L'intervista

Un microchip nel décolleté

di Laura Frigerio
Tutto quello che bisogna sapere su Motiva Implant Matrix, la protesi al seno tecnologica.

pezzp«In Italia si fa tanto chirurga estetica, solo che spesso non si vede». A rivelarlo è il dott. Alessandro Gualdi, chirurgo plastico molto apprezzato non solo in ambito clinico ma anche accademico (insegna sia all’Università degli Studi di Milano Bicocca che al San Raffaele, sempre a Milano). È lui uno dei primi ad avere usato in Italia la Motiva Implant Matrix, ovvero la prima protesi per il seno intelligente. A Letteradonna.it ha spiegato di cosa si tratta.

Il chirurgo Alessandro Gualdi.

Il chirurgo Alessandro Gualdi.

DOMANDA: Perchè questa protesi per il seno è così innovativa?
RISPOSTA: Ha vantaggi enormi: prima di tutto è realizzata con un gel più morbido, chiamato coesivo, che al taglio rimane come un budino, nel senso che in caso di rottura non va in giro, ma rimane localizzato. E questo non è poco, soprattutto dopo il famoso scandalo delle protesi francesi che ha lanciato un allarme sicurezza, portando tutti noi a cambiare subito prodotto. Poi la Motiva è ergonomica: rimane tonda da sdraiata e a goccia quando si è in piedi. Altro vantaggio la texture chiamata ‘velvet’, più morbida al tatto, che elimina il problema legato alle vecchie protesi ruvide, la cui controindicazione era la contrattura capsulare che spesso le trattava come corpi estranei. Poi, novità assoluta, è il primo impianto al mondo dotato di una tecnologia chiamata Q Inside Safety Technology.
D: Di cosa si tratta?
R: È un microchip interno all’impianto, che attraverso un sistema di identificazione a radiofrequenza (l’unico autorizzato per essere impiegato negli impianti mammari) permette di avere tutti i dati relativi ad esso. Forse non tutti lo sanno, ma le protesi hanno sempre avuto una sorta di ‘carta d’identità’, solo che negli anni capita di smarrirla. Però è importante conoscere il numero di serie, il nome del produttore, la data di produzione ed altri dati, soprattutto se poi ci si rivolge a un altro medico. È una questione di sicurezza.
D: Come si è arrivati a questo risultato? Quanti anni ci sono voluti?
R: Nel campo della chirurgia plastica è tutto un ‘work in progress’. Però è negli ultimi 10 anni si è spinto l’acceleratore e si è finalmente arrivati a questi risultati. L’obiettivo è quello di garantire alla paziente il migliore risultato, con le minori controindicazioni.
D: Questa protesi è adatta a tutte le donne, anche quelle che per motivi di salute si sottopongono a mastectomia?
R: Chi si sottopone a mastectomia viene poi curata anche nella ricostruzione in ospedale, mentre io mi muovo in un ambito principalmente estetico. Però questa protesi potrebbe essere adatta a tutte le donne perché, come dicevo, ha molti vantaggi.
D: In Italia è il solo ad usarla? A che punto stiamo con la distribuzione?
R: Nel nostro Paese, per fortuna, sta iniziando pian piano a diffondersi. Finora, essendo in Europa, non è stato difficile procurarcela anche grazie ai contatti con l’estero. Però pare che a breve si inizierà anche con una distribuzione solo italiana.

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