Premi

Il Pulitzer è femmina

di Daniela Uva
Rebecca, Carol, Diana, Lisa, Mary, Kathleen. Ecco le reporter vincitrici dell'ambito riconoscimento.

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È il premio più ambito e antico nel campo del giornalismo e della narrativa. Un punto di approdo fondamentale nella carriera dei reporter, negli Stati Uniti. Si tratta del Pulitzer Price, che come ogni anno anche nel 2015 è stato consegnato ai cronisti che si sono distinti per il loro impegno, le loro inchieste, il loro coraggio. Sono stati 14 i riconoscimenti assegnati in diverse categorie, che spaziano dalla pubblica utilità al giornalismo divulgativo, passando attraverso breaking news, inchieste, giornalismo locale, giornalismo nazionale, giornalismo internazionale, feature writing, opinione, critica, vignette, fotografia breaking news e fotografia. In tutto il mondo sta facendo il giro del web l’entusiasmo della redazione del The post and courier, un piccolo giornale di Charleston, che si è aggiudicato il riconoscimento per una serie di articoli sulle violenze contro più di 300 ragazze nella Carolina del Sud. In primo piano, nell’immagine social, c’è proprio una donna. Perché, quest’anno più che mai, sono state proprio le penne in rosa a dominare. Sono infatti sei le giornaliste premiate. Un piccolo esercito che dimostra come, in un campo nel quale il maschilismo domina ancora, le donne stanno crescendo. E tanto. Ecco allora le migliori reporter americane, secondo la giuria del Pulitzer.

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STAMPA LOCALE: REBECCA KIMITCH
La sezione ‘Giornalismo locale’ ha premiato Rebecca Kimitch, che insieme con i colleghi Rob Kuznia e Frank Suraci ha condotto un’inchiesta sulla corruzione in un piccolo distretto scolastico della California. Il lavoro è stato pubblicato sul sito del quotidiano Daily Breeze, con sede a Torrance. Ma Rebecca non ha il classico lavoro fisso. Lei è una free lance, con sede a Los Angeles, ma talmente innamorata del proprio lavoro da muoversi su e giù per l’intero continente. Nata e cresciuta a Denver, in Colorado, è sposata e ha una bambina di due anni. Per cominciare questo lavoro si è prima di tutto laureata alla Northwestern University e poi si è spostata fra Washington, San José, Costa Rica e San Diego. Prima di approdare nella metropoli californiana.

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STAMPA NAZIONALE: CAROL D.LEONNIG
Nella sezione ‘Giornalismo nazionale’ ha sbaragliato la concorrenza Carol D. Leonnig. Lei è una reporter del prestigioso Washington Post ed è stata premiata per le sue inchieste sul secret service, l’agenzia americana incaricata della sicurezza del presidente Obama e della sua famiglia. Classe 1966, Carol è specializzata nel giornalismo d’inchiesta. Ha cominciato la sua carriera al Philadelphia Inquirer, per poi passare al Charlotte Observer e infine, nel 2000, al Post. Non è la prima volta che vince il Pulitzer: già nel 2014 si era aggiudicata il riconoscimento nella sezione ‘Servizio pubblico’, con la sua squadra di colleghi impegnata in un’inchiesta sulla sicurezza nazionale. La sua vita, però, non è fatta solo di giornalismo. Carol è sposata e ha due figlie.

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RITRATTI: DIANA MARCUM
Nella sezione ‘Writing Feature’ il premio è andato a Diana Marcum, giornalista del Los Angeles Times. La giuria ha riconosciuto il valore dei suoi articoli sulla siccità nelle falde acquifere della Central Valley, in California. Il lavoro ha colpito soprattutto per i ritratti delle persone devastate da questa calamità, che lo hanno reso particolarmente originale. Californiana, ha iniziato la sua carriera a Palm Springs, poi è passata al Ferno Bee dove si è occupata soprattutto dell’area della Central Valley. Dopo un breve soggiorno nelle Isole Azzorre, dove ha seguito il progetto di un libro, è tornata negli Stati Uniti lavorando come free lance per il Los Angeles Times. Attualmente è single.

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COMMENTI: LISA FALKENBERG
Nella sezione dedicata all’’Opinione’ ha vinto Lisa Falkenberg. Lei è una giornalista assunta dallo Houston Chronicle, popolare quotidiano del Texas, e il Pulitzer le è stato assegnato per un lavoro sulle condanne di persone innocenti da parte del sistema giudiziario americano. Nata e cresciuta nella piccola Seguin, in Texas, Lisa si è laureata all’università di Austin negli Anni 2000. Ha cominciato la sua carriera nel giornalino del liceo, e da allora non ha mai abbandonato il giornalismo. Prima di vedersi assegnare il prestigioso riconoscimento, ha vinto molti altri premi locali e statali fra i quali il ‘Commentatore dell’anno 2009′. Finalista al Pulitzer nel 2014, nel 2015 ha centrato l’obiettivo. Grazie anche all’incoraggiamento di suo marito e delle sue bambine di cinque e due anni.

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CRITICA: MARY MCNAMARA
Nella sezione ‘Critica’ ha avuto la meglio su tutti Mary McNamara, anche lei giornalista del Los Angeles Times. La giuria ha premiato, in particolare, il lavoro con il quale ha spiegato come i cambiamenti culturali abbiano influenzato la televisione. Mary lavora al Times dal lontano 1990 ed è critico televisivo e redattore culturale. Nata nel Maryland, si è laureata alla prestigiosa University of Columbia-Missouri, dove si è specializzata proprio in giornalismo. Si è sempre occupata di cinema e televisione, ma avuto il tempo anche di scrivere due libri: Oscar Season e The Starlet. Attualmente vive a Los Angeles con il marito e i loro tre figli.

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EDITORIALI: KATHLEEN KINGSBURY
Nella sezione ‘Editoriale’ il Pulitzer è andato a Kathleen Kingsbury. Lei è una giornalista del prestigioso Boston Globe e si è distinta per una serie di ritratti sui lavoratori nei ristoranti della città. È entrata nel giornale nel 2012 diventando responsabile della pagina dedicata agli editoriali. Ma la sua carriera l’ha vista impegnata in molte altre realtà, soprattutto come free lance. Ha infatti scritto per Reuters, New York Times, BusinessWeek, Daily Beast e Fortune.

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