L'iniziativa

Una giornata per dimenticarsi della bilancia

di Luca Burini
Il 6 maggio si celebra il No Diet Day che promuove stili di vita e alimentari sani, evitando di affidarsi a diete sgangherate e poco efficaci.

ThinkstockPhotos-76755839Anoressia, bulimia, binge eating sono disturbi che sconvolgono la vita: tutto sembra ruotare attorno al cibo e alla paura di ingrassare.  Per combattere una tendenza che rende sempre più difficile accettare il proprio corpo e celebrare la diversità è nato l’International No Diet Day, una giornata internazionale per sensibilizzare l’opinione pubblica su problemi alimentari e sulle difficoltà psicologiche di chi si trova ad affrontarli. Ma anche per promuovere uno stile di vita salutare e mettere in guardia contro i pericoli delle diete improvvisate.

DIETE IMPROVVISATE INUTILI
Perchè le diete improvvisate, oltre a essere pericolose, sono quasi sempre inefficaci. Secondo l’Institute of Medicine «chi completa i programmi di dieta perde, approssimativamente, il 10% del proprio peso corporeo, ma ne riacquista i due terzi entro un anno e il resto nei cinque anni successivi».

LA PRIMA VOLTA NEL 1992
L’International No Diet Day è stato istituito nel 1992 da un’idea di Mary Evans Young, ex-anoressica britannica, autrice del libro Diet Breaking: Having it all without having to diet e fondatrice dell’associazione Diet Breakers. Come racconta nel suo libro, la donna ha deciso di passare all’azione «dopo aver saputo che una ragazza di 15 anni si era suicidata dopo essere stata presa in giro perché grassa». Così ha organizzato la prima edizione dell’evento direttamente a casa sua. E in 23 anni l’iniziativa è cresciuta tanto da essere celebrata in quasi tutto il mondo.

DISTURBI ALIMENTARI IN CRESCITA
D’altronde, come testimoniano diversi studi, la situazione della salute alimentare è in effetti piuttosto preoccupante: «Lavori scientifici internazionali mettono in evidenza una incidenza di nuovi casi di disturbi del comportamento alimentare nella fascia femminile tra i 12 e i 25 anni e stimano nei paesi occidentali, compresa l’Italia, la prevalenza dell’anoressia nervosa intorno allo 0,2-0,8%, quella della bulimia nervosa intorno al 3% e quella dei disturbi del comportamento alimentare non altrimenti specificati (Dca-Nas) tra il 3,7% e il 6,4%», spiega il ministero della Salute. E anche il rapporto maschi-femmine si sta modificando: attualmente vale uno a nove, ma il numero di maschi è in continua crescita, specie in età adolescenziale e preadolescenziale. Basti pensare che, come racconta il National Center for Eating Disorders canadese, il 30% delle bambine tra 10 e 14 anni è stata a dieta pur avendo un peso normale.

IL RISCHIO DELL’OBESITÀ
Mettere in guardia dall’ossessione per le diete, non vuol dire però dimenticare tutti i pericoli dell’obesità. Proprio in proposito a questo, gli scienziati dell’Institute of Medicine, sottolineano che «è assolutamente inappropriato perorare la causa secondo la quale gli individui obesi dovrebbero semplicemente accettare il proprio peso e la propria immagine e non cercare di dimagrire, specialmente quando l’obesità aumenta il rischio di insorgenza di altre malattie». Quindi semaforo verde a frutta e verdura, ancora meglio se fresche. Poca carne rossa. Non eccedere con bevande gassate e zuccheri (basta bere una bibita zuccherata in meno al giorno per diminuire di un terzo il rischio di diabete). Alzarsi dalla sedia due minuti ogni ora, quando si svolgono lavori sedentari. Tenere sotto controllo il proprio peso. Sono tutte raccomandazioni per vivere in modo più sano e prevenire tumori e malattie cardiovascolari.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Publicato in: Attualità, food, wellness Argomenti: , , , , Data: 06-05-2015 12:44 PM


Lascia un Commento

*