L'intervista

Le tre rose di Giorgia

di Laura Frigerio
Tivù, libri, cinema. L'attrice si confessa e ammette: «Non so ancora cosa voglio fare da grande».

Si è abituati a pensare alle attrici come ninfe del cinema e della tivù, a volte più attente alla forma piuttosto che alla sostanza. Invece Giorgia Wurth ha dimostrato che non è sempre così. Lei, famosa ma poco amante della mondanità, bella come una bambola di porcellana ma allergica a tutto ciò che è patinato, ha confessato: «Non mi sento per nulla sexy».

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SCRITTURA, CHE PASSIONE
La bionda 33enne  è tornata a vestire i panni di Tessa Taviani ne Le tre rose di Eva e nel frattempo coltiva la sua passione per la scrittura, che l’ha portata non solo in libreria ma persino all’università. Il suo ultimo romanzo, L’accarezzatrice (che tratta il delicato tema della sessualità vissuta dai disabili) è infatti diventato testo di studio in un corso nell’ateneo Roma 3, nella facoltà di Scienze della Formazione. «Quando sono entrata in aula e ho visto gli studenti con il mio romanzo sul loro banchi mi sono commossa» ha dichiarato, non nascondendo una certa emozione.

DOMANDA: Cosa significa far parte di un progetto seriale come Le tre rose di Eva? Qual è il motivo del suo successo?
RISPOSTA: Forse è inutile dirlo, ma per me è una grande soddisfazione. Questa è una fiction che si muove tra il melò e il thriller, quindi elementi che piacciono al pubblico. È questo mix di intrighi e misteri che lascia le persone incollate allo schermo, risultando così vincente.
D: Il suo personaggio è cambiato nel tempo. Le assomiglia un po’ o è totalmente distante da lei?
R: Si, Tessa è cambiata molto nel tempo. Prima era più cinica, ora invece si sta dimostrando una donna equilibrata, buona e pronta a tutto per aiutare la sua famiglia e le persone che ama. Io mi sento vicina a lei per questo aspetto, mentre per il resto posso dire che è molto diversa da me, soprattutto sul fronte sentimentale: a parte che è sempre passata da una love story all’altra con grande facilità, ma poi io non sarei mai in grado di perdonare un uomo che ha persino tentato di uccidermi.
D: Non le piacerebbe lavorare in una produzione diversa, magari all’estero, come hanno fatto o stanno facendo alcune sue colleghe?
R: All’estero fanno delle serie tivù bellissime, ma la mia preferita in assoluto è 24. Jack Bauer è il mio mito. Io in quel caso, più che recitarci, sarei interessata ad andare sul set per vedere come viene realizzata. Ho più curiosità di questo tipo.
D: Altre serie o programmi che le piace guardare?
R: Seguivo Nip/Tuk, poi per il resto devo ammettere che, pur facendola, non guardo molta tivù perché credo che crei una sorta di dipendenza. A tenermi informata invece ci pensa la Rete, un mezzo in cui credo moltissimo.
D: Una volta ha dichiarato che le piacerebbe condurre un programma politico: ha cambiato idea nel frattempo?
R: No, non ho cambiato idea: credo che sarebbe utilissimo spiegare la politica ai più giovani, soprattutto in un momento come questo. La politica mi ha sempre interessato molto, soprattutto nell’ottica di quello che potrebbe fare per i cittadini. Non a caso mi sono impegnata affinché l’assistenza sessuale ai disabili potesse diventare una proposta di legge. Però un programma così lo farei anche su una tv piccola: non mi interessano le luci della ribalta, ma semplicemente potermi esprimere e fare qualcosa che mi stimola e mi interessa.

Giorgia Wurth ne 'Le tre rose di Eva'.

Giorgia Wurth ne ‘Le tre rose di Eva’.

D: Come commenta l’attuale situazione italiana? È fiduciosa o sfiduciata?
R: Credo che finalmente si possano vedere dei piccoli spiragli di ripresa, ma ci sono ancora tantissime cose che non vanno. Un esempio per tutti: perché i politici che vengono incriminati rimangono sempre nel loro partito, magari ricoprendo altre cariche importanti? Le cose dovrebbero cambiare, proprio da qui.
D: Ha appena fatto parte della giuria di un festival, Cortinametraggio, dove è stato dato spazio a nuove forme espressive come le web-series e i booktrailer (che lei stessa ha realizzato). Secondo lei il futuro, anche del mondo visivo, passa attraverso la rete?
R: Io devo davvero dire grazie a Cortinametraggio, perché mi ha permesso di approfondire la conoscenza del mondo delle web-series, che è fatto di persone con idee e talento. Mi piace la loro voglia di sperimentare in tutta libertà, avendo a disposizione un pubblico molto ampio, perché grazie a internet puoi arrivare ovunque. Poi negli ultimi anni le cose sono cambiate e ora sta iniziando a crearsi anche un mercato economico intorno a queste produzioni. Questo è un mondo che vorrei esplorare in prima persona, mi piacerebbe tanto farne una.
D: Il booktrailer de L’accarezzatrice le ha fatto venire voglia di fare la regista?
R: Ogni volta che mi viene un’idea penso subito a un libro, non a un film. Certo mi piacerebbe, prima o poi, tornare dietro la macchina da presa, magari per un cortometraggio. Però vorrei prima mettere insieme una bella squadra, come è avvenuto con il booktrailer de L’accarezzatrice. Io, infatti, sono sempre stata convinta di una cosa: se hai una buona idea e dei buoni amici puoi andare lontano, se invece hai solo dei soldi ma niente idee o amici non vai da nessuna parte.
D: Girava voce che il suo libro potesse diventare un film? Conferma o smentisce?
R: Confermo, ma purtroppo non sono ancora riuscita a trovare la persona giusta che possa girarlo.
D: Che requisito dovrebbe avere questo regista?
R: Dovrebbe riuscire a entrare in sintonia con questa storia, avendo rispetto per un tema così delicato e per queste persone in difficoltà.
D: I suoi libri hanno sempre trattato temi delicati: lo farà anche il terzo?
R: Si, ci sto lavorando già da un paio di anni e anche stavolta sta facendo un po’ di ricerche. Si tratta di una storia che, per molti, può sembrare impossibile da raccontare, ma io voglio comunque cercare di farlo. Non posso anticipare nulla, ma sappi che se dovessi mai abbandonare questo progetto ne ho già pronto un altro. Anche questo, naturalmente, top secret (per ora).
D: Attrice, scrittrice e a volte anche conduttrice tivù: ma cosa vuole fare da grande?
R: Potrò rispondere quando lo sarò (grande). Guarda, sono in un momento di transizione, in cui sto riflettendo su quanto voglia mettere ancora la recitazione in primo piano, oppure tentare nuove strade. Una cosa è certa: non credo abbandonerò mai la scrittura. Ora sto valutando se accettare un paio di progetti o prendermi un anno sabbatico all’estero. Staremo a vedere.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , Data: 24-04-2015 05:34 PM


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