Compleanni

Medusa ha fatto 62

di Antonella Scutiero
Dall'ever-green del biondo platino alle dipendenze. Passando per il suo viscerale amore per la musica e il difficile rapporto con la figlia. Cinque cose da sapere su Donatella Versace.

Biondo platino, i pantaloni perennemente attillati, tacchi altissimi, una certa propensione all’anticonformismo e ad esprimere giudizi poco diplomatici: con queste caratteristiche Donatella Versace non poteva non essere una delle figure più influenti del mondo della moda. Tanto che oggi, a 62 anni – compiuti il 2 maggio – sembra essersi lasciata definitivamente alle spalle la presenza del fratello e il flop della sua prima collezione. Ma soprattutto ora si aggira come una regina nei fashion show di tutto il mondo, incurante delle critiche ai suoi evidenti ritocchi estetici. pezzo1 TESTIMONIAL PER GIVENCHY Si è anche concessa il lusso di fare da testimonial per la nuova campagna autunno/inverno di Givenchy (2015). Scelta dall’amico Riccardo Tisci, ha sbaragliato l’ovvia concorrenza di un’infinità di modelle e attrici ben più giovani, ma decisamente meno carismatiche. «Se indossi il nero con gli stivali e i tacchi alti, questo ti dà carattere, come se volessi dire ‘non ho paura’», ha affermato in un’intervista la designer, ribadendo la fiducia in se stessa conquistata con tanto lavoro e prove difficili superate. Insomma 60 anni di fuoco. Ecco cinque cose da sapere su Lady Versace. pezzo2 IL BIONDO PLATINO? DAI 12 ANNI Nata a Reggio Calabria, figlia di una sarta, fin da piccola è stata la musa, e in alcuni casi la vittima, degli esperimenti del fratello Gianni, con cui ha sempre avuto un rapporto strettissimo. Fu lui che la convinse, 12enne, a tingersi i capelli azzardando un estroso biondo platino.«Mia madre aveva una sartoria, mio fratello voleva fare lo stilista, io ero nel mezzo. Gianni mi vestiva, mandandomi in giro a Reggio Calabria con la mini gialla, i cuissardes e le meches: avevo 12 anni! Ma sono cresciuta così, questa sono io», ha raccontato lei. pezzo3 LA DIPENDENZA DALLA DROGA Ha iniziato a fare uso di cocaina a 32 anni, ha continuato per 18. A Vogue una volta ha raccontato che «era molto divertente». Ma poi «lei ti racconta una bugia al secondo, tu credi di poterla controllare, invece è lei che controlla te». Ne è uscita grazie all’aiuto degli amici, che la spedirono in rehab in Arizona, dove rimase dieci mesi, nel 2004. «Io avevo incontrato Elton John un mese prima, al concerto a Bari dedicato a Gianni. Avevo pianto per tutta la sera, forse supplicandolo con gli occhi di aiutarmi… Lui ha capito. Il 30 giugno, insieme ad altri amici, era a casa mia qui a Milano. Ero vestita in lungo. Andai in bagno per incipriarmi e loro mi blindarono. Mi raccontarono di un aereo pronto per decollare per l’Arizona. Fui scioccata, ma capii che era l’attimo. Ho tolto l’abito da sera e ho infilato una tuta. Struccata. E l’ho preso». pezzo4 L’AMORE PER LA MUSICA Se Gianni era il genio, l’anima creativa della Versace, Donatella è sempre stata abilissima nelle pubbliche relazioni e nel creare intorno al marchio una fitta rete di amici famosi, attori, modelli, ma soprattutto musicisti. È amica di molte star internazionali: Elton John, per esempio, Madonna, che ha vestito spesso, Sting, Lady Gaga, che le ha addirittura dedicato la canzone Donatella. A chi sospettò che si trattasse di una mera operazione di marketing, rispose: «Nessuno ha tanti soldi da potersi permettere di pagare Lady Gaga perché la citi in una canzone! Deve costare una cifra inimmaginabile. Queste cose succedono solo se hai un rapporto di amicizia: le ho addirittura concesso gli abiti dell’archivio storico di Gianni, mai successo prima». pezzo5 IL TRIONFO DEL JUNGLE DRESS Dopo l’omicidio di Gianni,  il 15 luglio del 1997, a Miami, davanti alla sua villa, «mi sembrava che nulla avesse più senso. Di quel periodo ricordo soprattutto la paura che mi attanagliava. È stato durissimo. Mi svegliavo ogni mattina, mi guardavo allo specchio e pensavo: non ce la farò mai». Prese in mano l’azienda e tornò sulle passerelle nel luglio 1998, disegnando la sua prima linea Versace. Fu un disastro. Andò meglio con l’haute couture dell’anno dopo, ma a segnare la rinascita della Medusa è stato il jungle dress, il celeberrimo vestito in seta verde e blu indossato da Jennifer Lopez durante i Grammy Awards del 2000, scollato fino all’ombelico: nelle 24 ore successive, la fotografia della cantante con l’abito Versace diventò virale, registrando 600 mila download dal sito ufficiale dei Grammy. Glamour Women of the Year Awards 2012 IL RAPPORTO CON LA FIGLIA Allegra Versace ha ereditato il 50% dell’azienda appena 11enne, alla morte dello zio Gianni. Gli anni della sua adolescenza hanno coinciso con la crisi della Medusa, i conti in rosso, la depressione e la dipendenza di Donatella. Divenuta maggiorenne è entrata in possesso dell’eredità e ha portato un nuovo amministratore delegato con pieni poteri, Giancarlo Di Risio, accompagnato da un finanziamento di Banca Intesa per 120 milioni di euro. Poteva essere un trauma per il rapporto madre-figlia, ma a sentire Donatella non è stato così. «Il rapporto tra me e Allegra rimase quello normale tra una madre e una figlia, lasciando gli affari lontano dalle nostre vite personali», ha affermato. «Lei ha un suo team di manager che la aiuta nelle decisioni importanti, tra di noi parliamo soprattutto di quello che concerne la nostra vita privata. Una cosa però la vorrei dire: l’arrivo di Di Risio non è stata un’imposizione traumatica. Anzi, mi ha aiutato ad ampliare la mia visione delle cose».

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Publicato in: Fashion, persone, Protagonisti, Versace Argomenti: , , , , , , Data: 02-05-2015 10:00 AM


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