Idee

Rame e lino sulla testa

di Enrico Matzeu
Al Fuorisalone debutta Cocò, l'originale cappello nato dall'incontro tra una designer e un'artigiana.

Fare l’artigiano oggi è tutt’altro che semplice, soprattutto se si è donna. Donne Impresa di Confartigianato Milano, Monza Brianza, però, vuole smentire questo punto di vista, proponendo ogni anno in occasione del Fuorisalone la collettiva DI donne&friends, ovvero un gruppo di artigiane e designer che uniscono le loro forze e le idee. Alla Fabbrica del Vapore di Milano fino al 19 aprile è possibile curiosare tra i tantissimi prototipi nati dalla sinergia tra chi ha le idee e chi poi le realizza. Uno scambio tutto al femminile (eccezion fatta per qualche maschietto) che valorizza il ruolo della donna nell’impresa artigianale italiana e che fa riflettere su come oggi l’artigianato viva una sorta di rinascita, all’insegna della sostenibilità, con la voglia, in tempi di crisi, di reinventarsi. LetteraDonna.it ha incontrato due di queste donne, la designer Dorina Camusso e la tessitrice Lidia Miotto, creatrici di Cocò, un originale cappello tessuto in lino e rame.

I progetti di DI Donne&Friends alla Fabbrica del Vapore di Milano.

I progetti di DI Donne&Friends alla Fabbrica del Vapore di Milano.

DOMANDA: Anzitutto qual è il vostro percorso individuale?
Dorina: Sono diplomata in design e ho lavorato nel design industriale per vent’anni, in particolar modo nella progettazione dell’arredo e del casalingo. Poi un giorno ho deciso dei dedicarmi all’accessorio e in particolare al cappello, che è ciò che mi caratterizza di più. Ho iniziato così a produrre copricapo sotto il marchio Cadò e produco in un piccolo laboratorio con vetrina in via Solari a Milano. Si può dire che mi caratterizzo per il riciclo tutti i materiale e utilizzando gli scarti della paglia dei cappelli estivi. La mia realtà ha un profilo fortemente sostenibile.
Lidia: Io invece ho avuto una formazione inizialmente di tipo tecnico commerciale, frequentando nel frattempo una seconda scuola tessile. Sono nata quindi come sarta, ma la struttura del tessuto è ciò che mi ha sempre colpito, così sono andata a scuola di tessitura e ho imparato tutti i segreti e ciò mi ha reso pian piano autonoma. Sono riuscita poi ad aprire una mia attività, che nel 2011 è stata riconosciuta come Eccellenza artigiana dalla Regione Lombardia. Oggi ho un laboratorio a Bresso (in provincia di Milano, ndr) dove insegno e realizzo prototipi per lanifici, inoltre sto portando avanti uno studio sulle lane autoctone con la Camera di Commercio di Biella e Agenzia Lane d’Italia, che prevede uno scambio di competenze con tessitori stranieri che arrivano nel biellese per coniugare l’industria con la tessitura a mano.
D: Come nasce la sinergia tra una designer e un’artigiana?
Dorina: Per me è un’esperienza nuova. Sono designer ma faccio anche l’artigiana, perché creo da me i cappelli e gli accessori per la moda. Il nostro rapporto è stato facile proprio perché mi sono messa nei panni dell’artigiana, affidandomi però totalmente a Lidia per la parte tecnica. Ho semplicemente concepito una forma di cappello che si adattasse al telaio.
Lidia: Dorina ha visitato il laboratorio e toccato con mano i tessuti, io poi ho cercato di avvicinare il tessuto alle caratteristiche di questo cappello. C’è stata quindi intesa sull’uso del lino e del rame, perché io amo i filati naturali, poi io ho cercato di trovare la soluzione tecnica adatta a questo progetto.
D: Come nasce quindi nella pratica questo cappello?
Lidia: Ho visto il disegno su carta e ho realizzato un prototipo in tela. Dorina ha scelto poi il materiale, mentre io mi sono attivata per realizzare il campione e in poche semplici mosse è nato Cocò.
D: Cosa lo caratterizza?
Dorina: Si è partiti dalla trasformabilità, quindi dal cercare di unire un materiale naturale a uno che lo rendesse duttile. La tessitura in forma è uno degli obiettivi di Lidia che non ama tagliare i tessuti ma che piuttosto studia e rivisita intrecci antichi in chiave moderna.
D: Quale sarà il futuro di questo progetto?
Dorina: Stiamo già pensando a molte varianti e modelli e mi piacerebbe sviluppare la tessitura in forma con Lidia. Non sono mai riuscita a realizzare in autonomia un materiale vero e proprio, quindi questa sinergia continuerà.

Il cappello Cocò realizzato in lino e rame.

Il cappello Cocò realizzato in lino e rame.

D: Che periodo vive l’artigianato in Italia oggi?
Dorina: Questo è secondo me un momento di svolta. Si risveglia l’idea del pezzo unico ed è importante far capire che se indossi un oggetto originale fatto a mano, ti porti a casa una cosa unica in questo mondo consumistico.
Lidia: Sono reduce da un mese di laboratorio al museo del tessile di Busto Arsizio e l’idea che è emersa è proprio che solo l’artigianato può realizzare il pezzo unico, perché solo l’artigiano può capire e interpretare ciò che ha di fronte. Anche l’industria, in fondo, ha bisogno del l’artigiano, di chi studia il dettaglio, soprattutto perché un prodotto artigianale non conosce le mode.
D: Essere artigiano donna oggi è un vantaggio o uno svantaggio?
Dorina: Dal mio punto di vista nessuno dei due. Piuttosto penso che nel design essere donna abbia degli svantaggi, perché avendo a che fare con i capi di industria, soprattutto uomini, ci possono essere più difficoltà, ma l’artigiano è molto più libero e indipendente.
Lidia: Anche secondo me non vi sono né vantaggi né svantaggi nel sesso, però avere un’attività mia è la cosa migliore per conciliare il lavoro con la famiglia. Sono nata artigiana indipendentemente dal sesso di appartenenza, fare un oggetto per me è un’esigenza di vita e vado avanti con determinazione.
D:Quali difficoltà incontrate oggi nei vostri lavori?
Dorina: La commercializzazione è un punto difficile. Io sono da sola, quindi devo fare tutto anche la comunicazione, quindi diventa complicato per me gestire tutto, soprattutto la parte legata al marketing e quindi alla vendita.
Lidia: Ci sono molte persone che richiedono i nostri oggetti, il problema, però, è farsi conoscere. L’artigiano spesso non può permettersi collaboratori e soprattutto non si può fermare per dedicarsi alla promozione di sè. Questo è effettivamente un problema.

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