L'intervista

«Ho paura delle pistole, ma sparo»

di Laura Frigerio
Da Tale e quale show al poliziesco. A tu per tu con Serena Rossi tra i protagonisti di Squadra Mobile.

TV: SQUADRA MOBILE, IN FICTION ANCHE LATO OSCURO POLIZIAUna, nessuna e centomila: è Serena Rossi, attrice e cantante, che passa con grande dimestichezza dalle soap al teatro, dal mondo Disney a quello poliziesco. Perchè dal 20 aprile tona sul piccolo schermo con Squadra Mobile, spin-off di Distretto di polizia in onda su Canale 5.  A fianco di Giorgio Tirabassi, Daniele Liotti, e Valeria Bilello. Una sfida per la vincitrice di Tale e quale show perchè il personaggio che interpreta, il commissario Valeria Goretti, è molto diverso da lei: «Mi piace perché è molto lontana da me e quindi mi ha dato la possibilità di mettermi ancora una volta in gioco», ha svelato Serena a Letteradonna.it.

DOMANDA: Ci racconti chi è Valeria.
RISPOSTA: È una giovane poliziotta con una famiglia solida alle spalle, il classico posto fisso e un matrimonio pronto da celebrare. Insomma, per lei tutto è stato pianificato, ma ad un certo punto entrerà nella sua squadra Riccardo, giovane e aiutante collega, che farà crollare all’improvviso tutte le sue certezze.
D: E Serana invece?
R: Io invece sono super-fidanzata da anni, sono abbastanza risolta e non ho mai vissuto di questi tormenti.
D: Non è la prima volta che, per finzione, fa parte delle forze dell’ordine. Che tipo di preparazione fai per questo tipo di ruoli?
R: In Ho sposato uno sbirro il registro era quello della commedia, mentre qui ci sono delle scene d’azione belle intense.
D: E lei cosa preferisce?
R: Lo devo ammettere: non mi sono mai trovata troppo a mio agio con le armi, mi viene sempre paura quando le prendo in mano, anche se sono caricate a salve. La mia collega Elena Di Ciccio è decisamente più portata di me, perché più fisica, io invece mi rilassavo quando affrontavo le scene drammatiche d’amore. Comunque sul set c’era un maestro d’armi che ci seguiva passo a passo e il suo aiuto è stato davvero prezioso.
D: Secondo lei il pubblico preferisce distrarsi e sorridere o ha anche bisogno di storie come quelle raccontate in Squadra Mobile?
R: Non voglio fare la lezione a nessuno, ma ultimamente non si fa altro che parlare di stalker, donne maltrattate, femminicidio e nella serie c’è il personaggio di Valeria Bilello specializzata in questi casi. Lei ha una palestra dove addestra le donne all’autodifesa, le mette in guardia e a un certo punto, mostrando alcune foto di vittime, dice una frase che mi mette i brividi: «Loro avevano una cosa in comune: erano innamorate». Come può non essere importante trattare queste cose anche in una fiction? Certo, si ha sempre bisogno di distrarsi, ma è importante anche riflettere e lanciare messaggi.
D: Il tema della sicurezza è molto sentito in Italia. Lei, che tra l’altro viene da una grande città come Napoli, si sente sicura?
R: Sì, ma non troppo. Ci sono infatti episodi che non vengono arginati, come i tifosi in Piazza di Spagna: queste sono cose che mi feriscono, mi fanno arrabbiare. Per quanto riguarda Napoli che dire: ho visto giusto l’altra sera, sotto casa, dei ragazzi che rubavano un motorino. Credo che alla fine ci vorrebbe un po’ più di controllo, soprattutto in alcune situazioni e luoghi.
D: Che ricordi ha dell’incursione nel mondo Disney per Frozen?
R: Dare la voce ad Anna è stato bellissimo ed è un’esperienza che è continuata: io e Serena Autieri (che ha doppiato il personaggio di Elsa, ndr) abbiamo messo la voce anche nella serie americana Once Upon a Time, dato che le nostre principesse sono tra i nuovi personaggi.
D: In Frozen, come in Tale e Quale Show, ha avuto modo di mettere in mostra le sue doti canore. E la domanda nasce spontanea: cosa vuole fare da grande?
R: Tale e Quale Show mi ha dato tantissime emozioni, anche inaspettate (soprattutto al momento della vittoria). Io amo cantare e non potrei mai rinunciarci, quindi mi piacerebbe continuare a farlo, alternando la musica alla recitazione.
D: Progetti per il futuro?
R: Sto per tornare a lavorare con i Manetti Bros che prima mi hanno diretto in Song’e Napule (film a cui sono molto legata) e poi mi hanno voluto per un episodio del Commissario Rex, dove ho vestito i panni di una dark lady. E sapete cosa mi faranno fare ora? Una bolognese! Proprio a me che sono una napoletana doc! Per fortuna ho iniziato a fare dizione. Però mi piace così: è bello mettersi sempre in gioco.

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