Arte

Muri d'artista

di Stefania Romani
I murales hanno cambiato volto ad alcuni borghi italiani. Che adesso sono gallerie a cielo aperto.

Vivaci, esuberanti, ironici, a tratti arrabbiati. Sono i muri d’autore che cambiano il volto di piccoli centri abitati, colorandoli come gallerie a cielo aperto, alle quali regalano una seconda vita. In Italia sono numerosi i borghi che vantano murales e 25 fra i più belli si sono riuniti nell’Associazione Italiana Paesi Dipinti, che collega le comunità incentivando il turismo con iniziative come mostre, festival, incontri, pubblicazioni. Senza perdere di vista la tutela degli affreschi. I motivi ricorrenti nelle opere? I più gettonati sono i mestieri della tradizione contadina, ma non mancano scene naif, fiabe, rebus, meridiane, e poi riferimenti al cinema e al presepio. Info: www.paesidipinti.it

Arcumeggia-02

Foto: Bruno Goglione.

RITRATTI DI FAMIGLIA
Parlando di musei all’aperto, spesso defilati rispetto ai circuiti turistici tradizionali, non si può prescindere da Arcumeggia di Casalzuigno (Va), il primo paese dipinto in Italia. Fra la Valcuvia e il Lago Maggiore, conta episodi di emigrazione e di vita nei campi, accanto a ritratti di famiglia firmati negli Anni 50 da nomi del calibro di Usellini, Sassu, Migneco. Mentre lavoravano, i pittori erano ospiti di alcuni abitanti, ai quali hanno dedicato ‘chicche’ come ‘la mattonella’ di Usellini in via degli Allievi, che recita in dialetto Severino bevi poco vino. L’artista amava già la Valcuvia, ma rimase affascinato da Arcumeggia, dando l’avvio a un’operazione pittorica che ha fatto scuola.

Bagnasco-01

Foto: Bruno Goglione.

GIOCHI ILLUSIONISTICI A BAGNASCO
Ha cambiato pelle grazie ai murales anche Bagnasco (Cn), il piccolo centro adagiato nel verde delle colline fra Piemonte e Liguria, conosciuto anche per il Bal do sabre. La danza degli Spadonari, che ha alcune analogie con i balli folcloristici tedeschi, affonda le radici nella notte dei tempi, perché legata ai riti propiziatori. Naturalmente fra i soggetti che colorano le case, all’ombra del castello medievale figurano anche giochi illusionistici, come quello di un’onda marina dalla quale si alzano in volo dei gabbiani o quello di un tralcio che circonda una vera porta di legno, accanto a una finestra affrescata. Poi sulle facciate scorrono animali, scorci di montagna e un fascio di palloncini colorati che sembra far sollevare una cassetta della posta.

Valloria-01

Foto: Bruno Goglione.

PORTE TRASFORMATE IN QUADRI
Un altro esempio di riconversione legata all’arte è Valloria di Prelà (Im), arroccato nell’entroterra ligure, che vent’anni fa era quasi completamente disabitato. Il borgo ha fascino da vendere, grazie al contrasto fra la pietra delle abitazioni e le porte trasformate in quadri: qui infatti non c’era proprio fisicamente lo spazio per dipingere sui muri, così ad essere colorate sono 140 porte, che fanno da supporto a nature morte, animali, paesaggi. Il risultato è una galleria vivacissima, da scoprire un po’ per volta, rigorosamente a piedi, camminando fra i carruggi con il naso all’insù. E visto che le stradine formano una sorta di labirinto è stata fatta una segnaletica non invasiva, che indica tutte le opere, per evitare che i visitatori, seguendo la cartina, si perdano qualche tappa.

Saludecio-02

Foto: Bruno Goglione.

INVENZIONI DA ‘MURO’
Cambia invece lo scenario a Saludecio (Rn), dove i 50 murales fatti negli ultimi 20 anni sono dedicati alle invenzioni dell’800. E naturalmente ci sono tutti i motivi che uno si aspetta, dal primo treno all’auto alla fotografia, dal telefono al grammofono, passando per la radio, il cinema e la lampadina. Ma si trovano anche scene che fanno sorridere, come quelle che raccontano la nascita della carta igienica e del dado. Altre opere ripercorrono il debutto di marchi storici come Coca Cola, Edison e Violetta di Parma. In questo borgo fortificato, molto curato, si svolgono almeno due feste di piazza all’anno: Salus Erbe, in calendario il 25 aprile con mercatini di erboristeria, alimentazione naturale, agricoltura biologica, e Ottocento Festival, nella prima decade di agosto.

Vietri-01

Foto: Bruno Goglione.

I COLORI DI VIETRI SUL MARE
Anche la ‘porta sulla Costiera amalfitana’ è colorata, ma con le ceramiche che a Vietri sul mare (Sa) riportano a una tradizione secolare, foderando letteralmente le pareti di case, negozi, bar, con i tipici pesci sovrapposti, i limoni e il ‘verde Vietri’. I pannelli coloratissimi raccontano gli attacchi saraceni alla costa e le processioni fra sacro e profano, ma anche episodi più recenti. E negli ultimi anni la ceramica ha arredato un tratto di lungomare, che richiama ragazzi e famiglie fino a tarda sera. La piazzetta alla Gaudì, che a Vietri chiamano la ‘passeggiata sul mare’ è diventata una sorta di salotto buono, tappezzato di ceramiche firmate dagli artigiani locali.

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Publicato in: Piaceri Argomenti: , , , , , , , , Data: 12-04-2015 10:00 AM


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