimo esempio.

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QUERELA AFFIDATA AI LEGALI
La bionda psicologa forense infatti, non ha affatto gradito l’imitazione portata sul palco di Amici dall’artista 34enne, capace di ‘scimmiottare’ alla perfezione star e personaggi della tivù. E non è la prima volta. Già nel 2011 la Raffaele la imitò in uno dei suoi show attirando su di sé aspre critiche proprio della Bruzzone. Stavolta, però, la criminologa è andata oltre. Dopo la puntata del talent in cui la finta criminologa ha fatto il suo ingresso in studio in sella a una moto, con in mano un’ascia, per poi dar vita a un monologo che enfatizzava anche aspetti legati alla sua professione, oltre che quelli fisici, la Bruzzone ‘originale’ ha twittato: «Chissà se ciò che le stanno preparando i miei legali lo troverà divertente». E non si è fermata qui. Ha anche iniziato a bloccare sul social network tutti coloro che che le chiedevano il motivo di tale risentimento.

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VANONI: «PENSANO SIA UBRIACA»
Se la querela si concretizzasse, sarebbe la prima volta che la Raffaele, diventata famosa grazie alle imitazioni nel programma Mai Dire grande Fratello del 2009, finisce in tribunale. Nessuno, finora, era arrivato a tanto. Nemmeno Ornella Vanoni, che pure se la prese tantissimo per l’esilarante parodia portata in scena all’ultimo Sanremo. In quell’occasione, l’artista non nascosa la propria arrabbiatura: «In molti ora pensano che io sia ubriaca o abbia l’Alzheimer. Conti ha sbagliato e la Raffaele è stata pesante al limite della volgarità. È stato grave».

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UNA LETTERA INVIATA AL PRESIDENTE RAI
A marzo fu il ministro Maria Elena Boschi a finire nelle grinfie dell’imitatrice, in una delle celebri copertina del programma Ballarò. Secondo alcuni ‘rumors‘, il ministro dei Rapporti col Parlamento chiamò il premier per lamentarsi già durante la puntata del talk show, lamentandosi della satira dell’attrice che l’aveva mostrata come una renziana di ferro tutta fascino e zero contenuti. Addirittura ci fu una lettera inviata dal segretario della commissione di Vigilanza Rai e deputato del Pd, Michele Anzaldi, alla presidente Rai Anna Maria Tarantola che invitava i vertici a prendere posizione: «Mi permetto di chiederle se condivide l’imitazione di Maria Elena Boschi a Ballarò e se ritiene opportuno che un ministro giovane, che finora ha dimostrato preparazione e capacità, sia ritratta come una scaltra ammaliatrice che conta solo sul suo fascino» recitava la missiva. Intervenne anche il presidente della Camera, Laura Boldrini: «Mi è dispiaciuto osservare tale imitazione del ministro Maria Elena Boschi. Ci sono tanti modi per fare satira ma quando si cede al sessismo la satira diventa qualcos’altro».

LA BOSCHI CI RISE SOPRA
La Boschi stessa tentò poi di smorzare i toni cinguettando: «Virginia Raffaele è una imitatrice straordinaria. A me piace molto. Sull’imitazione di Ballarò ci ho riso sopra. #bastapolemiche». Mentre l’attrice spiegò in un’intervista: «Maria Elena Boschi è preparata ed è una bella ragazza, ho cercato di mostrare questo. Una visione maschilista? Non credo proprio. C’è semmai una doppia critica: al mondo femminile, perché la donna ha l’arma della seduzione, e a quello maschile, perché l’uomo ci casca con tutte le scarpe».

ITALY-PASCALE-BERLUSCONI-ENGAGEMENT

LA PASCALE SI CONGRATULÒ
Nell’aprile 2013, invece, era stato il Pdl a insorgere contro la Raffaele. Colpa dell’imitazione di Francesca Pascale a Quelli che…., il popolare show della domenica su Rai2. Per rappresentare la fidanzata di Silvio Berlusconi, l’imitatrice adottò la parlata partenopea infarcita di strafalcioni lessicali, utilizzati per raccontare aneddoti della vita a due con il suo ‘ragazzo‘, sull’acquisto di giocatori da parte del Milan, o sul ricevere a cena gli amici di Montecitorio. Le donne del Pdl alzarono un polverone, si parlò di razzismo oltre che di sessismo, ma fu la stessa Pascale a chiudere la polemica. «Ho cercato di mettermi in contatto sia con Virginia Raffaele sia con la conduttrice Victoria Cabello per congratularmi con loro. Poi per scusarmi degli attacchi che hanno ricevuto. E poi, ovviamente, per invitarle a prendere un caffè, magari in compagnia del mio…ragazzo» disse. «Non trovo affatto offensiva né tantomeno razzista l’imitazione di Virginia Raffaele. Anzi, mi dispiace che qualcuno all’interno del partito l’abbia criticata, peraltro senza nemmeno consultarmi o avvisarmi».

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MINETTI E QUELLO SLANG INGLESE
Prima ancora il partito si era scagliato contro l’artista per un’altra imitazione, quella di Nicole Minetti, portata sul palco con un look seducente, il telefonino e ovviamente il linguaggio infarcito di parole inglesi, come emerso dalle vere intercettazioni.«È un modo per attaccare Silvio Berlusconi», tuonò Alessandra Mussolini, e non solo lei, mentre dall’interessata, stavolta, non arrivarono commenti. Un ‘amore’ che con il centrodestra, non è mai sbocciato. Al concertone del primo maggio 2012 infatti, la Raffaele doveva imitare Renata Polverini, allora governatrice del Lazio. «Ci sono stati dei problemi, poi è arrivata la notizia ‘dall’alto’ e l’imitazione non si è più fatta», spiegò l’artista, che era anche conduttrice dello show.

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Una risposta a “Se mi imiti non vale…”

  1. Graziella Longo scrive:

    Ogni giorno alle 13.00 su Agon Channel ho un appuntamento fisso con il talk show dedicato alle donne condotto da Monica Setta “Quello che le donne non dicono” anche perché adoro commentare la puntata in diretta con #quellocheledonne. http://www.agonchannel.it/programmi/quello-che-le-donne-non-dicono/

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