Viaggi

La seconda vita dei borghi fantasma

di Stefania Romani
Restaurati grazie a privati o associazioni, hanno riscoperto le loro radici. E aspettano i turisti.

Sembravano destinati all’abbandono. Ma grazie a interventi mirati, diversi borghi fantasma hanno avuto la chance di una seconda vita: piccoli centri defilati, ristrutturati nel rispetto dell’ambiente, hanno riscoperto le loro radici, l’artigianato locale e la vocazione all’accoglienza, richiamando un turismo di qualità.

postignanoPOSTIGNANO E I SUOI 800 ANNI
Qualche esempio? È  fresco di restauro l’abitato duecentesco di Postignano, all’ombra dei Monti Sibillini, lungo la strada fra Spoleto e Foligno: la frazione di Sellano (Perugia) che si è svuotata dagli Anni 60 per l’emigrazione, è stata immortalata nelle splendide immagini in bianco e nero di Norman Carver, architetto e fotografo americano, come ‘archetipo dei villaggi italiani’. I lavori di recupero, cominciati nel 2007, hanno toccato case, botteghe, un albergo e una chiesa, che in estate fa da cornice a mostre, incontri, concerti. Ma anche scalinate, piazzette e vicoli sono stati restaurati con criterio filologico, nell’ambito di un’operazione che fa capo a due imprenditori napoletani, Gennaro Matacena e Matteo Scaramella, che nell’arredare alloggi e suite hanno impiegato manodopera specializzata del luogo. Info: www.castellodipostignano.it

borgo-rocchetta

LA NUOVA VITA DI BORGO ROCCHETTA
Al centro di una vicenda analoga, nel cuore delle Marche, c’è Borgo Rocchetta (Ascoli Piceno), che vive di una rara simbiosi con il paesaggio punteggiato da boschi e sentieri. Abbandonato dagli Anni ’50, questo abitato sviluppato in verticale, che si aggrappa alle balze di arenaria, si sta affacciando a una nuova vita, in seguito a un intervento che è partito da Villa Giachini per poi toccare altre due case vacanza e via via nuove strutture. Risultato: la creazione di un albergo che offre un soggiorno concepito come esperienza, come full immersion fra profumi e sapori di un paesino sorto nel Duecento a protezione dei pellegrini nel tratto di Salaria compreso fra il Gran Sasso e i Monti Sibillini.

berceto

BERCETO, LUOGO CHIAVE NEL MEDIOEVO
Non sempre però impegni così onerosi vengono affrontati da un privato. E ci sono realtà che vengono comunque rilanciate, grazie ad associazioni come quella dei Borghi autentici d’Italia, che conta 240 Comuni sparsi in tutta la penisola. Spesso sono stati recuperati nell’arco di dieci o 15 anni castelli, rocche, palazzi nobiliari, che hanno portato all’apertura di musei, biblioteche, luoghi di incontro per giovani; e in un centro storico rinato, il turista partecipa alla vita, ai ritmi, ai tempi della comunità (www.borghiautenticiditalia.it). Una formula che si può provare a Berceto (Parma), dove una delle frazioni è stata ripristinata per intero. Ma sono stati oggetto di lavori anche il duomo, la piazza su cui si apre, e un tratto di via Francigena. Berceto nasce infatti attorno al monastero voluto dal re longobardo Liutprando, lungo il tracciato che portava i pellegrini al passo della Cisa. Per tutto il medioevo ha giocato un ruolo di primo piano nello scacchiere politico europeo e ancora oggi vanta tracce importanti della sua storia, dal duomo al castello eretto nel 1221, che ospita un parco archeologico.

miglierina

MIGLIERINA TRA TIRRENO E IONIIO
Anche in un angolo ‘dimenticato’ della Calabria, diversi immobili sono stati riqualificati per creare un albergo diffuso. Miglierina (Catanzaro), che come Berceto (Parma) fa parte dell’Associazione dei Borghi Autentici d’Italia, dal corso del fiume Amato si arrampica fino ai mille metri del Monte Portello, inserendosi nella Sella di Marcellinara, stretta fra il Tirreno e lo Ionio, con una vista sul Golfo di Squillace e di Sant’Eufemia. Dopo i resti dei mulini, lungo il corso d’acqua con salti e pendii, e il ponte della Funtanella, bisogna seguire via dei Mastri Miglierinesi, dedicata ad armieri, stuccatori o esperti nella lavorazione del legno, che porta alla chiesa Madre e ai palazzi più antichi. Poi salendo verso l’alto, mentre si respira aria di passato, si raggiunge il quartiere Quadarune, dominato dalle testimonianze del Casale, con lecci querce e castagni sullo sfondo.

saluzzo

SALUZZO, QUEL FIUME CHE ISPIRÒ HOLLYWOOD
Ma merita una visita pure Saluzzo (Cuneo), che dal 25 al 28 giugno ospita la Festa nazionale dei Borghi Autentici, con un cartellone che ruota attorno allo street food. Con le valli del Monviso sullo sfondo, il paese si apre a ventaglio sulla collina, mantenendo l’impronta urbanistica del ‘400, quando era da quattro secoli capitale di un ricco marchesato. Viottoli, scalinate, palazzi nobiliari, balconate all’ombra della Castiglia fortificata duecentesca, regalano a Saluzzo un fascino senza tempo, anche per l’accostamento di mattoni rossi e pietra alpina grigio azzurra. Oltre al duomo tardogotico, da visitare il complesso domenicano di San Giovanni, Casa Cavassa, dimora signorile del Rinascimento, la torre civica e la casa museo di Silvio Pellico. Una curiosità: il profilo del Monviso entrato nel logo della Paramount è quello che si vede da qui, perché ispirato dalla foto di casa di due operai saluzzesi emigrati a Hollywood.

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Publicato in: Piaceri Argomenti: , , , , , Data: 03-05-2015 10:00 AM


Una risposta a “La seconda vita dei borghi fantasma”

  1. Fernando guzzi scrive:

    I borghi spopolati rivivono dando vita a se stessi e alle popolazioni che vi abitano se si ha il coraggio di rimboccarsi le maniche e darsi da fare.Le soddisfazioni arrivano man mano e saranno grandi. In bocca al lupo per tutti!

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