L'intervista

La baby-sitter è sull'app

di Daniela Uva
A tu per tu con la creatrice della piattaforma Le Cicogne, database per tate e genitori in cerca di aiuto.
Giulia Gazzelloni (a sinistra) e Monica Archibugi, fondatrici della piattaforma 'Le Cicogne'.

Giulia Gazzelloni (a sinistra) e Monica Archibugi, fondatrici della piattaforma ‘Le Cicogne’.

L’idea è venuta a quella che sarebbe diventata la sua socia, lavorando sul campo. Monica Archibugi, 27 anni, cercava di far quadrare i conti impegnandosi come baby sitter in giro per Roma. Un giorno, dopo aver preso la patente e aver cominciato ad accompagnare un bambino a tennis, ha pensato: «Perché non cercare una strada per far incontrare più facilmente domanda e offerta in questo settore?».
Così ha cominciato a frequentare un acceleratore di impresa della Capitale e proprio lì ha conosciuto la sua compagna d’avventura. Giulia Gazzelloni, un anno più giovane di lei. Dalla loro sintonia è nato Cicogne, il primo sito – adesso anche app – che in Italia mette in contatto genitori e baby sitter. Proprio Giulia ha raccontato a Letteradonna.it la sua idea che è diventata realtà.

La piattaforma 'Le Cicogne' è diventata anche un'App.

La piattaforma ‘Le Cicogne’ è diventata anche un’App.

DOMANDA: Quando è nato questo sito?
RISPOSTA: Ufficialmente il sito è nato ad aprile 2013. L’idea è stata di Monica. I primi passi li abbiamo compiuti nel 2012, chiedendo a questo ente di appoggiare il nostro progetto. Dopo un iter non troppo lungo ad aprile 2013 abbiamo costituito la società. Il primo passo è stata la creazione del sito, seguito di recente da un’applicazione per smartphone e tablet.
D: Come funziona Cicogne?
R: Si tratta di una sorta di database che, per ora a Roma e Milano, raccoglie le offerte di lavoro come baby sitter e le relative domande. In pratica, se un genitore cerca una tata non deve far altro che scaricare l’app, registrarsi e postare il suo annuncio di lavoro. Questo finisce in una bacheca, e viene localizzato sulla mappa della città. A quel punto i baby sitter interessati possono rispondere. E le mamme e i papà decidere di incontrarli.
D: Ma i bambini finiscono in buone mani?
R: Assolutamente sì. Tutti i baby sitter sono in un certo senso ‘schedati’ perché abbiamo sia i documenti sia il codice fiscale. Insomma, dietro ogni profilo si cela una vera identità. Se poi dovesse sorgere qualche problema di convivenza non si deve far altro che cambiare baby sitter o famiglia.

Il servizio di baby sitter è molto richiesto dalle famiglie con bambini.

Il servizio di baby sitting è molto richiesto dalle famiglie con bambini.

D: Siete soddisfatte del risultato?
R: Direi proprio di sì, perché a parte qualche mamma ancora un po’ restìa ad affidarsi al nostro servizio, le richieste sono davvero notevoli. C’è un gran bisogno di far incontrare domanda e offerta di lavoro, e noi facciamo proprio questo.
D: Avete avuto difficoltà ad iniziare?
R: Abbiamo incontrato le difficoltà normali del mercato, intraprendere una nuova impresa da zero è sempre difficile. Posso dire che in Italia l’iter è un po’ più lento rispetto ad altri Paesi, ma tutto sommato a noi è andata abbastanza bene. Non abbiamo incontrato ostacoli insormontabili.
D: Adesso siete in grado di mantenervi con questo lavoro?

R: Purtroppo per questo è ancora presto. Per guadagnare abbastanza avremmo bisogno di espanderci su tutto il territorio nazionale e servono investimenti. Siamo alla ricerca di fondi in questo momento, ma per adesso siamo solo a Roma e Milano.
D: C’è qualcosa su cui puntate in particolare?
R: Le esigenze sono diverse e tantissime. Abbiamo un sistema flessibile: se una mamma ha dei bisogni particolari li inserisce nell’annuncio, in attesa di incontrare la baby sitter ideale.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , , , , Data: 07-05-2015 11:32 AM


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