Parola agli esperti

Torno al lavoro per te

di Daniela Uva
Una ricerca Usa evidenzia che tornare in ufficio dopo il parto fa bene anche al neonato. Dubbi in Italia.
Secondo i ricercatori americani, il distacco dalla mamma dopo la maternità obbloigatoria è un fattore positivo per il neonato.

Secondo i ricercatori americani, il distacco dalla mamma dopo la maternità obbligatoria è un fattore positivo per il neonato.

Restare a casa con il pargolo subito dopo il parto? Va bene, a patto che i tempi non si dilunghino troppo. Perché, contrariamente a quanto si è sempre pensato, tornare al lavoro fa benissimo. E non solo alle mamme. A mettere in evidenza questo dato è stata una nuova ricerca condotta negli Stati Uniti e pubblicata sulla rivista specializzata Psychological Bullettin. È emerso che il distacco dal neonato, provocato dalla necessità di tornare alla propria occupazione, fa bene ai bambini perché li aiuta a ad acquisire maggiore indipendenza e a costruirsi un’idea più avanzata della parità fra uomo e donna.

LA MAMMA CHE LAVORA È UN OTTIMO ESEMPIO
Nessun dubbio, ripensamento o senso di colpa, dunque. Terminati i mesi della maternità obbligatoria, è bene tornare al proprio lavoro, affidando il piccolo a nonne, tate o asili nido. Questa decisione influisce positivamente sullo sviluppo psicologico del neonato e sulle sue future prestazioni scolastiche. Questo perché, dal punto di vista educativo, avere una mamma che lavora rappresenta un ottimo esempio.

FREQUENTARE L’ASILO NIDO È IMPORTANTISSIMO
Per le figlie femmine rappresenta un modello positivo nel quale identificarsi per superare residui stereotipi e luoghi comuni. Per i maschietti, invece, questa situazione familiare aiuta a non percepire differenze fra genitori maschi e femmine e a considerare l’uguaglianza di genere come assoluta normalità. Insomma, chi pensa che per i bambini il distacco rappresenti un trauma fortissimo, secondo i ricercatori americani, si sbaglia. Perché l’assenza dai piccoli è percepita in modo diverso e perché per loro, essere a contatto con i coetanei frequentando un asilo nido, è importantissimo. Mentre il tempo libero speso con mamma e papà, quando non sono al lavoro, è sufficiente a farli vivere in modo equilibrato. Gli scienziati statunitensi, a tal proposito, non hanno alcun dubbio. Meno certi sono quelli italiani. Letteradonna.it ne ha parlato con lo psichiatra Giacomo Dacquino, autore di Guarire l’amore (edizioni San Paolo).

DOMANDA: Negli Stati Uniti si ritiene che il ritorno al lavoro subito dopo il parto faccia bene sia alla mamma sia al bambino. Lei è d’accordo?
RISPOSTA: Assolutamente no. Normalmente tornano a lavorare pochi mesi dopo aver partorito le donne in carriera, quelle che hanno particolari problemi o quelle che hanno paura di essere licenziate. Sono situazioni limite assolutamente non positive.

D: Perché?
R: Perché i bambini hanno bisogno di stare con la propria mamma. Hanno la necessità di sentire l’affetto, l’amore e l’attaccamento che nessuna tata o asilo nido può garantire loro. Inoltre hanno bisogno di essere alimentati al seno.

D: Per quanto tempo una donna dovrebbe restare a casa?
R. Compatibilmente con la sua situazione, una mamma dovrebbe restare con il bambino per tutto il primo anno di vita. È importante che quel flusso di affetto, calore e amore non si interrompa.

D: Quindi cosa pensa di chi torna al lavoro troppo presto?
R: Penso che questa decisione faccia bene alle mamme e alle aziende. Ma non di certo ai bambini.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti, Top news Argomenti: , Data: 03-04-2015 10:50 AM


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