Educazione

Ragazzi, non siete speciali

di Francesca Amé
5 consigli per aiutare gli adolescenti a non sbattere contro il loro ego. E diventare adulti felici.

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«Ragazzi, non siete speciali! Non siete eccezionali. Certo, vi abbiamo viziato, coccolato, protetto e tutelato. vi abbiamo tenuto in braccio, dato da mangiare, pulito la bocca, pulito anche il sedere, ascoltato, dato consigli, incoraggiato. Siamo stati alle vostre partite, alle vostre recite, ai vostri saggi. Ma non pensate nemmeno lontanamente di essere speciali. Perché non lo siete affatto».
Quando, nel giugno di due anni fa, il professor David McCullough, docente americano di letteratura nelle scuole supeirori, pronunciò questo discorso alla consegna dei diplomi in una prestigiosa scuola nei pressi di Boston non poteva immaginare che qualcuno tra il pubblico avrebbe girato un video.
Gli 11 minuti del discorso hanno fatto il giro del mondo (guarda il video che ha fatto quasi tre milioni di visualizzazioni) .

IMPARATE A ELOGIARE LA NORMALITÁ
Ora quelle parole sono diventate un best-seller, un manuale a uso e consumo di genitori di adolescenti che credono fin troppo in loro stessi. E che rischiano di andare a sbattere contro il proprio ego.
Ricordate il celebre «stay hungry, stay foolish» di Steve Job? Ecco, in Ragazzi, non siete speciali (ora tradotto in italiano da Garzanti, pp. 243, 15 euro), si predica l’opposto: l’elogio della normalità, il ridimensionamento del successo, l’accettazione dei propri limiti. E si dimostra come ragazzi ipercompetitivi a scuola e superimpegnati nelle ore del pomeriggio saranno adulti con la mente stanca e rassegnata. Non esattamente quello che sogna ogni buon genitore.
5 CONSIGLI PER AIUTARE GLI ADOLESCENTI A DIVENTARE ADULTI FELICI
A chi cresce teenagers con il culto del successo e della necessità di essere brillanti a ogni costo, ai papà e alle mamme che infarciscono l’agenda dei figli con corsi di violino, cinese e arti marziali e che non ammettono un 7 in pagella perché conta solo l’eccellenza, il prof McCullough consiglia di darsi una calmata.
E di smetterla di dire bugie.
Se avete un figlio che deve iniziare l’università, ecco i 5 conigli del “prof della normalità” per aiutare davvero chi amate ad entrare nell’età adulta:

1. State alla larga dalle buone intenzioni: perché insistete tanto che vostra figlia studi informatica se lei vuol fare la maestra? Imparate a distinguere tra i sogni dei vostri figli e le vostre ambizioni (spesso nate da frustrazioni).

2. Lanciate sfide, non proclami: insegnate con l’esempio che scalare una montagna non vuol dire piantarci sopra la propria bandiera, ma respirare l’aria pura e godersi il panorama. Gli anni universitari vanno goduti, non subiti come una pena da scontare.

3. Limitate gli obiettivi: spronate tutti i giorni i vostri figli a dare il meglio di sé, insegnate loro a riconoscere i propri talenti e i propri limiti. Insegnate loro a dire:«ho paura, faccio fatica, ho bisogno di aiuto». Non sono ammissioni di debolezza, ma indice di equilibrio mentale.

4. Indicate le giuste motivazioni: spiegate ai vostri ragazzi che le montagne si scalano per vedere il mondo, non per farsi vedere dal mondo. Il giudizio degli altri (compreso quello espresso sui social) non può essere il motore di ogni scelta personale.

5. Dite sempre la verità, e la sola verità che conta per la crescita dei vostri figli è che nessuno di loro è davvero speciale.

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , , Data: 08-11-2014 09:00 AM


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